Panoramica sui mercati valutari: dollaro in rafforzamento
Il dollaro statunitense mostra un tono complessivamente solido nella sessione odierna, sebbene le valute dell’area Oceania – dollaro australiano e neozelandese – stiano resistendo alla pressione ribassista. L’euro si muove in un range estremamente compresso, oscillando entro circa 15 punti attorno a quota 1,16 dollari.
Nonostante il rally dei Gilt britannici, alimentato da un dato sull’inflazione inferiore alle attese, la sterlina fatica a riconquistare la soglia di 1,34 dollari. Lo yen giapponese ha invece registrato sette sedute consecutive in calo, stabilizzandosi ora in una banda ristretta attorno a 159 JPY per dollaro. Sebbene non vi siano stati interventi diretti, gli operatori sono consapevoli che la pressione sul governo giapponese sta diventando significativa.
Tensioni geopolitiche e mercato del petrolio
Il fragile cessate il fuoco in Iran potrebbe rompersi nei prossimi giorni, mantenendo gli investitori in stato di allerta. I prezzi del petrolio risultano comunque più morbidi, complici le notizie sul passaggio di tre superpetroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, di cui due battenti bandiera cinese e una sudcoreana.
Eventi macro in arrivo
I dati preliminari dei PMI di maggio sono attesi domani e dovrebbero confermare l’impatto delle tensioni belliche su prezzi e attività economica. Inoltre, oggi verranno pubblicate le minute dell’ultimo FOMC presieduto da Powell, che probabilmente evidenzieranno un sostegno più ampio a una posizione neutrale rispetto a quanto suggerito dai tre voti contrari. A mercati chiusi, attesi anche gli utili di Nvidia, evento chiave per il sentiment tech globale.
Analisi tecnica delle principali valute G10
Euro/Dollaro (EUR/USD)
Dopo che il rebound di lunedì legato a coperture di short si è esaurito, l’euro ha ripreso la discesa, scivolando fino a quasi 1,1590 dollari, minimo dall’8 aprile. Oggi si è avvicinato al ritracciamento del 61,8% del rally partito dal minimo dell’anno del 16 marzo (~1,1410), individuato in area 1,1580. Gli indicatori di momentum suggeriscono ulteriore potenziale ribassista verso 1,1515-1,1525.
Dollaro/Yen (USD/JPY)
Nelle 13 sedute di questo mese, lo yen si è indebolito in tutte tranne due, includendo l’attuale serie negativa di sette giorni consecutivi. Per fare un confronto, nelle 13 sedute precedenti all’intervento della Bank of Japan del 30 aprile, lo yen aveva perso terreno in 10 occasioni. La volatilità implicita a un mese si è assestata leggermente sotto il 7,4%.
Sterlina/Dollaro (GBP/USD)
Il potenziale segnale rialzista di lunedì (key reversal) non ha trovato conferma. La sterlina ha restituito metà del guadagno della giornata precedente, scendendo da quasi 1,33 dollari, minimo dall’8 aprile. Il range attuale è compreso tra 1,3375 e 1,3405; una rottura sotto 1,3360 aprirebbe a un retest dei minimi di lunedì.
Dollaro Canadese (USD/CAD)
Dati sull’inflazione più deboli del previsto hanno spinto il biglietto verde fino a quasi 1,3775 CAD, segnando il nono avanzamento in dieci sessioni. L’area di proiezione è 1,3800-1,3815, con supporto iniziale a 1,3740.
Dollaro Australiano (AUD/USD)
L’aussie è stato venduto fino a 0,7080 ieri, minimo dal 14 aprile, fermandosi poco prima di 0,7055 (50% di ritracciamento del rally dal minimo del 30 marzo a ~0,6835). La media mobile a 5 giorni ha incrociato al ribasso quella a 20 giorni per la prima volta in oltre un mese, segnale tecnico ribassista.
Mercati emergenti: pressioni diffuse
Peso messicano
In un contesto di risk-off, il peso messicano è scivolato sui minimi di due settimane. Il dollaro ha chiuso sopra la media mobile a 20 giorni (~17,3445 MXN) per la prima volta dal 5 maggio, salendo fino a quasi 17,41 MXN, con un breve overshoot oltre 17,4225 (ritracciamento 61,8% del calo del mese).
Yuan cinese
Il dollaro consolida contro lo yuan. Un superamento di 6,8250 CNH potrebbe aprire a guadagni verso 6,85. La PBOC ha fissato oggi il tasso di riferimento a 6,8397, leggermente più alto rispetto al precedente 6,8375 (minimo pluriennale).
Rupia indiana
La rupia indiana continua a perdere terreno, con il dollaro che ha toccato il massimo storico di 96,9650 INR. La banca centrale avrebbe venduto modeste quantità di dollari, senza tuttavia arginare la pressione, nonostante azioni e obbligazioni indiane abbiano chiuso in rialzo.
Equity e obbligazionario globali
Mercati azionari
Dopo i ribassi della seduta precedente, S&P 500 e Nasdaq hanno recuperato terreno raggiungendo nuovi massimi di seduta nel pomeriggio newyorkese, prima di ridimensionarsi nella chiusura. I futures sono attualmente in rialzo. L’MSCI Asia Pacific ha invece registrato la quarta seduta consecutiva di ribasso, con l’eccezione delle borse indiane. Le azioni indonesiane hanno ceduto nonostante il taglio dei tassi di 50 punti base operato dalla banca centrale, superiore alle attese di mercato (25 bp). Lo Stoxx 600 europeo è in rialzo per la terza seduta consecutiva.
Bond e tassi
I titoli decennali benchmark hanno continuato a scendere ieri, nonostante la stabilità del petrolio e il calo delle azioni. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito ogni giorno della scorsa settimana e ha aggiunto altri 7 bp ieri, prima di ritracciare oggi di quasi 3 bp al 4,64%. Il JGB decennale giapponese ha perso 1 bp, i benchmark europei si muovono in calo di 2-5 bp, mentre il Gilt britannico decennale ha perso 8 bp grazie al CPI inferiore alle attese.
Materie prime: oro sotto pressione, petrolio stabile
Oro e argento
L’oro soffre la combinazione di dollaro forte e rialzo dei rendimenti. Il metallo giallo ha chiuso sotto il supporto di 4.500 dollari per la prima volta da fine marzo, scivolando fino a 4.454 prima di recuperare verso 4.493. Anche l’argento ha registrato un outside day, ma oggi ha riconquistato area 75 dollari in Europa.
Petrolio WTI
Il contratto WTI luglio si mantiene solido nella parte alta del range di lunedì, con massimo storico contrattuale a 105,20 dollari. Il range odierno è 101,60-104,45 dollari, leggermente più debole rispetto a ieri (102,10-104,70).
Dati macro: focus su FOMC e inflazione UK
Minute del FOMC
Nella tarda sessione nordamericana saranno pubblicate le minute dell’ultimo meeting FOMC, caratterizzato da quattro dissensi. Il Governatore Miran ha lasciato il seggio al nuovo presidente Warsh. Tre dissensi riguardavano il comunicato, ma le minute potrebbero rivelare una più ampia simpatia per posizioni divergenti, principalmente su questioni di timing piuttosto che di sostanza. Oggi il Governatore Barr interverrà a una conferenza ad Atlanta sulla salute finanziaria dei consumatori.
Inflazione Regno Unito
Nonostante un balzo dello 0,7% del CPI britannico (atteso 0,9%), il tasso annuo è sceso al 2,8% dal 3,3%. Il risultato controintuitivo riflette l’effetto base del +1,2% dello scorso aprile, guidato da incrementi nei prezzi amministrati di energia, acqua, trasporti e tasse locali. Il core CPI è rallentato al 2,5% dal 3,1%, mentre i prezzi dei servizi sono scesi al 3,2% dal 4,5%. Le probabilità di un rialzo dei tassi alla prossima riunione della BoE sono crollate al 15%, meno della metà rispetto a fine settimana scorsa e ai minimi di due mesi.
Politica monetaria cinese
Come ampiamente atteso, le banche cinesi hanno mantenuto invariati i Loan Prime Rate: 3,0% sull’uno anno e 3,5% sul cinque anni.

