Wall Street in rialzo: l’intelligenza artificiale torna a guidare i listini
I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso la seduta di lunedì 21 settembre 2026 in territorio positivo, sostenuti dal recupero del comparto legato all’intelligenza artificiale. A favorire il clima di fiducia hanno contribuito due fattori esterni al mondo tech: il ritracciamento dei rendimenti dei Treasury e un calo superiore al 3% delle quotazioni del greggio, scese ai minimi degli ultimi undici giorni sulla scia delle aspettative di un’apertura diplomatica in Medio Oriente durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso a New York.
Il mercato ha accolto con favore i dati che confermano come la spesa in infrastrutture per l’AI continui a crescere, dissipando in parte i timori innescati appena una settimana prima dagli avvertimenti allarmistici dei vertici di alcune big tech del settore, che avevano provocato un’ondata di vendite sui titoli tecnologici a livello globale.
Semiconduttori e big tech protagonisti
Il comparto dei chip è stato il vero motore della seduta:
- Intel: +13%, il miglior titolo della giornata tra le large cap;
- Advanced Micro Devices: +9,3%, diventando l’ultimo produttore di semiconduttori a raggiungere la soglia dei 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione;
- Micron Technology: +2,3%.
Tra i titoli non strettamente legati all’hardware, Meta Platforms ha guadagnato il 6,7%, toccando i massimi da oltre sette mesi dopo il rialzo del target price da parte di Wells Fargo. Bene anche Accenture (+3,2%), spinta dall’annuncio di una partnership con Anthropic per un investimento da 2 miliardi di dollari nella valutazione e nel controllo dei sistemi di intelligenza artificiale.
Il dibattito su sicurezza e produttività
«L’entusiasmo legato alla costruzione delle infrastrutture e all’adozione dell’AI ha alimentato buona parte della crescita degli utili aziendali e dei guadagni azionari degli ultimi anni», ha commentato Chris Zaccarelli, chief investment officer di Northlight Asset Management. «Ci sarà un trade-off tra sicurezza e benefici in termini di produttività? È un dibattito destinato a durare mesi, se non anni».
Petrolio e obbligazionario: due venti favorevoli per l’equity
Il ripiegamento del prezzo del greggio ha alleggerito la pressione sui mercati azionari, in particolare sui settori più sensibili al costo dell’energia. I titoli delle compagnie aeree come American Airlines e Delta Air Lines hanno registrato progressi contenuti ma positivi.
Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale è tornato a scendere sotto la soglia psicologica del 5%, un livello che negli ultimi mesi ha funzionato come discriminante chiave per la propensione al rischio: rendimenti reali più elevati penalizzano infatti le valutazioni dei titoli growth, i cui flussi di cassa attesi sono proiettati più lontano nel tempo.
Il nodo della politica monetaria della Fed
Gli investitori restano tuttavia cauti sulle prospettive dei tassi. La recente riaccelerazione dell’inflazione ha spinto la Federal Reserve ad alzare il costo del denaro per la prima volta in tre anni, invertendo il ciclo di allentamento. Secondo il FedWatch Tool del CME, i mercati assegnano attualmente una probabilità del 50% a un ulteriore rialzo nella riunione del mese prossimo.
La settimana sarà densa di interventi: sono attesi almeno dieci discorsi di esponenti della banca centrale americana. Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha dichiarato che non esiste «alcuna ambiguità» sulla necessità di tassi più alti, sottolineando come le pressioni inflazionistiche non derivino più soltanto da dazi e prezzi energetici, ma anche da una domanda interna robusta.
La fotografia degli indici
Alle 11:22 ora di New York:
- Dow Jones Industrial Average: +259,21 punti (+0,50%) a 51.940,71;
- S&P 500: +80,65 punti (+1,05%) a 7.731,15;
- Nasdaq Composite: +430,51 punti (+1,62%) a 26.953,06.
Sette degli undici settori dell’S&P 500 si muovevano in rialzo. In testa i servizi di comunicazione (+2,9%), mentre il comparto energia chiudeva la classifica, penalizzato dal calo del greggio.
Diplomazia internazionale al centro dell’attenzione
Medio Oriente: spiragli di dialogo tra Washington e Teheran
Nonostante lo scambio di nuove minacce nel corso del fine settimana, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di essere disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, atteso a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU. È proprio questa apertura ad aver innescato la discesa delle quotazioni petrolifere, riducendo il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi.
Groenlandia: distensione tra Stati Uniti e Danimarca
I progressi nei negoziati tra Washington e Copenaghen sullo status della Groenlandia hanno ulteriormente sostenuto il sentiment, riducendo il rischio di un’escalation commerciale tra i due Paesi. Forti rialzi per i titoli quotati negli Stati Uniti esposti all’isola: Critical Metals ha guadagnato il 35%, mentre Greenland Mines e Greenland Energy hanno più che raddoppiato il proprio valore.
Vertice Cina-Stati Uniti in agenda giovedì
L’appuntamento più atteso della settimana è il summit tra Cina e Stati Uniti di giovedì, che dovrebbe affrontare la possibile estensione della tregua commerciale tra le due superpotenze, la crisi iraniana e la regolamentazione degli sviluppi nell’intelligenza artificiale. Secondo alcune indiscrezioni, Washington avrebbe proposto una proroga di sei mesi, mentre Pechino punterebbe a un’estensione più lunga.
Criptovalute e operazioni societarie
Il Bitcoin, tradizionale termometro della propensione al rischio, è balzato del 6,3% ai massimi da oltre sette mesi, trascinando al rialzo i titoli del settore: Coinbase +5,8% e Strategy +8%.
Da segnalare infine il rialzo dell’8,5% di Paramount Skydance: secondo una fonte vicina al dossier, la società avrebbe raggiunto un accordo transattivo con la California e altri undici Stati che avevano avviato azioni legali per bloccare la fusione da 110 miliardi di dollari con Warner Bros Discovery.
Ampiezza del mercato
I titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,82 a 1 al NYSE e di 1,88 a 1 sul Nasdaq. L’S&P 500 ha registrato 4 nuovi massimi e 27 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha contato 41 nuovi massimi e 89 nuovi minimi: un segnale di come, sotto la superficie di una seduta positiva, la selettività del mercato resti elevata.
Cosa monitorare nei prossimi giorni
Per gli investitori europei e italiani, tre variabili meritano attenzione particolare:
- La traiettoria dei tassi USA: un ulteriore rialzo della Fed rafforzerebbe il dollaro, con effetti diretti sul cambio EUR/USD e sulle valutazioni dei titoli growth europei;
- Il prezzo del petrolio: una distensione duratura in Medio Oriente avrebbe un impatto disinflazionistico rilevante per l’Eurozona, importatrice netta di energia;
- L’esito del vertice Cina-Stati Uniti: la proroga della tregua commerciale è cruciale per le catene di fornitura globali e per l’export manifatturiero europeo.

