Bitcoin torna sopra gli 85.000 dollari e riaccende l’ottimismo

Bitcoin ha superato quota 85.000 dollari nella seduta di lunedì, proseguendo il forte recupero delle ultime sedute. Secondo i dati di CoinMetrics, intorno alle 12:35 ora italiana la criptovaluta scambiava a circa 84.256 dollari, in progresso di circa il 3,8% sulle 24 ore precedenti. Nelle prime ore della giornata il prezzo aveva toccato un massimo intraday di 85.229 dollari, il livello più alto da fine gennaio.

Il rimbalzo riporta al centro del dibattito una domanda che gli operatori si pongono da mesi: il cosiddetto “crypto winter” — la fase prolungata di compressione dei prezzi degli asset digitali iniziata dopo il record storico di oltre 126.000 dollari segnato nell’ottobre 2025 — è davvero terminato?

La performance recente: rimbalzo deciso, ma record ancora lontano

Nonostante il saldo da inizio anno resti negativo, la dinamica di breve e medio periodo si è chiaramente girata:

  • +7% circa negli ultimi 5 giorni
  • quasi +35% negli ultimi 3 mesi
  • ancora oltre il 30% sotto il massimo storico di 126.000 dollari

In altre parole, il mercato ha recuperato buona parte del terreno perso nella fase più acuta della correzione, ma non ha ancora completato il percorso verso i massimi assoluti. È una configurazione tipica delle fasi di transizione, in cui la volatilità resta elevata e il posizionamento degli investitori istituzionali diventa il vero discriminante.

I livelli tecnici osservati dagli analisti

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Gli analisti di BTIG, in una nota diffusa domenica, hanno individuato un quadro tecnico costruttivo: finché tiene il supporto dei 75.000 dollari, i rialzisti possono puntare al superamento degli 82.000 dollari come tappa intermedia verso l’obiettivo dei 90.000 dollari.

Una eventuale rottura al ribasso dell’area di supporto, al contrario, rimetterebbe in discussione l’intero impianto rialzista e riaprirebbe lo scenario di un consolidamento più prolungato.

“Non è inverno, è primavera”: la view di Bitwise

Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, si è espresso in modo netto ai microfoni della CNBC: «Penso davvero che sia finita, siamo nella primavera delle criptovalute, i crochi stanno sbocciando». Secondo il gestore, quello che si sta aprendo potrebbe rivelarsi «il bull market più forte e più lungo della storia delle criptovalute».

Prezzi in calo, fondamentali in crescita

Il punto centrale dell’analisi di Hougan riguarda la divergenza tra andamento dei prezzi e solidità del settore. Durante la fase ribassista, sostiene, i fondamentali del comparto hanno continuato a migliorare: aumento del numero di transazioni sulle principali blockchain e coinvolgimento crescente di operatori istituzionali di primo piano come BlackRock, che con i propri ETF spot ha contribuito ad ampliare in modo strutturale la platea degli investitori esposti agli asset digitali.

«Abbiamo avuto una situazione insolita: un calo ciclico dei prezzi accompagnato da un miglioramento secolare dei fondamentali. Ora sospetto che i prezzi recupereranno il divario verso la fine dell’anno», ha spiegato. E ha aggiunto: «Non credo che, tornando qui il prossimo anno, saremmo ancora sotto quei massimi storici».

Il fattore regolamentazione negli Stati Uniti

Il rally arriva in una fase tutt’altro che lineare sul fronte normativo. La scorsa settimana il Senato statunitense ha bloccato l’iter del Clarity Act, il provvedimento che avrebbe definito un quadro organico per le criptovalute negli Stati Uniti, ripartendo la vigilanza sul settore tra la SEC (Securities and Exchange Commission) e la CFTC (Commodity Futures Trading Commission).

Key to Securities

Perché lo stop può non essere una cattiva notizia

Negli ultimi anni l’avanzamento del quadro regolamentare — a partire dal Genius Act approvato nel 2025 sulle stablecoin — ha rappresentato un catalizzatore positivo per le quotazioni. Ma secondo Hougan la mancata approvazione del Clarity Act potrebbe paradossalmente sostenere ulteriormente i prezzi, perché lascia per ora la definizione delle regole nelle mani delle due autorità di vigilanza.

«Questa è la SEC più favorevole alle criptovalute della storia degli Stati Uniti, ed è anche la CFTC più favorevole alle criptovalute di sempre. Ironicamente, in assenza dell’approvazione del Clarity Act, potremmo ritrovarci con una regolamentazione ancora più pro-crypto», ha osservato.

Per l’investitore europeo vale la pena ricordare che nell’Unione Europea il quadro è invece già definito dal regolamento MiCA, che disciplina emittenti di cripto-attività e fornitori di servizi, riducendo l’incertezza normativa rispetto al contesto statunitense.

Rotazione dall’intelligenza artificiale verso le criptovalute

Un ulteriore elemento a sostegno del rialzo riguarda i flussi di capitale. Secondo il CIO di Bitwise, gli investitori stanno ruotando fuori dai titoli legati all’intelligenza artificiale per tornare sul comparto crypto.

«Il boom dell’AI ha risucchiato tutto l’ossigeno dalla stanza. Qualsiasi investitore orientato al momentum era concentrato su quel tema. Ora che la corsa si è in parte stabilizzata, si vede quel denaro ruotare nuovamente verso le criptovalute», ha dichiarato.

L’effetto sui titoli del settore

Il movimento si è riflesso anche sull’equity collegato al mondo digitale: nel pre-market di Wall Street di lunedì, titoli come Strategy e Coinbase hanno registrato rialzi, confermando la tradizionale correlazione — spesso amplificata in termini di beta — tra le azioni crypto-linked e l’andamento del sottostante.

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Cosa monitorare nelle prossime settimane

Per valutare la tenuta del movimento, gli operatori terranno d’occhio alcuni elementi chiave:

  • Flussi netti sugli ETF spot su Bitcoin, principale termometro della domanda istituzionale.
  • Tenuta del supporto a 75.000 dollari e capacità di consolidare sopra gli 82.000-85.000 dollari.
  • Politica monetaria della Federal Reserve: le attese sui tassi restano un driver determinante per gli asset ad alto rischio.
  • Evoluzione del dossier normativo negli Stati Uniti, con o senza Clarity Act.
  • Rotazione settoriale tra tecnologia/AI e criptovalute, che può accelerare o frenare i flussi.

Resta valida una premessa: Bitcoin è un asset ad alta volatilità, e una singola fase di rimbalzo non costituisce di per sé la conferma di un nuovo ciclo rialzista strutturale. Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informative e non rappresentano consulenza finanziaria.