Huang: “La domanda per i neocloud è fuori scala”

Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha descritto la domanda rivolta agli operatori neocloud come “fuori scala”, sottolineando però che a frenare l’espansione del settore non è il mercato, bensì la disponibilità di capitale.

Parlando a margine della conferenza GTC di Berlino, il numero uno del colosso dei semiconduttori ha spiegato che i fondamentali del comparto restano estremamente solidi e che le capacità tecnologiche di questi operatori sono “straordinarie”. Il collo di bottiglia, ha precisato, si colloca a metà della catena del valore.

“Quello che manca nel mezzo è il capitale circolante necessario ad alimentare questa crescita: la domanda proveniente da così tanti segmenti dell’intelligenza artificiale è talmente elevata da generare una scarsità di capitale”, ha dichiarato Huang, aggiungendo che “la domanda di capitale è molto superiore all’offerta disponibile, ma è un problema che verrà risolto”.

Che cosa sono i neocloud

Con il termine neocloud si indicano i fornitori di infrastruttura cloud specializzati esclusivamente nel calcolo accelerato per l’intelligenza artificiale. A differenza degli hyperscaler tradizionali (Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud), questi operatori affittano capacità GPU su larga scala a laboratori di AI, startup e grandi imprese. Tra i nomi quotati più noti figurano CoreWeave, Nebius, IREN e Applied Digital.

Il nodo energetico frena l’Europa

L’accesso all’energia elettrica rappresenta oggi uno dei principali vincoli allo sviluppo dei data center dedicati all’AI, con una criticità particolarmente accentuata in Europa, dove i prezzi dell’elettricità per uso industriale restano strutturalmente più alti rispetto a Stati Uniti e Asia.

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Secondo Huang, l’allocazione prioritaria della capacità energetica verso società come Nebius e Mistral è una condizione imprescindibile per la loro crescita. “Si possono attrarre investimenti in Europa, ma bisogna partire da un’infrastruttura propria”, ha osservato il CEO di Nvidia.

“Se i neocloud europei riescono a costruire qui l’infrastruttura, allora sopra di essa si potrà edificare l’ecosistema e l’economia dell’AI: il volano partirà dall’Europa e resterà in Europa”, ha aggiunto, concludendo che “in tutta Europa serviranno molti più neocloud”.

Perché il tema energia conta per gli investitori

Il costo del megawattora incide direttamente sui margini operativi dei gestori di data center: l’energia può pesare per una quota significativa dei costi operativi di un impianto AI ad alta densità. Per il mercato europeo questo significa tempi di ritorno sull’investimento più lunghi e una maggiore dipendenza da accordi di fornitura a lungo termine (PPA) e da fonti rinnovabili o nucleari.

Neocloud sotto pressione sui mercati

Le parole di Huang arrivano in una fase di marcata debolezza per i titoli del comparto. Negli ultimi mesi, azioni come CoreWeave e Nebius hanno registrato forti ribassi, in scia ai timori degli investitori sulla sostenibilità degli enormi investimenti destinati all’infrastruttura AI e su un ritorno sul capitale investito più diluito nel tempo rispetto alle attese iniziali.

Particolare attenzione è rivolta al livello di indebitamento di CoreWeave, uno dei maggiori operatori del settore, che finanzia una quota rilevante della propria espansione infrastrutturale attraverso il debito, spesso garantito dalle stesse GPU e dai contratti con i clienti.

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L’andamento in pre-mercato

Nelle contrattazioni pre-market di giovedì i titoli del comparto hanno esteso le perdite:

  • Nebius: -3,6%
  • CoreWeave: -4%
  • IREN: circa -4%
  • Applied Digital: circa -4%

Si tratta di titoli ad elevata volatilità, fortemente sensibili alle attese sui tassi d’interesse e alla percezione del rischio legata al cosiddetto “AI trade”. Per gli investitori italiani esposti al settore, anche indirettamente tramite ETF tematici sull’intelligenza artificiale o sui semiconduttori, il fattore costo del debito rappresenta oggi una variabile determinante quanto la domanda finale.

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L’offensiva europea di Nvidia

Huang ha intensificato la propria presenza mediatica e istituzionale in Europa mentre il gruppo di Santa Clara punta ad ampliare gli investimenti nel settore AI del Vecchio Continente. Nvidia ha complessivamente destinato quasi 10 miliardi di dollari a imprese, università e centri di ricerca europei.

Durante la recente tappa londinese, la società ha annunciato partecipazioni per oltre 1 miliardo di dollari in cinque startup britanniche. Investimenti analoghi riguardano diverse realtà francesi, in un’area che ospita già campioni nazionali come Mistral AI.

“Stiamo cercando di dare il via all’economia dell’AI in Europa”, ha affermato Huang. “L’Europa dispone di un enorme patrimonio tecnologico, di un notevole know-how industriale, di una scienza e di una tecnologia di altissimo livello, ed è pronta a impegnarsi per costruire qui l’economia dell’intelligenza artificiale”.

Cosa osservare nei prossimi mesi

Il messaggio di Nvidia delinea uno scenario a due velocità: da un lato una domanda di capacità di calcolo che resta strutturalmente superiore all’offerta, dall’altro un mercato dei capitali più selettivo, che inizia a distinguere tra operatori con contratti pluriennali garantiti e soggetti con bilanci più fragili.

I principali fattori da monitorare restano tre: l’evoluzione dei costi di finanziamento, la disponibilità di potenza elettrica per i nuovi data center europei e la capacità dei neocloud di trasformare la domanda dichiarata in flussi di cassa effettivi. È su questo terreno che si giocherà la sostenibilità del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale.