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La questione delle pubblicità ingannevoli tiene ancora banco nel mondo del trader. Ovviamente, riguarda in primo luogo i broker, o per meglio dire alcuni broker, ossia quelle sparute mele marce che da sole sono in grado di compromettere l’immagine di un intero comparto.

C’è da dire che negli ultimi anni le istituzioni e le autorità hanno fatto molto per smascherare le truffe e restituire un senso di sicurezza a trader, analisti e osservatori.

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Cionondimeno, è necessario che il singolo – soprattutto se principiante – si attrezzi per riconoscere le pubblicità ingannevoli e quindi le truffe. Nell’articolo che segue offriamo qualche consiglio per farlo efficacemente.

Riconoscere una pubblicità ingannevole

Le false promesse. Ovviamente le false promesse rappresentano il primo e il più grande campanello d’allarme. Quando un qualsiasi messaggio pubblicitario mira troppo in alto o, per farla breve, la “spara grossa”, sono alte le probabilità che dietro si nasconda una truffa. Dunque se venite contattati (direttamente o indirettamente) da un broker che vi offre di diventare ricchi in poco tempo e senza fare nulla, sappiate che molto probabilmente c’è qualcosa che non va. D’altronde, se per i broker-truffa non vi è alcun bisogno di rispettare nemmeno l’1% delle promesse che fanno.

La questione della precisione. Il discorso, in questo caso, è molto più complesso. Alcune truffe, infatti, sono orchestrate così bene da sembrare quasi realistiche. Nella fattispecie, non si segnalano promesse eccessive o messaggi particolarmente fuorvianti. Certo, la mira è sempre alta ma potrebbe rientrare nella casistica dei broker normali. In tal caso, è possibile però notare un diverso campanello normale: l’assenza di riferimenti concreti, una spiccata vaghezza di contenuti. Un broker serio, infatti, punta a erogare un servizio, e per farlo deve offrire informazioni specifiche in merito. Se non lo fa, se mantiene tutto sul vago, ciò potrebbe rivelare una truffa.

Lo schema Ponzi. Questo è un campanello d’allarme che risuona alto, e che è impossibile ignorare. In effetti, a cascarci sono solo i principianti assoluti, coloro che non hanno nemmeno iniziato un percorso di formazione. Tale segnale negativo consiste nella descrizione di un servizio che riguarda da vicino lo schema Ponzi, ovvero un sistema piramidale in cui “l’investitore” è portata da un lato a chiamare a sé altri individui paganti, e dall’altro lato a ritardare il momento della riscossione. Per inciso, lo schema Ponzi non solo è una truffa bella e buona, me è anche vietato dalla legge.

Riconoscere un buon broker

Se il primo passo è sfuggire alla pubblicità ingannevole, e scartare le truffe, il secondo è scegliere un buon broker. Ecco i quattro criteri principali che dovrebbero caratterizzare il processo di valutazione.

Licenza. Il possesso della licenza è il requisito principale. Senza licenza un broker non può operare, e dunque è probabile che sia una truffa. Tuttavia, esiste licenza e licenza, così come esiste broker e broker. Il consiglio è di puntare ai broker che abbiano ricevuto il via libera da un ente regolatore prestigioso, come la Cysec, la FCA, la FSA e ASIC. Anzi, se possibile, optate per un broker in possesso di più licenze. Lo schema ideale consiste nel possesso di una licenza a carattere internazionale (come quelle appena citate) e svariate licenze nazionale, a seconda di paesi in cui operano (es. la Consob per l’Italia).

Credibilità dell’offerta economica. Un buon broker è tale solo se si approccia al tema dei costi in maniera credibile. Un broker che propone costi molto bassi magari non cela una truffa, magari è onesto al cento per cento, ma probabilità non sarà in grado di offrire servizi all’altezza. Anche perché se i costi sono davvero bassi, il broker è praticamente costretto ad abbassare la qualità del suo operato per non fallire. Dunque, diffidate dai broker che offrono i servizi a un prezzo scontato, o che cercano di attirare nuova clientela con una politica di bonus spregiudicata e totalmente antieconomica.

Completezza dell’offerta tecnica. I broker meritevoli di maggiore attenzione sono quelli in grado di mettere in piedi un’offerta completa. La questione non riguarda solo gli asset e i sottostante, ma anche gli strumenti di trading, gli strumenti di analisi (es. indicatori e oscillatori), la possibilità di scegliere tra più piattaforma. Da non trascurare, poi, la questione dei servizi collaterali, che – se presenti – realmente attestano la completezza di un broker. Il riferimento è ai servizi di assistenza, che dovrebbe essere raggiungibile con più canale e in ogni momento, e di formazione, che dovrebbe constare di video ben realizzati e modulari, webinar, blog, articoli educativi etc.

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