Il prezzo di Bitcoin si attesta intorno ai 60.400 dollari dopo aver brevemente perforato la soglia psicologica dei 60.000 dollari durante la notte, prolungando una fase correttiva che dura ormai da diverse settimane e che ha cancellato circa il -16% dai massimi recenti. Questo movimento solleva un interrogativo che il mercato non affrontava seriamente da due anni: cosa accade quando il più grande accumulatore istituzionale si trova sotto pressione finanziaria proprio nel momento in cui il retail abbandona il mercato?

Liquidazioni a catena e scadenze delle opzioni

Secondo quanto riportato da CNBC, questa breve discesa sotto quota 60.000 dollari rappresenta il livello più basso da ottobre 2024. Nelle 24 ore fino a mercoledì sono stati liquidati quasi 850 milioni di dollari in posizioni long sul comparto crypto, secondo i dati di CoinGlass, in vista della scadenza trimestrale di circa 10 miliardi di dollari in opzioni su Bitcoin sulla piattaforma Deribit.

A questo si aggiungono sette settimane consecutive di deflussi dagli ETF spot statunitensi su Bitcoin, un fenomeno che ha eroso uno dei pilastri strutturali del periodo successivo all’approvazione degli ETF, intensificando ulteriormente la pressione ribassista.

L’attacco di Peter Schiff a Michael Saylor

Mai restio a colpire Bitcoin nei momenti di debolezza, il sostenitore dell’oro Peter Schiff ha attribuito la responsabilità del crollo alle manovre finanziarie di Michael Saylor legate a MicroStrategy ($MSTR) e ai suoi strumenti collegati ($STRC).

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Secondo Schiff, la cosiddetta “spirale della morte” di MSTR avrebbe innescato lo scoppio della bolla di Bitcoin. Nei suoi commenti, l’analista ha evidenziato come il titolo $MSTR sia arretrato di un ulteriore 8%, registrando un calo dell’84% dai massimi, mentre $STRC avrebbe perso un altro 7%, portando il rendimento attuale al 15,3% e spingendo, a suo dire, Bitcoin verso i 58.000 dollari, in ribasso del 54% rispetto ai massimi storici.

Quadro tecnico: Bitcoin riuscirà a difendere i 60.000 dollari?

Il quadro tecnico immediato è piuttosto lineare e non particolarmente incoraggiante per i rialzisti. Bitcoin si mantiene appena sopra il livello psicologico dei 60.000 dollari, ora trasformatosi in un supporto estremamente fragile dopo essere stato brevemente violato all’inizio di questa settimana.

Livelli chiave da monitorare

La media mobile a 200 settimane si colloca intorno ai 57.926 dollari, un livello che storicamente ha segnato le aree di fondo dei cicli e che rappresenta oggi il primo solido pavimento al di sotto del prezzo corrente. Verso l’alto, le resistenze si concentrano nella fascia 65.000-66.000 dollari, dove BTC era già stato respinto in questa fase del ciclo e dove la media mobile a 200 giorni aveva precedentemente tenuto attorno ai 63.400 dollari.

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Tre scenari operativi

Scenario rialzista: una chiusura settimanale sopra i 60.000 dollari, accompagnata da un’inversione positiva dei flussi sugli ETF, renderebbe plausibile un nuovo test della fascia 63.000-65.000 dollari entro due o tre settimane.

Scenario base: il prezzo di Bitcoin continua a muoversi lateralmente nell’intervallo 58.000-60.500 dollari, mentre il mercato metabolizza la narrativa sulla leva finanziaria di MSTR e attende il prossimo dato sull’inflazione PCE.

Scenario ribassista: una rottura netta al di sotto della media mobile a 200 settimane aprirebbe la strada verso i 54.000 dollari e, potenzialmente, verso la zona di domanda compresa tra 52.000 e 55.000 dollari, individuata dagli analisti come il prossimo supporto strutturale.

Momentum in deterioramento e rotazione verso l’AI

Gli indicatori di momentum stanno peggiorando. Gli analisti che monitorano l’attuale drawdown sottolineano come la rotazione del capitale retail verso i titoli legati all’intelligenza artificiale stia sottraendo al mercato un acquirente marginale storicamente affidabile, fenomeno che amplifica la pressione generata dalla scadenza delle opzioni.

Bitcoin Hyper: l’infrastruttura emergente mentre BTC testa i supporti di ciclo

Osservare il prezzo di Bitcoin oscillare attorno ai 60.000 dollari può risultare scomodo, ma il movimento dei prezzi sta anche chiarendo un aspetto strutturale: il layer base presenta un limite di scalabilità, e i capitali alla ricerca di rendimenti denominati in Bitcoin con tempi di esecuzione più rapidi difficilmente attenderanno una soluzione a livello di mainnet.

È proprio in questo divario che i progetti infrastrutturali in fase iniziale attirano l’attenzione durante i periodi di correzione, quando i prezzi di ingresso sulle posizioni speculative si comprimono parallelamente al ribasso dello spot BTC.

Layer 2 con integrazione SVM

Bitcoin Hyper ($HYPER) si presenta come il primo Layer 2 di Bitcoin con integrazione della Solana Virtual Machine (SVM), combinando una finalità sub-secondo con il livello di sicurezza di Bitcoin, anziché trattare i due elementi come mutuamente esclusivi.

La fase di presale ha raccolto 32.884.689,22 dollari a un prezzo attuale di 0,0136822 dollari, con possibilità di staking per i partecipanti della prima ora. L’architettura affronta direttamente i tre vincoli fondamentali di Bitcoin: il throughput lento, le commissioni elevate e l’assenza di esecuzione programmabile di smart contract su larga scala. Un Decentralized Canonical Bridge gestisce inoltre i trasferimenti di BTC senza il ricorso a intermediari di custodia.