Meta accelera nell’intelligenza artificiale con Muse Spark 1.1

A distanza di tre mesi dalla presentazione del suo primo modello di intelligenza artificiale sotto la guida del responsabile AI Alexandr Wang, Meta introduce un aggiornamento di rilievo per contendere quote di mercato a OpenAI e Anthropic in settori considerati strategici.

Il nuovo modello, denominato Muse Spark 1.1 e annunciato giovedì, rappresenta secondo Wang “il modello più performante finora sviluppato per il lavoro agentico e di programmazione”. La versione iniziale di Muse Spark, rilasciata ad aprile, era accessibile esclusivamente a un ristretto gruppo di partner tramite una preview privata dell’API.

Un accesso più ampio tramite portale per sviluppatori

Con l’aggiornamento, Meta rende ora disponibile l’API del nuovo modello attraverso un portale dedicato agli sviluppatori, all’interno di una preview pubblica. Gli utenti potranno registrarsi e consultare le istruzioni per l’integrazione. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che alcuni partner selezionati possono già utilizzare l’API, mentre i nuovi utenti “potranno inserirsi in una lista d’attesa e ottenere l’accesso progressivamente”.

Per il momento, Meta limita l’accesso all’API alle proprie piattaforme, senza renderlo disponibile su marketplace di terze parti come il diffuso OpenRouter. “Questo servizio verrà erogato sulla base dell’infrastruttura di calcolo che abbiamo costruito”, ha precisato Wang.

Due lanci in una sola settimana

Si tratta del secondo rilascio significativo per la famiglia Muse in pochi giorni. Martedì Meta aveva presentato Muse Image (originariamente in fase di sviluppo con il nome in codice “Mango”), un modello dedicato alla generazione di immagini pensato per attrarre creator e inserzionisti verso l’ecosistema dell’azienda.

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La pressione di Wall Street su Zuckerberg

Il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, si trova sotto crescente pressione da parte degli investitori, che chiedono di vedere un ritorno concreto dagli ingenti e crescenti investimenti nell’infrastruttura e nello sviluppo dell’AI.

Pur destinando alla spesa risorse paragonabili a quelle dei principali hyperscaler, Meta non dispone ancora di un business dedicato all’infrastruttura cloud (anche se prevede di avviarne uno) e finora non è riuscita a tenere il passo di OpenAI, Anthropic e Google nello sviluppo di modelli e applicazioni AI di ampia diffusione.

Una strategia di prezzo aggressiva

Wang ha descritto la politica di prezzo di Muse Spark 1.1 come “molto aggressiva e competitiva” rispetto alle offerte di laboratori concorrenti come Anthropic e OpenAI. Ogni nuovo account API riceverà 20 dollari di crediti gratuiti. Successivamente, i costi saranno pari a:

  • 1,25 dollari per milione di token in input;
  • 4,25 dollari per milione di token in output.

“L’obiettivo è offrire prezzi realmente competitivi, scalabili anche in scenari di consumo elevato”, ha dichiarato Wang.

Focus sul coding e sugli agenti AI

Secondo Wang, Muse Spark 1.1 supera i modelli rivali in alcune attività che richiedono l’interazione con prodotti e servizi di programmazione di terze parti. La divisione Meta Superintelligence Labs (MSL), guidata da Wang, ha addestrato il modello per eccellere nelle attività legate al coding, poiché ciò migliora in ultima analisi le capacità degli agenti AI, in grado di svolgere autonomamente più compiti come “una squadra di assistenti digitali”.

“È necessario integrare le capacità di programmazione al servizio delle competenze agentiche complessive”, ha spiegato Wang.

Il boom degli agenti AI nel 2026

L’interesse del settore tecnologico per gli agenti AI è esploso nella prima metà del 2026, spinto anche dalla rapida diffusione di OpenClaw, uno strumento che consente agli sviluppatori di gestire modelli AI capaci di alimentare assistenti digitali avanzati.

Wang ha sottolineato che Meta ha addestrato Muse Spark 1.1 “per operare in modo efficace con tutti i framework più utilizzati dagli sviluppatori”, ritenendo questo l’approccio migliore per massimizzare l’adozione del modello.

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Dal modello open-source al software proprietario

Se la precedente strategia di Meta puntava sul rilascio della famiglia di modelli Llama alla comunità open-source, l’azienda si sta ora concentrando sulla vendita dell’accesso a modelli AI proprietari.

Wang ha comunque ribadito che Meta rimane “impegnata nell’open source” e che la sua unità MSL sta sviluppando “una variante di Muse Spark che intendiamo rendere open source”, senza tuttavia indicare una data di rilascio.

Applicazioni personali e utilizzo interno

Il responsabile AI ha inoltre rivelato di aver testato personalmente (“dog-fooding”) l’ultima versione di Muse Spark, mostrandosi entusiasta delle sue potenzialità come strumento per il miglioramento della salute personale, attraverso attività come la ricerca online, la lettura di articoli accademici e l’accesso a dati sanitari individuali.

“È uno di quei casi d’uso che, secondo me, racchiude pienamente le esigenze di questi sistemi agentici”, ha commentato Wang riferendosi ai suoi esperimenti tra AI e salute.

Il prossimo passo: il modello “Watermelon”

Wang ha infine anticipato che Meta sta già addestrando un modello di intelligenza artificiale ancora più potente, con nome in codice “Watermelon”, senza però rivelare la data di lancio. Il nome in codice di Muse Spark, per curiosità, era invece “Avocado”.