Ogni tipo di trader ha esigenze diverse, tempi operativi diversi e una diversa tolleranza al rischio. Per questo non esiste un mercato migliore in assoluto, ma mercati più o meno coerenti con il profilo di chi opera. Qui proponiamo alcune corrispondenze.

Naturalmente, non dare suggerimenti operativi né indicazioni di investimento. Sono semplici riflessioni di carattere generale, utili per capire come le caratteristiche dei mercati possano adattarsi a stili di trading differenti. La scelta finale deve sempre dipendere da studio, test, gestione del rischio, capitale disponibile ed esperienza personale.

Tipo di trader #1: Il trader intraday

Il primo tipo di trader da considerare è il trader intraday. Si tratta di un investitore che apre e chiude le posizioni nell’arco della stessa giornata, evitando di mantenere trade aperti durante la notte. Il suo obiettivo non è catturare grandi movimenti di lungo periodo, ma sfruttare oscillazioni più contenute, generate durante le principali sessioni di mercato.

Questo profilo tiene molto al concetto di liquidità. Il trader intraday ha bisogno di entrare e uscire con rapidità, senza subire spread eccessivi. Importante è anche la frequenza dei movimenti: se il mercato resta fermo per ore, le opportunità diminuiscono; se invece si muove in modo troppo caotico, aumenta il rischio di falsi segnali.

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Tra i mercati più coerenti con questo tipo di trader rientrano le principali coppie Forex, come EUR/USD, GBP/USD, USD/JPY e AUD/USD. Sono strumenti generalmente liquidi, molto seguiti e caratterizzati da spread competitivi, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore attività. Il Forex, inoltre, offre molte occasioni durante la giornata, in particolare quando si sovrappongono le sessioni europea e americana.

Stesso discorso per gli indici azionari principali. Strumenti legati a S&P 500, Nasdaq, DAX o Dow Jones possono offrire movimenti interessanti, soprattutto in apertura di mercato, in presenza di dati macroeconomici o durante fasi di forte attenzione degli investitori. Tuttavia, richiedono grande disciplina, perché la volatilità può essere elevata e i movimenti molto rapidi.

Il trader intraday dovrebbe invece prestare attenzione a mercati poco liquidi, esotici o caratterizzati da spread ampi. In un’operatività frequente, anche piccoli costi di transazione possono incidere molto sui risultati. Più il numero di trade aumenta, più il mercato scelto deve essere efficiente, liquido e compatibile con una gestione precisa dell’esecuzione.

Tipo di trader #2: Lo swing trader

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Un secondo tipo di trader è lo swing trader. A differenza dell’intraday trader, lo swing trader mantiene le posizioni aperte per più giorni, talvolta per alcune settimane. Il suo obiettivo è intercettare oscillazioni più ampie, evitando però l’orizzonte di lungo periodo tipico dell’investitore.

Questo profilo tende a cercare mercati con movimenti leggibili, strutture tecniche abbastanza ordinate e livelli significativi. Non ha bisogno della stessa velocità dell’intraday trader, ma necessita di strumenti che possano sviluppare trend intermedi, correzioni, pullback e ripartenze.

Anche per lo swing trader possono essere interessanti le principali coppie Forex, ma con un approccio diverso rispetto all’intraday. In questo caso non si cercano necessariamente micro-movimenti, ma trend di alcuni giorni legati a differenziali di politica monetaria, dati macroeconomici, aspettative sui tassi o fasi di forza e debolezza relative tra valute.

Anche le materie prime possono essere appetibili, per questo tipo di trader. Il riferimento è a oro, petrolio, rame e gas naturale che tendono a muoversi in base a fattori macroeconomici, geopolitici e di domanda-offerta. Possono quindi generare movimenti ampi, adatti a chi lavora su timeframe più alti. Naturalmente, sono mercati che possono diventare molto volatili e richiedono una conoscenza specifica delle dinamiche sottostanti.

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Tipo di trader #3: Il trader macro

Un altro tipo di trader è il trader macro. Si tratta di un investitore che costruisce le proprie decisioni partendo soprattutto dal contesto economico generale. Guarda a tassi di interesse, inflazione, politiche delle banche centrali, crescita economica, mercato del lavoro, rischio geopolitico e flussi di capitale. La sua operatività può essere discrezionale o sistematica, ma il punto di partenza è quasi sempre lo scenario macroeconomico.

Per questo profilo, i mercati più adeguati sono quelli fortemente collegati ai grandi temi economici. Il Forex è uno dei primi candidati, perché le valute reagiscono in modo diretto alle aspettative sui tassi, alle decisioni delle banche centrali e alla forza relativa delle economie. Un trader macro può, per esempio, osservare come il dollaro si comporta in una fase di politica monetaria restrittiva o come una valuta emergente reagisce a un peggioramento del sentiment globale.

Anche obbligazioni e rendimenti sono importanti, se accessibili tramite strumenti adatti al proprio profilo e alla propria piattaforma. Il mercato obbligazionario è spesso una delle principali fonti di informazione per chi ragiona in chiave macro. I rendimenti influenzano valute, azioni, oro e propensione al rischio.

Questo tipo di trader deve però evitare un errore: pensare che una buona analisi macro basti per entrare a mercato. Il passaggio dallo scenario all’operazione richiede comunque timing, livelli tecnici e controllo del rischio. Un’idea macro può essere corretta, ma il mercato può impiegare molto tempo prima di confermarla, oppure può muoversi nella direzione opposta nel breve periodo.