Oro in rialzo grazie al ribasso del petrolio e all’indebolimento del dollaro
I prezzi dell’oro hanno guadagnato terreno sostenuti dall’arretramento dei mercati petroliferi e da un quadro macroeconomico più favorevole ai metalli preziosi. Il Brent ha registrato un calo del -3,3%, riflettendo le aspettative degli operatori riguardo a un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran sul fronte nucleare.
Tensioni geopolitiche in Medio Oriente
Sul fronte geopolitico, Israele e Libano hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco condizionato, fattore che ha esercitato pressione ribassista sui mercati energetici e fornito supporto agli asset rischiosi, oro compreso. È importante sottolineare che Israele non è in guerra contro il Libano in quanto Stato, bensì sta conducendo un’operazione militare contro il gruppo militante Hezbollah, che opera in modo indipendente dal governo ufficiale libanese. Secondo le ultime indiscrezioni, Hezbollah non riconoscerebbe l’intesa siglata tra le parti.
Sul versante iraniano, Teheran ha dichiarato che non vi sono progressi recenti nei colloqui con Washington, ma gli operatori restano ottimisti, scommettendo su un’eventuale convergenza diplomatica.
Rendimenti dei Treasury e dollaro USA in calo
I rendimenti dei Treasury hanno invertito la rotta in risposta agli sviluppi mediorientali. Il rendimento del biennale è sceso sotto la soglia del 4,05%, mentre quello del decennale si è assestato al di sotto del 4,47%. Il calo dei tassi sui titoli di Stato americani rappresenta un fattore di sostegno strutturale per l’oro, che non offre rendimento e diventa più appetibile in contesti di yield decrescenti.
Anche il dollaro USA ha perso terreno contro un ampio paniere di valute, dopo che i dati sulle Initial Jobless Claims sono risultati superiori alle attese, segnalando una possibile decelerazione del mercato del lavoro statunitense. Un biglietto verde più debole favorisce l’oro e le materie prime denominate in dollari, rendendole più accessibili agli acquirenti internazionali.
Analisi tecnica dell’oro: livelli chiave da monitorare
La resistenza più immediata per l’oro si colloca nell’intervallo 4.530 – 4.550 dollari. Un consolidamento al di sopra di quota 4.550 dollari aprirebbe la strada verso la media mobile a 50 periodi a 4.628 dollari. Il superamento di questo riferimento tecnico spianerebbe la via al test della resistenza successiva, posta tra 4.660 e 4.680 dollari.
Sul fronte dei supporti, una rottura ribassista sotto i 4.425 dollari spingerebbe il metallo giallo verso l’area di sostegno compresa tra 4.350 e 4.370 dollari.
Argento: tentativo di consolidamento sopra i 75 dollari
L’argento ha beneficiato della rinnovata domanda per gli asset rischiosi. Il rapporto oro/argento è arretrato verso quota 60,50, fornendo ulteriore impulso al metallo grigio.
Quadro tecnico dell’argento
Dal punto di vista grafico, l’argento deve riportarsi stabilmente sopra la media mobile a 50 periodi, situata a 76,15 dollari, per costruire un momentum rialzista sostenibile. In tale scenario, il prossimo obiettivo sarebbe rappresentato dalla resistenza nella fascia 78,00 – 79,00 dollari.
Per quanto riguarda i supporti, il livello più prossimo si trova tra 71,00 e 72,00 dollari. Una rottura di quest’area aprirebbe la strada al test del supporto successivo, collocato tra 65,00 e 66,00 dollari.
Platino in recupero dopo le vendite della seduta precedente
Il platino ha messo a segno un rimbalzo grazie alla rinnovata domanda di metalli preziosi. Il palladio, in rialzo del +2,2%, ha contribuito a sostenere il sentiment del comparto.
Livelli tecnici del platino
Attualmente il platino sta tentando di riconquistare la resistenza nell’area 1.880 – 1.900 dollari. Un eventuale breakout porterebbe il metallo verso la media mobile a 50 periodi, posta a 1.977 dollari. Il superamento di questo riferimento aprirebbe la strada al test della resistenza compresa tra 2.040 e 2.060 dollari.
Sul fronte ribassista, una discesa sotto i 1.840 dollari esporrebbe il platino al test del supporto tra 1.780 e 1.800 dollari. È opportuno sottolineare che, nonostante il rimbalzo odierno, il quadro tecnico complessivo resta improntato al ribasso: solo un consolidamento sopra la media mobile a 50 periodi potrebbe segnalare un’inversione di tendenza credibile.
Prospettive per gli investitori italiani
Per gli operatori italiani interessati ai metalli preziosi, il contesto attuale offre spunti interessanti. L’oro continua a fungere da bene rifugio in un quadro caratterizzato da tensioni geopolitiche persistenti, politica monetaria della Federal Reserve in fase di valutazione e pressioni sui rendimenti obbligazionari. L’argento, con la sua duplice natura di metallo industriale e di investimento, e il platino, fortemente legato alla domanda automotive, rappresentano opportunità di diversificazione all’interno di un portafoglio orientato alle commodities.
