Corso Forex Base + Avanzato con Saverio Berlinzani

Quando si parla di strumento “di prova”, almeno limitatamente al trading, il pensiero va al conto demo e al back testing. Sono strumenti validi, ampiamente utilizzati sia dai principianti che dai trader con esperienza, che hanno dimostrato nel corso degli anni tutta la loro validità. Anche perché, c’è da dire, i broker retail si sono dimostrati via via più efficienti nello spostare verso questa direzione la loro gamma di servizi.

Tuttavia, se lo scopo è provare non una piattaforma o addirittura fare pratica in genere, bensì provare delle nuove strategie, quale dei due strumenti risulta più efficace? In questo caso, è meglio il back testing o il conto demo? Non è facile rispondere a questa domanda, ma ci proviamo in questo articolo.

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Cos’è il Conto Demo

Prima di operare un confronto, in termini di efficacia, tra il conto demo e il back testing, è bene fornire una panoramica il più possibile approfondita circa questi due strumenti. Partiamo con il conto demo.

Il conto demo è un account di simulazione. Il mercato è reale, mentre l’interfaccia è la stessa di quella del conto reale. Altrettanto realistica è la gestione degli strumenti analitici e operativi. A essere diversa però, è l’esposizione a rischio, che in questo caso è pari a zero. Chi “fa trading” con il conto demo non investe veramente, ma semplicemente usa dei crediti fittizi.

Lo scopo del conto demo, a questo punto è palese, è soprattutto consentire alle persone di fare pratica senza rischiare nulla. La pratica può essere finalizzata al completamento del percorso di formazione, ma anche all’acquisizione di una maggiore padronanza di una piattaforma, di un segmento di mercato o, appunto, di una nuova strategia.

Cos’è il Back Testing

Il Back Testing è uno strumento completamente diverso. Sia chiaro, siamo nel campo della simulazione. Essa, però, viene condotta senza accedere a un account diverso. Soprattutto, non ha come oggetto il mercato reale, bensì il mercato… Del passato. In buona sostanza, il trader investe (anzi fa finta di investire) in stati “temporali” del passato. Si tratta di una prova su strada molto particolare, anche perché il trader ha a disposizione informazioni certe sui movimenti dei prezzi, dal momento che questi si sono già verificati.

Non tutti i broker e non tutte le piattaforme concedono questo servizio, anche perché è abbastanza complesso. Inoltre, è necessario caricare dei file, ovvero i dati corrispondenti a un preciso momento storico.

Pro e contro del Conto Demo

Il conto demo, come molti sanno, è uno strumento utile. Il vero vantaggio è la possibilità di simulare il trading reale senza trarne nessun rischio. Non c’è pericolo di perdere del denaro quando si utilizza un conto demo. Un altro vantaggio è che, in genere, sono assolutamente gratuiti. Certo, alcuni broker impongono l’attivazione di un conto reale, però in sé non è necessario spendere alcunché per le demo. Anche perché rappresentano pure uno strumento di marketing per i broker, che in questo modo possono far conoscere i propri servizi ai potenziali clienti.

I conti demo, però, hanno uno svantaggio, che però riguarda solo i trader principianti. Dal momento che offrono rischio zero, non causano pressione emotiva. Ora, se uno vuole imparare a fare trading, questo è un limite, in quanto è costretto a maturare queste skill sul campo, quando il rischio di perdere denaro è reale. Ovviamente, questa dinamica nulla toglie al trader esperto che vuole semplicemente imparare l’uso di una nuova piattaforma o testare una nuova strategia.

Pro e contro del Backtesting

Anche il back testing ha i suoi vantaggi. In primis, consente di avere un controllo pressoché totale sul periodo di prova, sulla messa a punto di una strategia. Anche perché, certo con un po’ di accortezza, è possibile “scegliere” il periodo. Di contro, però, vi è il rischio che le valutazioni risultino sfalsate proprio dal fatto che si sa come “va a finire”.

Quando si fa backtesting, infatti, è difficile testare la capacità di una strategia di reggere l’urto dell’imprevisto, proporre perché il concetto di imprevisto nel back testing ha ben poco senso.

Provare nuove strategie

Detto questo, quindi una volta fornita una panoramica sul conto demo e sul back testing, e dopo aver esplorato vantaggi e svantaggi, come si può dire della loro efficacia circa la prova delle nuove strategie? Quali dei due strumenti risulta più efficace?

In realtà, sono entrambi ottimi, e un vincitore della contesa potrebbe non esserci. Ci sono però situazioni in cui uno strumento è meglio dell’altro, proprio in virtù delle sue specifiche. Ne parliamo nei prossimi due paragrafi.

Quando è meglio il Back Testing

In realtà, si dovrebbe sfruttare la possibilità, fornita dal back testing e solo dal back testing, di poter scegliere il background, la fase del mercato, il terreno su cui effettuare la prova su strada. Dunque, il back testing andrebbe scelto soprattutto quando la strategia da testare è davvero specifica, quando emerge il bisogno di provarla in situazioni specifiche del mercato.

Per esempio, si potrebbe sospettare che la strategia che intendiamo provare non sia in grado di distinguere tra i falsi segnali nei periodi di volatilità. Ebbene, in questo caso si potrebbe optare per il back testing su un periodo particolarmente convulso, e verificare se realmente la strategia presenta questo punto debole.

Quando è meglio il Conto Demo

In tutti gli altri casi, il conto demo rappresenta, a nostro avviso, la scelta migliore. Anche perché offre una visione plastica non solo dell’efficacia della strategia, ma anche della capacità del trading di utilizzarla in una situazione realistica: ovvero di assoluta incertezza. Beneficio, questo, che il back testing non concede, dal momento che il trader ha la possibilità di capire dove i prezzi andranno a parare.

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Niente, comunque, vieta di utilizzare entrambi gli strumenti, sebbene il trader possa correre il rischio di assegnare alla fase dei test un periodo di tempo eccessivamente lungo.

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