Wall Street in ritirata: il Nasdaq guida i ribassi
Seduta negativa per i listini statunitensi, con il Nasdaq Composite che cede oltre l’1% trascinato dalla debolezza dei titoli growth. A pesare sul sentiment sono state le trimestrali di due pesi massimi della tecnologia, Tesla e Meta Platforms, che non sono riuscite a dissipare i dubbi sulla sostenibilità degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale. A complicare il quadro si è aggiunto il rimbalzo delle quotazioni petrolifere.
I numeri della seduta
Alle 9:41 ET i principali indici mostravano il seguente andamento:
- Dow Jones Industrial Average: -138,80 punti (-0,26%) a 52.716,35
- S&P 500: -63,14 punti (-0,81%) a 7.694,03
- Nasdaq Composite: -393,22 punti (-1,46%) a 26.312,94
Il contrasto tra stili di investimento è stato netto: l’indice S&P 500 Value ha chiuso sostanzialmente invariato, mentre la controparte Growth ha perso l’1,4%. Un segnale chiaro di rotazione verso i comparti più difensivi.
L’intelligenza artificiale torna sotto esame
Il ribasso arriva dopo una sessione decisamente positiva mercoledì, quando il Nasdaq aveva guidato il rialzo grazie ai conti solidi di SpaceX e Super Micro Computer, che avevano riacceso l’ottimismo sull’intero ecosistema legato all’AI. L’entusiasmo è però durato poco: giovedì SpaceX ha perso il 3,9% e Super Micro il 3,4%, segno che gli investitori stanno guardando oltre i risultati trimestrali per concentrarsi sui costi crescenti degli investimenti in AI e sulla mancanza di visibilità sui tempi di ritorno del capitale.
Il caso Tesla
Tesla ha perso l’1,9% dopo aver tagliato le previsioni di spesa in conto capitale per l’anno. Una revisione al ribasso che solleva interrogativi sul ritmo con cui la casa automobilistica intende perseguire le proprie ambizioni nell’intelligenza artificiale e nella robotica, due pilastri centrali della narrativa di valutazione del titolo.
Sul fronte societario, secondo quanto riportato in esclusiva da Reuters, alcuni esponenti interni a Tesla avrebbero espresso preoccupazione per i commenti pubblici dell’amministratore delegato Elon Musk su una possibile fusione con SpaceX: dichiarazioni che potrebbero attirare l’attenzione degli azionisti e complicare eventuali trattative.
Meta e il nodo del finanziamento
Ancora più pesante il calo di Meta, giù del 6,7% dopo l’annuncio dell’emissione di nuove azioni prive di diritto di voto destinate a finanziare il costoso piano di espansione nell’AI. Il mercato ha letto la mossa come un segnale di diluizione per gli azionisti esistenti e come conferma che il ciclo di investimenti nel settore richiede risorse sempre più ingenti.
«Ciò che rende questi titoli legati all’AI più vulnerabili è semplicemente il fatto che abbiano già valutazioni molto elevate. Quindi qualsiasi piccolo inciampo del mercato provoca un forte calo in alcuni di questi titoli», ha commentato Brendon Dashiell, portfolio manager per la ricerca sugli investimenti di Bogart Wealth. «Riteniamo che i mercati continueranno a essere volatili, ma restiamo cautamente ottimisti».
Magnifiche 7 e semiconduttori sotto pressione
La debolezza si è estesa all’intero gruppo delle cosiddette “Magnificent 7”: Amazon.com e Nvidia hanno ceduto circa il 2% ciascuna.
Male anche il comparto dei chip:
- Intel: -5,3%
- AMD, Qualcomm, Marvell Technology, Broadcom e Micron Technology: ribassi compresi tra l’1,9% e il 5,2%
Il ritorno dell’avversione al rischio ha spinto al rialzo il CBOE Volatility Index (VIX), salito di 17,86 punti dopo tre sedute consecutive di calo. Il cosiddetto “indice della paura” resta il barometro di riferimento per misurare la tensione sui mercati azionari statunitensi.
La rotazione settoriale
Sei degli undici settori dell’S&P 500 hanno chiuso in territorio negativo, con la tecnologia maglia nera a -1,6%. In controtendenza i comparti difensivi: beni di consumo primari e sanità sono stati i migliori della seduta, confermando lo spostamento di capitali verso asset meno sensibili al ciclo economico.
Macro: lavoro resiliente e Fed in attesa
Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono inaspettatamente diminuite, confermando la tenuta del mercato del lavoro statunitense. Un dato che rafforza le attese di chi scommette su una Federal Reserve ferma sui tassi in occasione della riunione della prossima settimana.
Il rendimento del Treasury decennale è sceso attorno al 5,0378%, spinto al ribasso dalla classica corsa verso i beni rifugio in una giornata di avversione al rischio.
Petrolio di nuovo protagonista
Il Brent si è mantenuto in prossimità dei massimi degli ultimi cinque mesi dopo nuovi attacchi Houthi in Arabia Saudita, che hanno alimentato i timori di interruzioni dell’offerta e di un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Un rialzo del greggio rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo per l’inflazione e, di riflesso, per le aspettative sulla traiettoria dei tassi — un elemento che il mercato europeo monitora con particolare attenzione data la dipendenza energetica dell’area euro.
Trimestrali: vincitori e vinti
I titoli in rialzo
- Lockheed Martin: +9,4% dopo il miglioramento delle stime annuali su ricavi e utili. Il comparto difesa continua a beneficiare dell’aumento strutturale della spesa militare globale.
- Spotify: +8,7%. Il gruppo svedese dello streaming musicale ha indicato per il quarto trimestre un utile superiore alle attese di Wall Street, puntando sulle funzionalità basate sull’AI per accelerare la crescita degli utenti.
- Blackstone: +2,3% nonostante un calo degli utili trimestrali. Il mercato ha premiato le prospettive del maggiore gestore mondiale di asset alternativi.
I titoli in ribasso
- IBM: -1,4% malgrado il superamento delle attese sul terzo trimestre e il rialzo delle stime sui ricavi software annuali. Un classico caso di “buy the rumour, sell the news”.
Il quadro degli utili e l’ampiezza di mercato
Secondo i dati LSEG, la crescita degli utili del terzo trimestre per le società dell’S&P 500 è ora stimata al 32,3%, in miglioramento rispetto al 30,7% precedente. Un dato robusto, che però non basta a giustificare multipli già tirati su molti titoli tecnologici.
L’ampiezza di mercato conferma la debolezza di fondo: i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,08 a 1 sul NYSE e di 1,18 a 1 sul Nasdaq. L’S&P 500 ha registrato 24 nuovi massimi a 52 settimane e 3 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 31 nuovi massimi a fronte di ben 151 nuovi minimi — un divario che segnala quanto la forza dell’indice resti concentrata in poche società a grande capitalizzazione.



