Il petrolio apre la settimana in gap rialzista, poi arretra sull’accordo con l’Iran

I mercati petroliferi hanno avviato la settimana con un gap rialzista in apertura, salvo poi ritracciare rapidamente non appena la disponibilità dell’Iran ad accettare nuovamente gli ispettori nucleari ha contribuito a placare le tensioni. Anche in questa fase, gli operatori continuano a posizionarsi seguendo l’evoluzione dei titoli geopolitici, in un contesto dominato dalla volatilità news-driven.

Analisi tecnica del WTI Crude Oil

Il petrolio greggio leggero (WTI) ha registrato un balzo immediato all’apertura di lunedì, ma ha successivamente invertito la rotta, mostrando chiari segnali di esitazione. Questo comportamento conferma quanto i movimenti siano stati guidati principalmente dal flusso di notizie più che da fattori strutturali della domanda e dell’offerta.

Sul fronte geopolitico, lo scambio di dichiarazioni ostili tra Stati Uniti e Iran ha alimentato l’incertezza. Tuttavia, l’apertura di Teheran a riammettere gli ispettori nucleari sul proprio territorio rappresenta un passo verso la distensione, che ha contribuito a contenere i rialzi.

Livelli tecnici chiave per il WTI

A parità di altre condizioni, la media mobile esponenziale a 200 giorni sembra aver funzionato da resistenza significativa. Nel breve termine, lo scenario più probabile resta quello di un mercato in cui conviene vendere sui rimbalzi (strategia di fading dei rally).

Sul lato opposto, individuo un possibile pavimento intorno all’area dei 70 dollari: si tratta di una zona che, dal punto di vista dell’analisi tecnica, dovrebbe offrire un supporto particolarmente solido in caso di ulteriori ribassi.

Analisi tecnica del Brent Crude Oil

Il Brent ha replicato lo stesso schema: apertura in gap rialzista seguita da un calo pressoché immediato. Anche per questo benchmark è individuabile un livello di supporto, collocato probabilmente poco sopra i 70 dollari.

Va segnalata inoltre la presenza di un gap tecnico ancora da colmare, risalente all’inizio di marzo. Una sua eventuale chiusura segnerebbe un ritorno completo ai livelli antecedenti l’escalation bellica, uno scenario che sarebbe interessante monitorare.

Resistenza e prospettive per il Brent

Il tentativo di rimbalzo in apertura è stato rapidamente respinto, e l’area della media mobile esponenziale a 200 giorni, situata attorno ai 85 dollari, dovrebbe continuare a fungere da resistenza tecnica rilevante.

Nel medio periodo, ritengo che il mercato cercherà di stabilizzarsi all’interno di un trading range estivo, come tipicamente accade in questa fase dell’anno. Restano comunque possibili episodi di volatilità innescati da nuovi sviluppi geopolitici. Allo stato attuale, tuttavia, gli operatori sembrano scontare uno scenario di pacificazione, riducendo gradualmente il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi.