La BCE accende Pontes: l’Europa entra nell’era dei mercati tokenizzati
La Banca Centrale Europea ha dato il via libera all’avvio operativo di Pontes, la nuova infrastruttura dell’Eurosistema pensata per regolare in moneta di banca centrale le transazioni su asset tokenizzati. Si tratta di un passaggio tutt’altro che simbolico: per la prima volta, l’Europa mette a disposizione un binario pubblico, gestito direttamente dalle autorità monetarie, per il regolamento di operazioni su real-world asset (RWA) rappresentati su tecnologie a registro distribuito.
Cosa fa concretamente Pontes
Pontes agisce come ponte – da qui il nome – tra le piattaforme DLT gestite da operatori di mercato e i sistemi di regolamento dell’Eurosistema, in particolare TARGET Services. L’obiettivo è permettere che la “gamba cash” di una transazione su strumenti tokenizzati venga regolata con denaro di banca centrale, ossia con la forma di liquidità priva di rischio di credito e di liquidità per definizione.
Due gli elementi chiave della fase di avvio:
- Accesso riservato agli enti creditizi: solo le banche autorizzate potranno utilizzare l’infrastruttura, coerentemente con la natura wholesale del progetto.
- Orari di operatività tradizionali: in questa prima fase il regolamento avverrà durante le normali ore lavorative europee, con l’estensione al funzionamento 24/7 prevista negli stadi successivi di sviluppo.
Perché il regolamento in moneta di banca centrale conta
Nei mercati finanziari il rischio di regolamento è uno dei nodi meno visibili ma più delicati. Utilizzare denaro della banca centrale al posto di depositi commerciali o di stablecoin emesse da soggetti privati elimina il rischio di controparte sull’ultimo miglio della transazione. È esattamente il principio che regge oggi sistemi come T2 e T2S, ora esteso al perimetro degli asset digitali.
Tokenizzazione e negoziazione continua: il nodo della liquidità
La spinta verso i mercati tokenizzati si intreccia con il dibattito sulla negoziazione 24 ore su 24. Estendere gli orari senza adeguare le infrastrutture rischia di generare fasce orarie a bassa liquidità, con spread più ampi e formazione dei prezzi meno efficiente. La tokenizzazione, con regolamento atomico e istantaneo (modello DvP su DLT), viene indicata come una delle possibili risposte strutturali: riduce i tempi di settlement, libera collaterale e consente una gestione più efficiente della liquidità intraday.
Il contesto europeo dei pagamenti
Pontes non nasce nel vuoto. Il settore bancario europeo sta già assorbendo l’impatto del regolamento sui bonifici istantanei, che ha imposto agli istituti dell’area euro di gestire trasferimenti immediati in modalità continuativa. In parallelo, la BCE ha rilevato che solo il 24% dei pagamenti in euro avviene ancora in contanti per valore, a conferma di una digitalizzazione ormai strutturale delle abitudini di pagamento. Sul fronte delle stablecoin, Francoforte ha ribadito che gli emittenti extra-UE devono sottostare agli standard europei, un messaggio che si inserisce nella logica di sovranità monetaria che accompagna anche il progetto di euro digitale.
Gli ostacoli all’adozione su larga scala
L’avvio dell’infrastruttura non garantisce di per sé un’adozione rapida. Gli operatori di mercato dovranno collegare le proprie reti proprietarie all’Eurosistema rispettando un quadro normativo complesso, a partire dal regolamento MiCA e dal DLT Pilot Regime, senza dimenticare gli obblighi di resilienza operativa previsti da DORA.
Restano inoltre nodi tecnici rilevanti: interoperabilità tra blockchain differenti, standardizzazione dei token, gestione dei diritti di proprietà in caso di fork o malfunzionamenti, oltre alla questione – non banale – della massa critica. Senza volumi adeguati, un’infrastruttura di regolamento rischia di restare un esercizio pilota.
Due modelli a confronto: binari pubblici in Europa, iniziativa privata negli Stati Uniti
Il lancio di Pontes mette in evidenza una divergenza strategica netta tra le principali piazze finanziarie globali.
L’approccio dell’Unione Europea
Bruxelles e Francoforte privilegiano la stabilità del sistema e l’integrazione transfrontaliera. Pontes offre un’alternativa pubblica e neutrale per il regolamento dei mercati tokenizzati all’ingrosso, evitando che l’infrastruttura critica finisca interamente nelle mani di operatori privati. È la stessa filosofia che ispira il progetto gemello Appia, orientato a una soluzione nativa DLT di più lungo periodo.
L’approccio statunitense
Oltreoceano non esiste un equivalente federale di Pontes. La tokenizzazione è trainata dalle iniziative di Wall Street e dalle borse:
- Nasdaq ha investito 100 milioni di dollari in Payward, società madre di Kraken, tramite il proprio braccio di venture capital, con l’obiettivo dichiarato di sostenere “la continua evoluzione dell’infrastruttura dei mercati tokenizzati”.
- Il New York Stock Exchange sta sviluppando una piattaforma blockchain per la negoziazione continua di equity ed ETF tokenizzati.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Per investitori, banche e operatori italiani il messaggio è chiaro: la tokenizzazione degli asset finanziari sta uscendo dalla fase sperimentale per entrare nell’infrastruttura di mercato. L’Italia, che con la cosiddetta legge FinTech ha già introdotto un quadro nazionale per l’emissione e la circolazione di strumenti finanziari digitali, si trova in una posizione relativamente avanzata per agganciare questa transizione.
I fattori da monitorare nei prossimi trimestri saranno il numero di enti creditizi effettivamente collegati, i volumi regolati su Pontes, l’estensione degli orari verso il modello 24/7 e l’eventuale convergenza con il progetto di euro digitale wholesale. Sarà questo, più di qualsiasi annuncio, a stabilire se l’Europa riuscirà a imporre il proprio modello di mercato tokenizzato in competizione con l’approccio guidato dalle borse statunitensi.

