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Come imparare il trading in maniera efficace? Non esiste una strada che valga per tutti. D’altronde la formazione sul trading non è un concetto istituzionalizzato. Non ci sono università “ufficiali” del trading.

Tuttavia, è possibile individuare un percorso di massima, principi generali e accorgimenti da prendere se si intende giungere preparati all’appuntamento con il mercato. E’ possibile, altresì, isolare alcune delle difficoltà tipiche che gli aspiranti trader incontrano durante il loro percorso di formazione. Difficoltà che descriveremo nell’articolo che segue, cercando anche di proporre qualche soluzione pratica.

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Il fattore tempo

Sia chiaro, non c’è niente o nessuno che “rincorra” l’aspirante trader. Teoricamente, può prendersi il tempo che vuole, prima di giungere all’appuntamento con il mercato e iniziare a fare trading. Certo, anche per ciò che concerne il “tempo” ci sono delle limitazioni, ma queste riguardano le condizioni di ognuno, gli impegni etc.

Fatto sta che nessun aspirante trader ha a disposizione tutto il tempo che vorrebbe. La stragrande maggioranza di loro, per esempio, lavora.

Da qui la necessità, prima ancora che il materiale didattico, il metodo di apprendimento etc, di organizzare il tempo.

Sicuramente non è una buona idea “studiare quando capita”. In primo luogo, se si studia in maniera saltuaria, o si fanno grosse abbuffate di studio per poi sospenderlo per giorni, settimane, mesi, il rischio è che rimanga ben poco. Secondariamente, in questo modo non si entra nella mentalità giusta, ovvero in un mood capace di ottimizzare il percorso di apprendimento.

Dunque, che fare? La risposta è allo stesso tempo semplice e abbastanza complicata da mettere in pratica: creare una routine. L’importante è dedicare allo studio del tempo costante, se possibile giornaliero. Sicché ritagliate una parte della giornata per lo studio, fatevi un bel piano di studio e rispettatelo.

La scelta del materiale didattico

Questo è un passaggio cruciale. Una difficoltà avvertita da tutti. Cosa studiare? Dove studiare? Sono domande che un neofita o un aspirante trader si pone necessariamente. Domande che generano una certa ansia, in quanto frutto di disorientamento. Lo abbiamo già detto: non esistono università del trading, non ci sono percorsi istituzionalizzati.

A complicare le cose, una enorme abbondanza di materiale, sia a pagamento che gratuito (soprattutto a pagamento, però).

Ovviamente è giusto fare una cernita in termini di contenuti. Tuttavia, è poco saggio se si considerano elementi quali il medium e il canale.

E’ vero: esistono manuali, saggi, video online, seminari, ebook che permettono di imparare il trading. Ebbene, vanno presi in considerazione tutti. Ciascuna tipologia di contenuto può offrire qualcosa.

Ciò vale dai grandi manuali classici (che possono essere trovati su internet a prezzi anche abbordabili (ai PDF redatti da professionisti ed esperti. A proposito, trovate un interessante tutorial PDF qui. Non temete: è completamente gratuito.

Dunque, utilizzate tutte le tipologie di materiale a disposizione. Per ciò che riguarda i contenuti veri e propri, fatevi aiutare da un trader con una certa esperienza, o affidatevi ai consigli di un broker. Spesso, infatti, offrono anche un servizio di assistenza “didattica”.

Il metodo di studio

Anche questo è un aspetto importante e molto trascurato. Spesso, a proprio spese. Anche perché il primo momento in cui si avverte una mancanza in merito, e dunque l’assenza di un metodo di studio, è proprio quando si mette il naso sui libri. Una mancanza che può essere fatale, sia in termini di efficacia che di tempo perso. Le sensazioni che a questo punto emergono sono le stesse che colgono gli studenti universitari: frustrazione e scoramento.

Dunque, se non siete avvezzi allo studio e i tempi dell’università sono lontani, prendete in considerazione di… Studiare come si studia. Su internet, a vario titolo, si trovano molti contenuti e materiale che insegnano – in maniera proprio basilare – a costruire un metodo di studio che si sposi bene con la propria struttura cognitiva e che consenta di assimilare in maniera rapida e duratura le informazioni.

Imparare il trading senza un buon metodo di studio (anche puramente teorico) è davvero complicato. Dunque, trovare un rimedio prima ancora di mettervi a imparare il trading.

Il focus della formazione

Altro aspetto di fondamentale importanza e trascurato dalla maggior parte di coloro che studia per imparare il trading.

Il problema principale riguarda il rapporto tra infarinatura generale e specializzazione. Come mescolare questi due elementi? Ebbene, l’aspirante trader medio non li mescola, semplicemente si arroga il compito di “imparare tutto”, quindi rinuncia – magari senza volerlo – alla specializzazione. E’ una pessima scelta. Lo è quasi sempre, quando si tratta di attività complesse. E il trading, nel caso non lo aveste ancora capito, è un’attività complessa.

Il consiglio, quindi, è di specializzarvi su un paio di approcci particolari, su una manciata di asset. Certo, non nell’immediato. All’inizio la teoria generale dovrebbe essere la vostra unica preoccupazione, solo dopo verrà l’esigenza e le conoscenze necessarie a decidere.

Anche perché nessuno vi viete di “cambiare specializzazione”. L’importante, ovviamente, è studiare bene sia prima che dopo.

La questione della pratica

E’ il motivo per cui molti trader in passato crollavano alle prime battute, e crollavano rovinosamente. Ok la teoria, che è fondamentale oggi come allora. Ma la pratica? Chi ignora questa fondamentale domanda giungerà all’appuntamento con il mercato solo con la presunzione di essere preparato, per poi scoprire che il mercato è ben altro paio di maniche rispetto a quanto si aspettavano.

In passato, pur conferendo importanza a questa domanda, poco si poteva fare: non rimane che farsi le ossa sul campo, con tutti i pericoli che ciò comportava. Ovvero, la perdita del capitale causa inesperienza

Oggi il discorso è diverso. Esistono strumenti che consentono di fare pratica senza rischiare nulla, di farsi le ossa… Senza rompersele. Questi strumenti prendono il nome di “demo”, e in genere vengono messi a disposizione direttamente dai broker.

Grazie alla demo un trader in erba può operare nel mercato reale ma con denaro finto. Può provare qualsiasi cosa, qualsiasi strategia, indicatore etc. L’unica differenza è che non può concretamente guadagnare o perdere denaro.

Uno strumento perfetto, all’apparenza. Peccato che sia viziato da un difetto di fondo, per altro irrisolvibile. Se le demo consentono di prendere mano con la tecnica, non apportano nessun contributo a una delle più grandi skill che un trader dovrebbe possedere: la tenuta emotiva.

Il trading online è un’attività stressante, che costringe il singolo a “giocare” con una posta sempre significativa (si parla di soldi, d’altronde). Le emozioni esplodono violentemente, e sono in alcuni casi difficilmente controllabili. Risultato? La perdita di lucidità e la compromissione delle capacità decisionali.

Ora, questo sconvolgimento emotivo è determinato dal rischio. Elemento, questo, che nelle demo manca del tutto. Dunque le demo non consentono di maturare skill in merito. Da questo punto di vista, il trader giunge “nudo” all’appuntamento con il mercato.

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