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Il Forex Trading non è solo una questione di tecnica e intelletto. Per fare carriera non è sufficiente maturare un bagaglio di conoscenze avanzate. E’ necessaria anche la testa. Infatti, nel Forex Trading come nell’investimento speculativo in generale, la sfera psicologica ricopre un ruolo di fondamentale importanza, checché ne dica l’immaginario collettivo (che pensa al trader come uno spietato calcolatore).

Sicché, oltre ad affinare le proprie competenze e a coltivare le proprie abilità intellettive, un trader in erba, che si sta approcciando a questo gravoso impegno, dovrebbe prepararsi anche da punto di vista mentale. Dovrebbe iniziare e – se possibile – completare un percorso di training autogeno che gli consenta, poi, di governare o quantomeno gestire la sfera psicologica. Questa, infatti, è messa a dura prova quando si fa Forex Trading. Lo è a tutti i livelli e per tutti: i problemi sono i medesimi che siate un trading principiante o un professionista affermato.

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Ecco qualche consiglio per prepararsi mentalmente al Forex Trading.

Conoscere la vera natura del trading

Tutti coloro che si approcciano a questa attività sanno, ovviamente, cosa sia il trading. E’ investimento speculativo, è acquistare basso e vendere alto, è analisi del mercato, programmazione e gestione dell’operatività, calcolo del rischio. Certo, è questo ma anche molto altro. Anzi, si può affermare che la vera natura del trading, quella che realmente incide sulle speranze di vittoria, stimoli altre corde, riguardi una sfera del tutto diversa.

Cosa è dunque il trading? All’infuori delle questioni tecniche, che ne rappresentano la sostanza visibile, si può definire il trading come duro lavoro, sia dal punto di vista intellettuale che emotivo.

Chi si approccia al trading deve sapere che nessun pasto è gratis, a maggior ragione quando si parla di mercati (soprattutto di mercati valutari). Deve sapere che gli aspetteranno ore e ore di fatica, di stress.

Dunque, è bene abbandonare una volta per tutte le convinzioni che popolano l’immaginario collettivo, e che, dopotutto, servono solo ad attrarre, magari nell’ambito di una campagna pubblicitaria ben congegnata. Solo in questo modo sarete in grado di far fronte agli inevitabili problemi che, soprattutto all’inizio, tutti i trader devono affrontare, e raggiungere col tempo il vostro obiettivo: diventare ricchi o almeno conquistare la tanto agognata libertà finanziaria.

Elaborare il concetto di sconfitta

Questo è forse il passaggio più importante. Concepire la sconfitta, per molti, è un obiettivo irraggiungibile o comunque proibitivo. Lo è per due motivi: prima di tutto, perché la sconfitta incide sull’autostima e, soprattutto quando assume dimensioni significative, è capace di mettere in discussione il modo in cui si pensa al sé, al proprio io. Secondariamente, perché sono pochi coloro i quali, soprattutto se giovani, hanno assaggiato la vera sconfitta, dunque non ci sono abituati.

Eppure, se intendete iniziare a fare trading dovreste incorporare il concetto di sconfitta nel vostro sistema cognitivo. Sia chiaro, non si tratta di buttarsi in avanti, di fasciarsi la testa prima di rompersela. Si tratta di essere preparati mentalmente a un evento che semplicemente non si può evitare. La verità, per quanto scomoda, è proprio questa: tutti perdono, e a tutti i livelli, dal principiante al campione di trading (ovviamente dirimente è il “quanto” si perde). Anzi, i principianti sono sottoposti a un rischio di sconfitta molto alto.

Dalla sconfitta, però, si può imparare molto. Essa può risultare un vero e proprio motore di cambiamento e crescita. Affinché assuma questi contorni, però, è necessario, quando arriva, saperla elaborare. Il primo passo è sicuramente quello di accettarla come un qualcosa di inevitabile, come parte del gioco.

Essere ben disposti allo studio

Una convinzione è particolarmente diffusa tra i principianti. Ovvero quella secondo cui lo studio è un elemento di fondamentale importanza, sì, ma che riguarda in fondo solo una parte della vita da trader, ossia quella che precede l’esordio sul mercato. In questa prospettiva, le dinamiche sono simili a quelle che precedono l’entrata nel mondo del lavoro: si studia, si acquisiscono competenza, si inizia a lavorare. Tralasciando il fatto che ormai la formazione continua è un leitmotiv di molte carriere professionali, è semplicemente impensabile per un trader smettere di imparare… Anche dopo l’entrata nel mercato, anche quando è stata la conquistata la vetta del professionismo.

Infatti, per quanto valido sia il dogma (tipico dell’analisi tecnica) secondo cui la storia reitera se stessa, il mercato aggiunge sempre qualcosa di nuovo, e lo stesso vale per l’ambiente economico. Dunque, si evolve il mercato, si evolve il contesto, si evolvono le dinamiche. L’unico modo che ha il trader per gestire questa evoluzione è…. Lo studio.

In ogni caso, la formazione continua è fondamentale non fosse altro perché, per quanto approfondito sia stato il percorso di studio, qualcosa sarà sempre rimasto fuori. Dunque, se volete diventare dei bravi trader preparatevi a studiare… Per sempre.

Prepararsi allo stress

Ecco, questo è un aspetto molto importante ma allo stesso tempo trascurato. Può essere definito come il convitato di pietra di ogni attività di trading: lo stress. Non c’è di che stupirsi: d’altronde, la posta in gioco è alta. Per giunta, è tutto sulle spalle del trader, che è a tutti gli effetti un individuo solo, che viene messo quotidianamente di fronte alle sue responsabilità. Ha il potere di garantire a se stesso ricchezza e un futuro felice, come di ridursi sul lastrico con le sue stesse mani. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e da grandi responsabilità – è bene aggiungere – deriva tanto stress.

Lo stress, per quanto inevitabile, è molto dannoso per un trader. Riduce infatti la lucidità, rendendo meno efficace o addirittura controproducente l’attività di investimento. Dunque, come eliminarlo? La cattiva notizia è che non si può eliminare, non totalmente almeno. Non sarebbe nemmeno auspicabile, visto che lo stress è una risposta fisiologica alle situazioni di pericolo. Occorre però ridurlo ai minimi termini, a una quantità tale da risultare se non benefico, comunque non invalidante.

Come fare? Le soluzioni sono due, da adottare simultaneamente: intraprendere un percorso di introspezione (difficile) o adottare accorgimenti pratici (più facile). Il riferimento è alla pratica del money e del risk management, ma anche al rispetto del piano di trading. Questo, infatti, riduce il margine di azione durante l’operatività, e di fatto impedisce che lo stress influenzi l’esito finale.

Imparare l’autocontrollo

L’autocontrollo è una dote universalmente riconosciuta come utile. Ciò vale per la vita quotidiana, per quella affettiva, per quella professionale etc. Ovviamente, vale anche per il trading. Anzi, soprattutto per il trading. Il motivo del ruolo che che l’autocontrollo gioca nel trading è intuitivo: il trading, soprattutto nel momento dell’operatività, scatena una vera e propria tempesta emotiva, la quale è dannosa e quindi va gestita. Come? Praticando l’autocontrollo ovviamente, l’unica risorsa interiore che consente di resistere alle emozioni o comunque disinnescarne gli effetti.

Ora, imparare l’autocontrollo non è affatto semplice. Va detto, comunque, che alcune persone sono dotate di una naturale freddezza. Proprio loro, le persone “dal sangue freddo”, rappresentano la tipologia più avvantaggiata. Certamente, l’autocontrollo può essere esercitato, allenato, migliorato. E’ una questione privata, comunque: ogni individuo è dominato da specifiche dinamiche. Dunque, dal momento che chiunque nella sua vita si è trovato di fronte a situazioni che lo hanno costretto a esercitare l’autocontrollo, il consiglio è di recuperare quelle abitudini e coltivare, secondo i propri metodi e i propri tempi, questa importante qualità.

Imparare la disciplina

E’ impensabile fare trading, e in particolare Forex Trading, senza essere disciplinati. La disciplina è una qualità importante, anzi fondamentale se si intende “sopravvivere” al mercato. Già, ma disciplina nei confronti di cosa? Ovviamente, di se stessi. Come già detto, il trader è un individuo solo, che può contare solo su se stesso e sulle proprie capacità. Nello specifico, si tratta di essere fedeli al proprio piano di trading, alle proprie analisi, al proprio modo di fare money e risk management. Insomma, non sono concesse deviazioni se non quando la situazione lo richiede.

Attenersi in modo disciplinato al proprio piano di trading consente di evitare che le emozioni prendano il sopravvento, ma anche conferire alla propria attività una componente razionale, se non addirittura scientifica. Il piano di trading propriamente detto, infatti, se realizzato con tutti i crismi, pone al centro elementi statistici, e una pratica dell’investimento statistico che nulla ha a che vedere con l’improvvisazione.

Ora, proprio come l’autocontrollo, esistono persone naturalmente più disciplinate di altre. Anche la disciplina, però, può essere esercitata. L’unico ingrediente veramente necessario è la forza di volontà.

Programmare la giornata

Questo è un aspetto importante eppure molto trascurato. Per prepararsi mentalmente, dunque per arrivare mentalmente attrezzati all’appuntamento con il mercato, occorre prendere in considerazione non solo il dovere… Ma anche il piacere. In estrema sintesi, occorre riservare a se stessi spazi per la socialità, per il tempo libero, dunque una parte della giornata da dedicare a se stessi e agli altri. E’ infatti dannoso tradare fino al raggiungimento del burnout, che tra le altre cose – vista la quantità di stress che si è chiamati a sopportare – arriverebbe molto presto. Dunque, evitate di “riempire” la vostra giornata con il trading.

Ora, alcuni praticano il trading intraday, dunque la loro presenza è richiesta più che in altri contesti e in altre situazioni. Come fare in questi casi? Le alternative sono due: o rinunciare a sfruttare tutte, ma proprio tutte, le possibilità, oppure praticare il trading automatico. In passato demonizzato, il trading automatico oggi rappresenta una pratica molto sicuro, se fatta con le dovute precauzioni e con gli strumenti giusti.

Essere disposti a prendere una pausa

Anche questo è un concetto poco esplorato, a causa – di nuovo – del ritratto del trading “perfetto” che l’immaginario collettivo tende a diffondere. Secondo una errata concezione, il trading è astuto, calcolatore, fanatico del carpe diem, una instancabile macchina da soldi. La realtà è ben altra. Il trader, persino quello professionista, non è una macchina e non è nemmeno instancabile. Anzi, come già detto, è a rischio burnout, come del resto accade in tutte le attività che coinvolgono risorse mentali. Dunque, questo rischio va preso in considerazione e ridotto ai minimi termini.

Una idea potrebbe essere proprio quello di non occupare tutta la giornata. Un’altra idea, forse più efficace, è prendersi all’occorrenza dei veri e propri periodi di pausa, dalla durata anche di qualche giorno (o superiore, se si avverte questa necessità). Staccare la spina, sospendere l’attività, non dovrebbe essere vista come una ritirata, per quanto strategica possa sembrare. A volte, è semplicemente un bisogno fisiologico, e anzi uno strumento per ricaricare le energie e ottimizzare l’attività di trading, una volta che questa sia stata ripresa.

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