Il REER è un indicatore abbastanza sconosciuto. Un peccato, visto che può aiutare a capire se una valuta si è rafforzata o indebolita più di quanto suggerisca il semplice tasso di cambio.
Conoscerlo permette di osservare una valuta nel suo contesto economico, tenendo conto anche dell’inflazione e dei rapporti commerciali. Ne parliamo qui. Vedremo come viene calcolato, quando diventa particolarmente utile e come interpretarlo nel Forex.
Cos’è il REER
REER è l’acronimo di Real Effective Exchange Rate, ovvero tasso di cambio effettivo reale. A differenza di un normale cambio Forex, non confronta semplicemente due valute.
EUR/USD, per esempio, indica il valore dell’euro rispetto al dollaro. Il REER dell’euro cerca invece di rappresentare il valore della moneta unica rispetto a un paniere di valute dei principali partner commerciali, assegnando a ciascuna un peso differente. A questo confronto viene inoltre applicata una correzione che tiene conto delle differenze nei prezzi o nei costi, cioè dell’inflazione dei vari Paesi.
È proprio quest’ultimo elemento a distinguere il REER dal NEER, il Nominal Effective Exchange Rate. Il NEER rappresenta una media ponderata dei tassi di cambio nominali con i partner commerciali. Il REER corregge questo valore utilizzando una misura dei prezzi relativi, come l’indice dei prezzi al consumo. La BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali), per esempio, calcola i propri REER correggendo il NEER per le differenze nei prezzi al consumo rispetto ai partner commerciali.
In forma molto semplificata, il concetto può essere espresso come:
REER = tasso di cambio effettivo nominale × prezzi relativi
Il calcolo effettivo è più complesso. Le singole valute vengono ponderate sulla base degli scambi commerciali e gli indici possono utilizzare metodologie e misure dei costi differenti. La BCE, ad esempio, pubblica REER costruiti utilizzando diversi deflatori, cioè gli indici usati per depurare il dato dall’effetto dei prezzi: prezzi al consumo, prezzi alla produzione, deflatore del PIL e costo unitario del lavoro, cioè il costo del lavoro per unità di prodotto.
Il risultato è generalmente espresso attraverso un indice. Nella metodologia corrente, un aumento del REER indica un apprezzamento reale della valuta. Ciò tende anche a ridurre la competitività internazionale dei beni prodotti nel Paese, perché diventano relativamente più costosi rispetto a quelli dei partner commerciali.
Il REER non dice però automaticamente che una valuta “deve” scendere quando raggiunge valori elevati o salire quando raggiunge valori bassi. È un indicatore macroeconomico, non un segnale operativo autonomo.
Quando il REER è fondamentale per i forex trader
L’utilità del REER aumenta soprattutto quando l’orizzonte temporale è lungo. Dunque, non è molto utile per il trading intraday, dove un dato sull’inflazione, una dichiarazione di una banca centrale o un’improvvisa notizia geopolitica possono avere un peso molto maggiore.
Il REER tende invece a essere particolarmente interessante quando si cercano squilibri che potrebbero svilupparsi nell’arco di mesi.
È quindi uno strumento adatto soprattutto al position trading, cioè all’operatività che guarda al medio-lungo periodo. Quando si mantiene una posizione per settimane o mesi, conoscere soltanto l’andamento grafico di una coppia valutaria può fornire una visione incompleta.
Immaginiamo, per esempio, che una valuta abbia registrato un forte apprezzamento nominale e che contemporaneamente il Paese presenti un’inflazione superiore a quella dei propri partner commerciali. Il suo apprezzamento reale potrebbe risultare ancora più pronunciato di quello nominale. Nel lungo periodo questo può incidere sulla competitività delle esportazioni, sulla crescita e, indirettamente, sulle decisioni della banca centrale.
Il REER può essere utile anche quando si confrontano più valute. Due monete potrebbero aver registrato variazioni simili contro il dollaro, ma presentare dinamiche molto differenti in termini reali e rispetto all’insieme dei rispettivi partner commerciali.
Diventa inoltre interessante nei periodi in cui si discute di valute sopravvalutate o sottovalutate. Il confronto del REER corrente con la propria media storica permette di individuare eventuali deviazioni significative. Attenzione, però: trovarsi molto sopra la media non dimostra che una valuta sia destinata a deprezzarsi.
Come utilizzare il REER a proprio vantaggio
Il REER va conosciuto per questioni di consapevolezza, ma anche di opportunità strategica. In alcuni casi, si trasforma in una risorsa da utilizzare. Come?
Un modo consiste proprio nel confrontare il valore corrente con la storia dello stesso indice. Un REER molto superiore ai livelli osservati nel lungo periodo può segnalare che la valuta ha subito un forte apprezzamento reale; un valore particolarmente basso può indicare il fenomeno opposto.
Più che trasformare questa informazione in un ordine immediato, conviene utilizzarla per formulare un’ipotesi da verificare attraverso altri indicatori.
Se una valuta presenta un REER storicamente elevato, si possono analizzare crescita economica, bilancia commerciale, inflazione e politica monetaria. Un deterioramento contemporaneo di diversi fondamentali potrebbe rendere più credibile l’ipotesi di un futuro indebolimento.
Al contrario, un REER basso accompagnato da miglioramento della crescita, inflazione sotto controllo e prospettive di tassi più elevati può offrire un quadro completamente differente.
Un secondo utilizzo consiste nel confrontare il REER con la politica della banca centrale. Un forte apprezzamento reale può diventare problematico per un’economia fortemente dipendente dalle esportazioni. Le autorità monetarie potrebbero quindi mostrare maggiore preoccupazione per la forza della valuta, soprattutto se questa contribuisce a comprimere inflazione e crescita.
Bisogna poi considerare il trend, non soltanto il livello. Un REER elevato che continua a salire racconta una storia diversa da un indice altrettanto elevato che ha già iniziato a diminuire.
Ci sono casi in cui è bene ignorarlo. Per esempio, è meglio evitare di utilizzarlo se lo scopo è individuare con precisione ingresso e uscita dal mercato. Il REER può aiutare a costruire lo scenario macroeconomico; analisi tecnica, volatilità, gestione del rischio e andamento dei tassi possono invece fornire indicazioni più adatte alla fase operativa.