La riunione BCE di giovedì: attesa una pausa sui tassi

La decisione sui tassi d’interesse della Banca Centrale Europea (BCE) è attesa per giovedì alle 12:15 UTC, seguita dalla conferenza stampa della Presidente Christine Lagarde alle 12:45 UTC.

Il mercato prevede in modo pressoché unanime che la BCE mantenga i tassi invariati, con il tasso di rifinanziamento principale al 2,40% e il tasso sui depositi al 2,25%.

Il vero punto di attenzione, tuttavia, non è la decisione in sé, bensì se il comunicato aggiornato di politica monetaria e le parole di Lagarde segnaleranno una disponibilità a un rialzo dei tassi già a settembre. La volatilità significativa, di conseguenza, emergerà durante la conferenza stampa: i trader cercheranno indizi sulla mossa di settembre e proveranno a valutare il sentiment generale all’interno del Consiglio direttivo.

L’andamento di EUR/USD

Il cambio EUR/USD è arretrato verso quota 1,14, allontanandosi dai massimi di inizio 2026 vicino a 1,21 ma mantenendosi sopra i minimi del 2024.

Fonte: TradingView.

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Dalla fine di aprile 2026, EUR/USD è entrato in un chiaro trend ribassista. La coppia è stata indebolita principalmente dagli sviluppi geopolitici: le tensioni tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz hanno danneggiato la propensione al rischio e alimentato flussi verso il dollaro come bene rifugio.

Il ruolo del differenziale di politica monetaria

Anche l’ampliamento delle aspettative di politica monetaria tra BCE e Federal Reserve (Fed) ha giocato un ruolo determinante. In particolare, EUR/USD è sceso dello 0,76% il 5 giugno, dopo che un solido report sull’occupazione statunitense ha consolidato le attese di un rialzo dei tassi da parte della Fed.

Inoltre, la moneta unica ha perso un ulteriore 0,92% il 17 giugno (il calo giornaliero più marcato in quasi sei mesi), quando la riunione della Fed ha rivelato che nove dei 19 membri del comitato ritenevano necessario un rialzo del tasso di riferimento entro l’anno. Sei di questi nove — quasi un terzo del comitato — hanno indicato la necessità di più di un rialzo da 25 punti base (bps) nel 2026.

Nel complesso, EUR/USD ha ceduto poco più del 3,6% negli ultimi tre mesi e attualmente scambia intorno a 1,14200, al di sotto di tutte le principali medie mobili giornaliere e appena l’1% sopra il minimo a 14 mesi.

Il contesto macroeconomico: fattori in contrasto

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L’attuale scenario macro è complesso, con numerosi fattori contrapposti in gioco. Il più evidente è il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio Brent scambia attualmente a 90 dollari al barile.

L’effetto ambivalente del petrolio

Prezzi del greggio più elevati implicano un’inflazione più alta nell’Eurozona e crescenti aspettative di un rialzo dei tassi da parte della BCE, elemento che dovrebbe sostenere l’euro. Tuttavia, l’instabilità geopolitica genera anche una maggiore domanda di dollaro come bene rifugio, esercitando pressione ribassista sulla moneta unica.

Prezzi alimentari e requisiti di riserva

Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalla recente ondata di caldo in Europa e dalla carenza di fertilizzanti, che potrebbero spingere al rialzo i prezzi alimentari. È uno dei motivi per cui trader ed economisti interpellati da Reuters si attendono un rialzo a settembre anche qualora i prezzi del petrolio si stabilizzassero.

Un fattore separato, potenzialmente favorevole a EUR/USD, riguarda l’imminente modifica dei requisiti di riserva della BCE. L’istituto sta valutando di raddoppiare il requisito minimo di riserva, una mossa che ritirerebbe di fatto circa 160-170 miliardi di euro di liquidità in eccesso dal sistema.

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Il posizionamento del mercato

Il contesto macro è dunque tutt’altro che stabile. Ma come si sta posizionando il mercato? Secondo gli ultimi dati del mercato degli interest rate swap, i trader scontano una probabilità dell’87% che la BCE lasci invariato il tasso di riferimento nella prossima riunione. Le attese includono inoltre una probabilità del 75% di un rialzo a settembre e una probabilità del 34% di un ulteriore rialzo a ottobre.

Appare quindi ragionevole dedurre che, anche se Lagarde dovesse aprire esplicitamente la porta a un rialzo a settembre, la reazione di EUR/USD potrebbe risultare solo moderatamente rialzista, poiché lo scenario è già ampiamente incorporato nei prezzi.

Gli scenari possibili per EUR/USD

Si delineano essenzialmente tre scenari, poiché Lagarde può assumere solo uno di tre atteggiamenti: hawkish, dovish o neutrale.

Scenario neutrale

È l’approccio tipico dei banchieri centrali: un tono bilanciato, la riaffermazione della dipendenza dai dati e la dichiarazione che tutte le opzioni restano sul tavolo. In questo caso, ci si dovrebbe attendere un trading laterale con una lieve inclinazione ribassista. Poiché il mercato è fortemente posizionato per un rialzo a settembre, la mancata conferma o smentita esplicita potrebbe spingere alcuni trader a chiudere le posizioni long su EUR/USD. Tuttavia, una discesa sotto 1,13600 appare relativamente improbabile: EUR/USD dovrebbe continuare a muoversi nell’intervallo 1,13800-1,15100.

Scenario hawkish

Se Lagarde invoca un rialzo a settembre e rivela che i policymaker ne hanno discusso già nella riunione di luglio, EUR/USD dovrebbe salire oltre la resistenza di 1,15000. Una rottura di questo livello aprirebbe la strada verso 1,15400 e l’area 1,16000-1,16100.

Scenario dovish

In questo caso, Lagarde ridimensiona la possibilità di un rialzo a settembre, sottolineando magari la moderazione della crescita salariale e/o dati sull’inflazione di giugno migliori delle attese (come effettivamente sono stati), concludendo che nessun ulteriore rialzo è al momento giustificato. Pur essendo possibile, lo considero lo scenario meno probabile dei tre. In questo caso, EUR/USD scenderebbe probabilmente sotto 1,13500, con un possibile test del precedente minimo relativo vicino a 1,13200. Tecnicamente, i ribassisti punterebbero a 1,12800, ma ritengo che la discesa sarebbe contenuta dai timori di un’inflazione trainata dai costi energetici.

Cosa monitorare giovedì

La decisione della BCE di giovedì difficilmente porterà a una variazione dei tassi, ma la conferenza stampa di Lagarde alle 12:45 UTC rappresenta l’evento chiave per EUR/USD. Con un rialzo a settembre già pienamente scontato e oltre 40 bps di ulteriore stretta attesi entro fine anno, l’asticella per una sorpresa hawkish è elevata.

Ciò significa che l’asimmetria del rischio pende leggermente verso il ribasso per l’euro qualora Lagarde freni le aspettative di una stretta aggressiva, mentre risulterebbe solo modestamente positiva nel caso in cui le convalidasse.