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I Forex Trader devono affrontare ogni giorno sfide complicate. Tuttavia, gli ostacoli non sono solo di tipo tecnico e strategico. Quelli più ardui da superare, forse, sono di natura psicologica.

E’ proprio così: la psicologia nel trading gioca un ruolo di primo piano, un ruolo che contrasta in maniera netta con l’attività del Forex Trader.

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Nell’articolo che segue offriremo una panoramica del rapporto tra psicologia e Forex. Successivamente descriveremo le più grandi sfide “psicologiche” che i trader devono affrontare. Infine, forniremo qualche consiglio per superarle limitando il più possibile i danni.

Cosa c’entra la psicologia con il Forex Trading?

E’ una domanda che si pongono spesso i principianti o gli aspiranti trader, quando per la prima volta sentono accostare i due concetti (psicologia e Forex Trading, appunto). E’ anche una domanda a cui farebbero meglio a rispondere il prima possibile, dal momento che tale accostamento non solo è legittimo, ma anzi impatta profondamente sulle speranze di successo.

La verità è che il Forex Trading è un’attività potenzialmente redditizia, anzi per alcuni è anche fonte di immense ricchezze. Tuttavia, è anche un’attività sui generis, molto particolare, e che – soprattutto – genera pressioni di tipo mentale ed emotivo molto intense.

In primo luogo, perché è davvero complicata. La conseguenza è che le probabilità di compiere errori si attesta sempre su livelli elevati. Ciò inevitabilmente genera stress, il quale se non controllato può provocare danni seri, e non solo alla propria carriera da trader. Lo stress, d’altronde, quando si fa particolarmente acuto e inficia lo svolgimento dei compiti, assume una rilevanza di tipo psicologico.

Secondariamente, il Forex Trading costringe ad operare una posta in gioco alta per definizione. Questa posta in gioco è il denaro. Certo, alcuni trader si contraddistinguono per la prudenza, quindi non investono grandi capitali in un singolo trade. Il principio di base, tuttavia, rimane: c’è di mezzo il denaro, quindi la paura di perdere può essere intensa, e la paura è – alla stregua dello stress – un sentimento che può assumere una importanza psicologica.

Infine, va segnalato un elemento di tipo – almeno parzialmente – tecnico. La statistica dice che l’operatività è il momento cardine, peccato che sia propria l’operatività a impattare più profondamente dal punto di vista emotivo. Le decisioni che si prendono nel bel mezzo dell’operatività sono le più complicate e stressanti, poiché gli spazi e i tempi per decidere si riducono: occorre fare presto e bene, necessariamente.

Alla luce di tutto ciò, non stupisce che i Forex trader più famosi e ricchi del mondo siano, in primo luogo, i trader che meglio degli altri hanno lavorato sulla psicologia, hanno modificato all’occorrenza il proprio sentire, hanno affrontato di petto la questione della mentalità. Di certo questo cozza con l’immaginario del trader come di un individuo praticamente senza emozioni, freddo e calcolatore, che certamente non ha bisogno di curare la propria mente.

Le più grandi sfide psicologiche per un trader

La stessa natura del Forex Trading e, in fondo, quella dell’uomo che sta dietro al trader, pongono in essere alcune sfide molto complicate da vincere, ma non impossibili. Ecco quelle principali, in cui tutti i trader si imbattono più o meno quotidianamente.

La sconfitta è dietro l’angolo

Questa è una verità che è molto difficile da digerire: tutti i Forex Trader perdono. Tutti, dal più scarso al più bravo, dal più povero al più ricco, sperimentano la sconfitta. Certo, alcuni in misura minore che altri, ma la sconfitta è una realtà che appartiene ai trader nella loro totalità. Eppure, con impegno e dedizione, si riesce a guadagnare.

A prescindere dal guadagno, ovvero dalla frequenza e dal peso delle vittorie, digerire l’amaro fiele della sconfitta non è facile. Il trader potrebbe essersi impegnato a fondo, eppure perdere ugualmente il trader. In gioco possono entrare sentimenti di scoramento, cali di autostima, potrebbe verificarsi persino un burn out. Per questo motivo la sfida psicologica della sconfitta è veramente difficile da superare. Non è solo una questione di denaro, ma anche di investimento emotivo.

Il mercato è incontrollabile

L’uomo ha paura dell’incertezza per definizione. E’ per placare l’incertezza che, per esempio, ha creato la mitologia. E’ per rimuovere o attenuare l’incertezza che si è incamminato verso il periglioso sentiero del progresso tecnologico. L’incertezza genera scompensi a chiunque, anche a chi si definisce attratto dalla sorpresa.

Ora il Forex è uno dei “luoghi” più incerti che si possano immaginare. L’incertezza regna sovrana o, per meglio dire, l’imprevedibilità. Certo, è possibile mettere in campo strumenti che consentano di prevedere potenzialmente cosa farà il prezzo, ma siamo nel campo della statistica non della certezza matematica.

La consapevolezza di non riuscire a controllare nemmeno minimamente il mercato impatta profondamente sulla tenuta emotiva del trader, rappresentano una sfida psicologica decisiva.

La fallacia delle analisi

Questo è un corollario del punto precedente. Se il mercato è incontrollabile, che ogni speranza di previsione certa è preclusa a priori, allora l’analisi tecnica e fondamentale è destinata a fallire. Eppure viene spacciata per l’appiglio più o meno sicuro su cui i Forex Trader possono fare leva per capire cosa farà questa o quella valuta.

Purtroppo è proprio così. L’analisi, tanto quella tecnica quanto quella fondamentale, per quanto possano essere fatte bene, realizzate prendendo le precauzioni necessarie, possono fallire. Questo può provocare stress e scoramento per almeno due motivi: in primo luogo perché il Forex Trader, nell’analisi, ha profuso impegno, tempo e risorse cognitive, quindi rendersi conto che il suo sforzo è stato inutile certamente ha un suo impatto. Secondariamente, aumenta la percezione dell’incertezza.

In realtà, l’analisi va presa per quella che è: uno strumento non per prevedere un futuro imprevedibile, quando una fonte di elementi strategici che sono validi statisticamente, ovvero sulla base – nella migliore delle ipotesi – di un margine di errore più o meno ampio.

La tempra non basta

Un’altra verità, che è un po’ la conseguenza di quelle precedenti, è che il trader, in quanto uomo… Non basta a se stesso. Ovvero, non ha fisiologicamente gli strumenti per sconfiggere sempre e comunque il mercato, per vincere contro ogni probabilità. Insomma, il trader, anche quello più bravo, rischia di aggirarsi nel mercato come una creatura, se proprio non indifesa, comunque destinata a essere perennemente in difficoltà.

Questa è una verità complicata da digerire, in quanto mette in gioco l’opinione che ciascuno ha di sé, la fiducia in se stessi. In un certo senso, è come riconoscere di avere delle debolezze, e di non poter fare nulla per rimuovere. Ecco, la fallacia è insita nel trader in quanto uomo.

Niente è per sempre

Soprattutto, il proprio approccio al trading. O, per essere più precisi, la strategia. E’ proprio vero: per quanto una strategia possa rivelarsi azzeccata, per quanto riesca – con gli immancabili momenti negativi – a produrre guadagni, presto o tardi arriverà il momento di cambiarla. Il motivo di ciò è semplice: lo stile di trading cambia, il mercato si evolve.

Ora, cambiare una strategia che fino a poco prima aveva dimostrato di funzionare, è molto complicato. In primis perché l’ignoto fa sempre paura. Secondariamente perché la routine e la forza dell’abitudine hanno un impatto significativo dal punto di vista comportamentale. Eppure è un passaggio che, a volte, va compiuto, con tutto ciò che ne consegue in termini di stress.

Come vincere le sfide psicologiche

Queste sfide appaiono davvero ardue, complicate da superare. Eppure non c’è dubbio: è possibile superare questi ostacoli. Anzi, i trader che si rivelano vincenti sono riusciti proprio a fare questo: superare le sfide psicologiche. Come hanno fatto? Essenzialmente i metodi sono tre (e non si escludono a vicenda).

Il primo metodo è il training psicologico. No, non si tratta di psicoterapia, ma di un percorso che porta (si spera nel più breve tempo possibile) a maturare qualità morali, a sviluppare la resilienza. E’ in particolare la resilienza uno degli strumenti più utili per superare le prove psicologiche a cui è sottoposto il Forex Trader. Certo, farlo da solo è difficili. Molti si fanno aiutare da un mental coach. Di certo, il superamento degli ostacoli passa innanzitutto da un cambiamento profondo e intimo.

Il secondo metodo è in realtà una disciplina: il money management, il quale si deve accompagnare necessariamente al risk management. Insieme, consentono di gestire le perdite e contenere il rischio, trasformando il peggior scenario possibile (almeno quello) in un qualcosa di quantificabile. Il money management è una pratica scalabile: alcune delle azioni che possono essere messe in campo sono molto semplice, altre sono parecchio complicate e si accompagnano ad azioni di trading molto audaci.

Infine, c’è quello che da molti è considerato una soluzione estrema, ma in realtà può rappresentare uno strumento utile per alleggerire il fardello del trader: il software. Nella fattispecie, ovviamente, il fardello non è solo psicologico, ma anche fisico.

I software che gestiscono l’operatività al posto del trader consentono di liberare tempo per quest’ultimo, di ridurre il suo sforzo ai minimi termini.

Dal punto di vista psicologico, invece, consentono al Forex Trader di assentarsi durante l’operatività, che è il momento in cui le sfide psicologiche si fanno più ardue, e rischiano di diminuire l’efficacia dell’azione di trading (oltre a causare, come abbiamo visto, parecchi disagi).

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