Tensioni nello Stretto di Hormuz: petrolio e gas in rialzo
La fragilità della tregua in Medio Oriente è emersa con forza oggi, dopo l’attacco a una nave metaniera qatariota in transito nello Stretto di Hormuz. L’episodio ha spinto al rialzo i prezzi di petrolio e gas naturale, riportando sui mercati l’incertezza legata alla sicurezza delle rotte energetiche in una delle aree geopolitiche più sensibili del pianeta.
Nonostante i solidi risultati trimestrali di Samsung, il settore tecnologico non è riuscito a evitare prese di profitto diffuse, che hanno penalizzato i titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale. Il won sudcoreano ha tuttavia guadagnato l’1%, toccando il massimo delle ultime due settimane, sulla scia della prevista emissione di American Depositary Receipts da parte di SK Hynix (circa 28 miliardi di dollari), parte dei cui proventi la società intende rimpatriare.
Obbligazionario e materie prime sotto i riflettori
Giappone e Hong Kong protagonisti
L’asta dei titoli di Stato giapponesi a 30 anni ha registrato la domanda più elevata degli ultimi sette anni, sebbene i rendimenti abbiano poi recuperato dopo il calo iniziale. Nel frattempo, Hong Kong ha inaugurato oggi una piattaforma per la compensazione e il regolamento dell’oro, in un contesto di crescente interesse asiatico verso il metallo prezioso.
Il dollaro resta forte contro il paniere G10
Il dollaro USA mostra maggiore solidità rispetto alle principali valute G10, con l’eccezione dello yen giapponese. Nella mattinata europea il cambio oscilla attorno a quota JPY162, livello sul quale sono in scadenza oggi opzioni per 2,2 miliardi di dollari.
Dati macroeconomici e appuntamenti chiave
La Germania ha riportato un incremento della produzione industriale dello 0,9% a maggio, nettamente superiore alle attese e in linea con il maggior aumento dal marzo 2025. Nonostante ciò, l’euro tratta in leggero ribasso.
L’attenzione degli operatori è rivolta alla conferenza NATO in Turchia e alla decisione della corte francese sulla possibilità per Marine Le Pen di candidarsi alle presidenziali del prossimo anno. Sul fronte del debito, il Tesoro USA avvia questa settimana aste per 119 miliardi di dollari, partendo oggi con l’emissione di 58 miliardi in titoli triennali.
Analisi tecnica delle valute G10
Euro
L’euro ha segnato un nuovo minimo di seduta in Nord America, poco al di sotto di $1,1410. Un supporto grafico rilevante è individuato nell’area $1,1400-05. La valuta ha poi ritestato il massimo di seduta vicino a $1,1450. Il massimo della scorsa settimana, a circa $1,1475, coincide con la media mobile a 20 giorni, ora leggermente sopra $1,1460. Oggi l’euro si muove in un intervallo ristretto sotto $1,1450.
Yen giapponese
Lo yen ha oscillato in un intervallo contenuto. Il dollaro ha raggiunto oggi un massimo poco sotto JPY162,20, con supporto sotto JPY161,70. L’intervento record di aprile/maggio ha fatto scendere il biglietto verde di quasi sei yen. Per confronto, l’intervento del 2024, di dimensioni pari a circa la metà di quello di quest’anno, aveva spinto il dollaro giù di circa 22 yen. Oggi scadono opzioni per 2,2 miliardi a JPY162 e circa 820 milioni a JPY162,50.
Sterlina
La sterlina ha registrato una giornata “outside” apparentemente rialzista, chiudendo sopra il massimo della vigilia. Oggi ha superato brevemente $1,3400, dove i venditori l’hanno riportata a $1,3375. La valuta deve superare con decisione l’area $1,3400-20 per segnalare un movimento verso $1,3500.
Dollaro canadese
Il dollaro canadese resta vulnerabile. Il cambio si è mantenuto in un intervallo di circa CAD1,4200-CAD1,4220. Servirà una rottura di CAD1,4150 per fornire evidenza tecnica di un possibile massimo.
Dollaro australiano
Per la quarta seduta consecutiva, il dollaro australiano segna massimi e minimi crescenti. Ha superato la resistenza vicino a $0,6950, raggiungendo $0,6960 prima del ripiegamento verso $0,6935. Il consolidamento della rottura punta verso l’area $0,7000. L’Aussie non chiude sopra la media mobile a 20 giorni (circa $0,6970) da metà maggio.
Focus sui mercati emergenti
America Latina
Il real brasiliano e il peso messicano sono state le valute emergenti più forti. Il real ha guadagnato circa lo 0,75%, toccando il massimo di due settimane, con il dollaro sceso sotto BRL5,1300 e sotto la media mobile a 20 giorni per la prima volta dal 15 giugno. Il peso ha respinto il livello MXN17,50, avvicinandosi a MXN17,3750, senza però consolidare il movimento.
Asia
Il dollaro ha recuperato terreno contro lo yuan offshore, raggiungendo CNH6,8030 ma fermandosi davanti alla resistenza di CNH6,8050. La PBOC ha fissato il tasso di riferimento leggermente sopra il minimo triennale della scorsa settimana. La rupia indiana si è rafforzata dello 0,45%, il miglior risultato dal 12 giugno, nonostante il rialzo del petrolio.
Azionario, rendimenti e commodity
Mercati azionari
Le principali borse asiatiche hanno chiuso in ribasso, con l’eccezione di Singapore (+1,5%). Nonostante i buoni risultati di Samsung, il Kospi sudcoreano ha ceduto quasi il 5%, mentre il Taiex di Taiwan e il Nikkei 225 giapponese hanno perso oltre il 2%. Lo Stoxx europeo tratta in lieve calo, mentre i futures sul Nasdaq cedono quasi lo 0,90%.
Obbligazionario
Il rendimento del Treasury decennale USA sale di alcuni punti base verso il 4,49%. Il rendimento del JGB decennale giapponese è cresciuto di 2,5 punti base oggi ed è salito di circa 78 punti base da inizio anno, oltre il doppio dell’incremento registrato dal decennale americano.
Oro, argento e petrolio
L’oro ha inizialmente toccato quasi $4.203 nella sessione asiatica prima di ripiegare sotto $4.130. Da segnalare l’avvio della piattaforma di regolamento dell’oro a Hong Kong e l’attesa apertura dei servizi di custodia da parte della Monetary Authority of Singapore, prevista per ottobre. L’argento ha superato brevemente la media mobile a 20 giorni (circa $63,20) per la prima volta in oltre un mese, prima di essere respinto verso $61,35.
Il WTI di agosto è salito fino a quasi $69,75 dopo l’attacco alla nave in uscita dallo Stretto di Hormuz. Nel frattempo, l’Arabia Saudita ha tagliato il prezzo di riferimento del greggio destinato all’Asia, offrendo per la prima volta dal 2020 uno sconto: la riduzione di 11 dollari al barile porterà il prezzo a 1,50 dollari sotto il benchmark regionale, riflettendo la rapidità con cui i produttori del Golfo hanno incrementato la produzione.
Agenda economica: Stati Uniti, Canada ed Europa
Stati Uniti
Il deficit commerciale USA di maggio è atteso in netto ampliamento, verso i 78,5 miliardi di dollari. Va ricordato che gli Stati Uniti mantengono un ampio e persistente surplus nel commercio dei servizi. Attenzione particolare al sondaggio sull’inflazione della Fed di New York, dopo che il presidente della Fed Warsh ha sottolineato il recente calo delle aspettative inflazionistiche.
Canada e Messico
Il Canada pubblica oggi la bilancia commerciale di maggio e l’indice IVEY PMI. L’appuntamento clou resta però il dato sull’occupazione di venerdì. Il Messico diffonde i dati su produzione ed esportazioni auto: interessante notare che a maggio il Paese ha esportato quasi il 90% della propria produzione automobilistica.
Germania e Francia
Oltre al balzo della produzione industriale tedesca, la Francia riporta un deficit commerciale di 6,9 miliardi di euro a maggio. La crescita debole aggrava le sfide fiscali francesi, con il rischio di superare l’obiettivo di deficit del 5%. Attesa inoltre la sentenza della corte d’appello sul caso di appropriazione indebita di Marine Le Pen.
Giappone
Colpisce il contrasto tra la crescita dei salari giapponesi e la debolezza dei consumi. A maggio le retribuzioni sono salite del 3,2% su base annua (1,4% al netto dell’inflazione), ma la spesa delle famiglie è calata dello 0,4%, senza registrare aumenti annui dallo scorso novembre. Domani è atteso il saldo delle partite correnti.
