Nvidia al centro della scena: la trimestrale che può ridisegnare il mercato
La sessione di trading odierna ha un protagonista assoluto: Nvidia. Il colosso dei semiconduttori pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street, e gli investitori stanno interpretando l’evento più come un termometro generale dei mercati che come una semplice trimestrale aziendale. La ragione è semplice: Nvidia è ormai diventata il simbolo più riconoscibile del boom dell’intelligenza artificiale.
Se i numeri saranno solidi e, soprattutto, se la guidance risulterà convincente, l’azione potrebbe restituire ossigeno a un comparto tech che ha appena archiviato tre sedute consecutive in territorio negativo.
Il comparto chip prova a rialzare la testa
Già in pre-market i titoli dei semiconduttori mostrano segnali di stabilizzazione. Nvidia avanza, trascinando con sé l’intero settore: Marvell, Intel, Micron e l’iShares Semiconductor ETF si muovono tutti al rialzo. Bene anche Analog Devices, dopo l’annuncio dell’acquisizione cash da 1,5 miliardi di dollari di Empower Semiconductor, operazione che dovrebbe rafforzarne il posizionamento nel segmento del power management legato all’AI.
Le scommesse ribassiste di Aschenbrenner riaccendono il dibattito
La fiducia degli investitori è stata parzialmente scossa dalle mosse di Leopold Aschenbrenner, fondatore dell’hedge fund Situational Awareness. Secondo l’ultimo filing 13F, il fondo ha assunto posizioni nettamente ribassiste sui principali vincitori del trade dell’AI, attraverso ampie posizioni in put option su Nvidia, VanEck Semiconductor ETF, Broadcom, Oracle, AMD, TSMC, ASML e Intel.
La scelta è significativa perché Aschenbrenner, ex ricercatore di OpenAI, è lo stesso autore del celebre paper sull’AI pubblicato nel 2024 con il medesimo nome del fondo. Le sue scommesse suggeriscono che intraveda un rischio di ribasso nelle aree più affollate del trade sull’intelligenza artificiale.
Una posizione selettiva, non integralmente anti-AI
Il fondo mantiene infatti posizioni rialziste tramite call option su nomi come SanDisk, CoreWeave, CleanSpark e Bloom Energy, segno di una preferenza per segmenti meno saturi dell’ecosistema infrastrutturale legato all’AI. Una distinzione importante che alimenta il dibattito su una possibile bolla nei titoli più esposti al tema.
Il mercato obbligazionario invia segnali contrastanti
Il rendimento del Treasury decennale si è leggermente ridotto oggi, oscillando tra il 4,64% e il 4,65%, dopo aver toccato il massimo degli ultimi 16 mesi nella seduta precedente. Un alleggerimento che ha favorito il recupero dei futures azionari.
Più preoccupante il dato sul trentennale, che ha recentemente raggiunto circa il 5,20%, un livello che non si vedeva dal 2007. Un riferimento storico che molti investitori non hanno faticato a contestualizzare.
Perché rendimenti alti non sono sempre nemici dell’equity
Rendimenti elevati non implicano automaticamente la fine di un rally azionario. A volte riflettono un’economia robusta, altre offrono semplicemente alternative di rendimento più attraenti. Tuttavia, l’attuale movimento del bond market è preoccupante per ciò che suggerisce:
- L’inflazione potrebbe non aver ancora esaurito la sua corsa
- Il debito pubblico USA sta diventando più costoso da finanziare
- La Federal Reserve potrebbe avere meno spazio di manovra per tagliare i tassi di quanto sperato
I verbali del FOMC attesi in giornata saranno cruciali: gli investitori vogliono capire come la banca centrale stia ragionando su operazioni di bilancio e rischio inflazione.
Inflazione vicina alla soglia critica per Wall Street
I prezzi al consumo statunitensi hanno accelerato al 3,8% in aprile. Bank of America ha evidenziato come, storicamente, quando l’inflazione USA supera il 4%, l’S&P 500 tende a faticare nei mesi successivi. Non è una garanzia di un nuovo selloff, ma spiega chiaramente la nervosità diffusa.
Petrolio e geopolitica: il quadro mediorientale
Il Brent sta scambiando intorno ai 110 dollari al barile, pur in calo nella seduta odierna. Gli investitori hanno trovato un parziale conforto nelle notizie sul transito di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e nelle dichiarazioni di Trump secondo cui il conflitto con l’Iran potrebbe risolversi rapidamente.
Tuttavia, lo stesso Trump ha avvertito che gli attacchi statunitensi potrebbero riprendere. Washington vuole un accordo da Teheran, ma l’Iran potrebbe ritenere che il tempo lavori a suo favore, o quanto meno costituisca una leva negoziale utile.
Dollaro forte: questa volta è colpa dell’inflazione
Il dollaro si sta rafforzando. Il selloff globale sui bond ha reso i rendimenti USA più appetibili, attirando flussi di capitale sul biglietto verde. Gli analisti di ING sottolineano come questo episodio sia strutturalmente diverso da quello del 2025: a guidare il movimento sono i timori sull’inflazione, non quelli di natura fiscale.
Trimestrali e movimenti societari della giornata
I principali movimenti corporate
- Cava ha alzato la guidance annuale dopo una forte crescita delle vendite
- Red Robin avanza grazie a risultati migliori del previsto
- Mayville Engineering e Viavi Solutions scendono dopo aver annunciato aumenti di capitale per ridurre il debito
- Target pubblica oggi i conti trimestrali
SpaceX verso l’IPO
Secondo indiscrezioni, la documentazione relativa all’IPO di SpaceX potrebbe diventare pubblica nel pomeriggio. In un contesto diverso, sarebbe stata la notizia del giorno. Oggi, però, deve contendersi l’attenzione con Nvidia, il petrolio e i verbali della Fed.
La vicenda legale che agita Washington
Per chiudere, una nota sulla politica americana: Trump ha definito una causa contro la propria amministrazione istituendo un fondo da 1,776 miliardi di dollari destinato alle presunte vittime della cosiddetta “weaponization” — cioè coloro che sostengono di essere stati presi di mira dal governo federale per motivi politici, in particolare durante l’amministrazione Biden.
Secondo la stampa, il provvedimento non si limita a creare un fondo gestito politicamente per indennizzare i sostenitori di Trump, ma garantirebbe anche all’ex presidente, alla sua famiglia e alle sue aziende protezione dagli accertamenti dell’IRS sulle dichiarazioni fiscali passate. Un elemento che potrebbe avere ripercussioni di natura istituzionale e di mercato nei mesi a venire.