La Cina non frena gli acquisti di oro: 17 mesi consecutivi di accumulo

A marzo 2026, la Cina ha confermato ancora una volta il proprio ruolo di principale acquirente di oro a livello globale. Le riserve auree di Pechino hanno raggiunto 74,38 milioni di once troy, in aumento rispetto alle 74,22 milioni di once troy registrate a febbraio 2026. Si tratta del diciassettesimo mese consecutivo di incremento delle riserve in termini di quantità, un segnale inequivocabile della strategia strutturale di diversificazione valutaria portata avanti dalle autorità cinesi.

Il valore delle riserve scende, ma la quantità cresce

Guardando al valore monetario, il quadro appare apparentemente contraddittorio: le riserve auree cinesi sono scese da 387,59 miliardi di dollari a fine febbraio a 342,76 miliardi di dollari a fine marzo 2026. Tuttavia, questa contrazione non riflette una riduzione degli acquisti, bensì il forte calo del prezzo dell’oro sui mercati internazionali.

Il ruolo del conflitto USA-Iran sul prezzo dell’oro

La correzione del valore è direttamente riconducibile alla volatilità innescata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha generato un deterioramento del sentiment generale sui mercati e una serie di liquidazioni forzate anche nel comparto dei metalli preziosi. In fasi di risk-off acuto, non è insolito assistere a vendite indiscriminate anche su asset tradizionalmente considerati rifugio, come l’oro, soprattutto quando gli operatori istituzionali necessitano di liquidità immediata.

Quanto oro possiede davvero la Cina?

Un aspetto che merita particolare attenzione riguarda la trasparenza dei dati ufficiali. Le cifre riportate sopra rappresentano esclusivamente quanto Pechino dichiara ufficialmente attraverso i canali istituzionali. Da anni, analisti e istituzioni indipendenti avanzano l’ipotesi che la Cina acquisti oro in quantità ben superiori a quelle comunicate pubblicamente.

Le stime del World Gold Council

Secondo stime indipendenti, tra cui quelle elaborate dal World Gold Council, le riserve auree effettive della Cina potrebbero essere il doppio rispetto ai dati ufficiali. Questa discrepanza non sorprende: Pechino ha storicamente aggiornato le proprie riserve dichiarate in modo discontinuo e spesso con ritardi significativi, lasciando intendere che una parte degli acquisti avvenga attraverso canali non immediatamente tracciabili.

Perché la Cina continua ad accumulare oro

La strategia cinese di accumulo sistematico di oro si inserisce in un contesto geopolitico ed economico ben preciso. Tra le motivazioni principali: Riduzione della dipendenza dal dollaro USA: in un’epoca di crescenti tensioni commerciali e sanzioni finanziarie, detenere riserve in oro rappresenta una forma di protezione dalla volatilità valutaria e dall’esposizione al sistema finanziario occidentale. Diversificazione delle riserve valutarie: la Banca Popolare Cinese sta progressivamente riequilibrando il proprio portafoglio di riserve, riducendo il peso dei titoli di Stato americani a favore di asset reali come l’oro. Rafforzamento della credibilità dello yuan: un’ampia base di riserve auree contribuisce a sostenere la percezione internazionale della solidità della valuta cinese, in particolare nel contesto del progetto di internazionalizzazione dello yuan.