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Tra qualche mese sarà il momento di Libra, la criptovaluta di Facebook che minaccia di cambiare per sempre il mondo delle valute virtuali e non solo. Si tratta di un progetto ambizioso, sia per gli obiettivi che si pone sia per gli elementi strutturali che, almeno per ora, sembrano caratterizzarlo. Di certo, attualmente, c’è la sua valenza disruptive.

Ancora non ha esordito sul mercato eppure sta facendo parlare molto di sé. Quel che più stupisce è l’attivismo delle istituzioni, che si stanno precipitando a dire la propria, spesso utilizzando un approccio definito da molti come pessimista. Ultima in questa sequela di dichiarazioni la BCE, che per bocca di Yves Mersch, membro del Consiglio direttivo, ha espresso quello che assomiglia a un parere ufficiale. Come era lecito aspettarsi, questo parere non si è rivelato dei più positivi.

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Cos’è Libra

Prima di analizzare nel dettaglio le parole di Yves Mersch è bene fare il punto su Libra. Infatti, per molti è ancora un oggetto sconosciuto, benché Facebook non sia stato affatto parco di informazioni sul progetto. Di seguito, le caratteristiche più importanti di Libra, nonché quelle che meglio delle altre contribuiscono a fornire un quadro esaustivo della criptovaluta prossima ventura.

Stabilità. E’ questa la caratteristica più importante. Le criptovalute, Bitcoin in testa, ci hanno abituati a una instabilità endemica e dal carattere estremo. Insomma, la volatilità eccezionale, letteralmente fuori scala, è la cifra del mondo crypto. Basti pensare al Bitcoin, che nel giro di un anno e mezzo è passato da 20.000 dollari a 4.000, per poi raggiungere quota 10.000 euro. Ebbene, Libra promette di essere una criptovaluta “abbastanza” stabile, volatile come qualsiasi altro asset. Una novità dirompente, se si considera che i maggiori dubbi circa le criptovalute, anche nel contesto speculativo, sono determinati proprio dalla volatilità.

Assenza di mining. Ma come intende Facebook mettere la sua criptovaluta al riparo della volatilità? Semplice, proponendo una struttura diversa, molto più centralizzata di quanto non sia quella delle attuali valute. Tanto per iniziare, niente mining. L’offerta sarà determinata dalla domanda, come accade per qualsiasi altro asset. Quando un utente intenderà acquistare Libra con euro, la base monetaria di Libra aumenterà. Quando intenderà venderla, la base diminuirà.

Nodi eterodiretti. La stabilità verrà garantita, almeno stando ai desiderata di Facebook, anche da una diversa gestione dei nodi. Questi saranno formati non da tutti gli utenti, come accade per esempio con il Bitcoin, bensì da un gruppo circoscritto di grandi realtà commerciali e aziendali. Da questo punto di vista, Facebook ha incassato molti sì, ma conta di raggiungere quota 100 partner entro qualche mese dall’entrata in scena di Libra.

Pluralità di servizi. Questo è forse l’aspetto che, insieme alla questione della stabilità, sta suscitando il maggiore scalpore. Facebook punta a trasformare Libra in un veicolo di servizi finanziari. Immaginiamo, per esempio, dei prestiti erogati in Libra. Prospetta una rivoluzione anche sul fronte delle transazioni, che saranno rapidi e veloci come la trasmissione dei file via Whatsapp. Insomma, un cambiamento non da poco, e capace di oscurare il già egregio lavoro degli e-wallet (uno su tutti Paypal).

I dubbi della BCE

E’ lecito immaginare che i dubbi che ha espresso Yves Mersch siano condivisi da tutto il board della BCE. D’altronde è raro che un membra agisca come battitore libero. Da questo punto di vista, se si escludono alcuni screzi fronte Quantitative Easing, le dichiarazioni dei maggioranti della BCE hanno sempre seguito un percorso lineare.

Ma… Quali sono i dubbi di Yves Mersch su Libra? Eccoli riassunti punto per punto.

Privacy. Il funzionario BCE si è dimostrato molto scettico sulle capacità di Libra di garantire la dovuta privacy, dal momento che la criptovaluta è stata progettata da “persone che devono fornire spiegazioni alle autorità statunitensi ed europee sulle minacce alle democrazie derivanti dalla manipolazione dei dati personali sulle loro piattaforme social”. Tra l’altro, i dati che provengono dalle transazioni sono molto più “personali” di quelli che oggi vengono raccolti in rete. I risvolti, quindi, potrebbero essere pessimi.

Centralizzazione. Libra promette di essere la prima vera criptovaluta centralizzata. Questo se da un lato garantisce stabilità alla criptovaluta, dall’altro potrebbe porre in essere una stabilità a livello monetario globale. Se non altro, perché si andrebbe a formare un altro punto di riferimento, e trasformarsi magari in una valuta rifugio. Insomma, gli equilibri attuali, che tutto sommato hanno dimostrato di reggere, potrebbero essere sconvolti.

Trasmissione della politica monetaria. Secondo Yeves Merch, Libra potrebbe “compromettere il meccanismo di trasmissione della politica monetaria influenzando la posizione di liquidità delle banche dell’area euro e minare il ruolo internazionale della moneta unica”. Questo è un concetto molto complesso. Proviamo a semplificarlo. Il circuito del credito inizia dalle banche centrali, che prestano denaro alle banche commerciali. Queste, poi, lo prestano a cittadini e imprese, e in questo modo il denaro entra nel sistema. Tuttavia, se una quota di prestiti proviene da un circuito laterale, magari dall’ecosistema di Libra, ecco che la “trasmissione” si inceppa, e gli obiettivi di politica monetaria (es. aumento dell’inflazione) possono subire un rallentamento.

Controllo sull’euro. “A seconda del livello di accettazione e del grado con cui l’euro sarà presente nel paniere di riserve, Libra potrebbe ridurre il controllo esercitato dalla Bce sull’euro”. Questa considerazione è un corollario di quella precedente. Ora, il valore dell’euro dipende anche dalla quantità di valuta presente nel sistema economico, dalla cosiddetta massa monetaria. Ma, nuovamente, se nel sistema circola una seconda valuta, ecco che il valore dell’euro si muova a prescindere dalle iniziative della BCE.

Questa dinamica è uno dei motivi per cui, tra le altre cose, nell’eurozona sono vietate seconde valute. D’altro canto, è difficile contrastare la circolazione di una seconda valuta privata. Certo, è sempre possibile legiferare in merito, ma il denaro circola e spesso è più “veloce” della tassazione. Ovvero, i provvedimenti potrebbero giungere quando ormai gli effetti sono stati scatenati.

Alla luce di questi dubbi, Yves Mersch ha lanciato un accorato appello alla cittadinanza. In parole povere, ha cercato di dissuadere – forse con un po’ di anticipo – i cittadini ad abbracciare il progetto di Facebook. Insomma, ha sconsigliato con parole decise il futuro utilizzo di Libra

“Spero che i cittadini europei non si facciano tentare dall’abbandono della sicurezza e della solidità delle soluzioni di pagamento consolidate in favore di promesse seducenti ma ingannevoli in arrivo da Facebook”.

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