Bitcoin sotto pressione: la peggiore settimana degli ultimi mesi

L’apertura di giugno si rivela particolarmente brutale per Bitcoin, che sta attraversando una fase di forte debolezza mentre il mercato perde la sua narrativa dominante e la liquidità ruota verso altri asset class. La principale criptovaluta ha registrato un calo del 13% su base settimanale, secondo i dati di Coin Metrics, segnando la performance peggiore da febbraio 2026.

La combinazione di fattori macro e tecnici ha lasciato BTC vulnerabile a ulteriori pressioni ribassiste. Gli investitori stanno riducendo l’esposizione al rischio mentre il capitale si sposta verso mercati con momentum più solido o catalizzatori di breve termine più evidenti, come il rally dei semiconduttori e l’attesa IPO di SpaceX.

Deflussi record dagli ETF su Bitcoin

Mercoledì gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato il tredicesimo giorno consecutivo di deflussi netti — la striscia negativa più lunga di sempre, secondo i dati di SoSoValue. Gli asset complessivi gestiti dai fondi sono scesi a 82,8 miliardi di dollari, in netto calo dai 107,8 miliardi del 14 maggio.

Il peso dei flussi sulla price action

Secondo l’analista di Citi Alex Saunders, i flussi degli ETF rappresentano “il principale motore dell’apprezzamento del prezzo di BTC, spiegando circa il 45% della varianza dei rendimenti settimanali, e costituiscono il miglior strumento per monitorare adozione e appetito degli investitori”.

blank

Saunders ha aggiunto che il principale catalizzatore atteso per riaccendere l’interesse degli investitori — l’approvazione del CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto — sta progressivamente allontanandosi mentre le priorità legislative cambiano e i parlamentari rimangono divisi sulle disposizioni chiave del provvedimento.

Il caso Strategy: il dietrofront di Michael Saylor

Il trigger principale della settimana è stata una sorprendente comunicazione lunedì da parte di Strategy di Michael Saylor, che ha rivelato la vendita di 32 BTC per circa 2,5 milioni di dollari — la prima vendita di Bitcoin dal 2022 e solo la seconda nella storia della società — per finanziare gli obblighi di dividendo sulle azioni privilegiate.

L’operazione, sebbene ben comunicata e pari a meno dello 0,004% delle holdings totali, ha rappresentato un cambio di paradigma significativo. Il passaggio dal mantra “never sell your bitcoin” a un nuovo approccio in cui la treasury di Bitcoin funge da fonte di funding ha incrinato la fiducia degli investitori.

L’effetto cascata sulle liquidazioni

Il movimento ribassista ha innescato una cascata di liquidazioni long che hanno amplificato la pressione vendita. Quando i trader leveraged in posizione rialzista vengono forzati fuori dalle loro posizioni, gli exchange vendono automaticamente le holdings per coprire le perdite. Nelle 24 ore successive, gli exchange crypto hanno registrato 594 milioni di dollari in liquidazioni long, secondo CoinGlass.

blank

Crisi di identità: Bitcoin senza narrativa

Da diversi mesi Bitcoin si sta allontanando dalle sue narrative tradizionali. Non si comporta più come oro digitale che beneficia dell’incertezza geopolitica, né come hedge contro l’inflazione. Non si muove nemmeno come un titolo tech ad alto beta.

La rotazione verso semiconduttori e AI

Mentre BTC attraversa questa fase di debolezza, il mercato azionario ha messo a segno diversi nuovi massimi storici e il capitale ruota altrove. Gli investitori stanno cavalcando il rally dei semiconduttori, alimentato dall’ossessione per l’infrastruttura AI:

  • Advanced Micro Devices (AMD): più che raddoppiata da inizio anno
  • Intel: più che raddoppiata nel 2026
  • Micron Technology: performance superiore al +100%

Anche il mercato privato attira sempre più capitali growth-oriented, con società come SpaceX e Anthropic diventate il nuovo focus degli investitori speculativi.

“Con il mercato sui massimi storici da settimane, guidato dal tech, si potrebbe pensare che questo sia l’ambiente ideale per le crypto”, ha scritto giovedì Rob Ginsberg, analista di Wolfe Research. “Possibile che AI e semiconduttori stiano assorbendo tutta la liquidità in eccesso? In fin dei conti, chi sano di mente comprerebbe crypto adesso quando può chiudere gli occhi, comprare un titolo dei semiconduttori e ottenere un ritorno di 2-3x in poche settimane?”

I prossimi catalizzatori da monitorare

Il report di Strategy in arrivo lunedì

Lunedì gli investitori scopriranno se Strategy è stata acquirente, venditrice o inattiva durante la settimana. Un ritorno aggressivo sul lato acquisti dopo la piccola ma significativa vendita potrebbe contribuire a stabilizzare il sentiment.

blankblank

Al contrario, un nuovo report di vendita o di inattività rischierebbe di alimentare i timori sui trader riguardo a una delle fonti di domanda strutturale più importanti del settore crypto.

“L’ultima volta che MSTR ha venduto BTC, ha ricomprato più di quanto avesse venduto solo 2 giorni dopo”, ha commentato Geoff Kendrick di Standard Chartered. “Questa volta sospetto che gli acquisti seguenti saranno più aggressivi — penso a un fattore di 10x (+320 BTC) o addirittura 100x (+3.200 BTC). Se ho ragione, la domanda è come reagiranno i mercati. Lo vedrei come un timido segnale che il minimo è stato toccato”.

Il ciclo quadriennale resta intatto?

Wolfe Research sottolinea che, sebbene Bitcoin abbia rotto con le sue narrative tradizionali, il classico ciclo quadriennale — tre anni rialzisti seguiti da uno ribassista — rimane una guida valida. Tuttavia, questo potrebbe significare che i trader resteranno intrappolati in questo bear market per molti mesi ancora.

“Continuiamo ad attenerci al ciclo di 4 anni. Non ci ha ancora portato fuori strada”, ha precisato Ginsberg. “Con un periodo medio peak-to-trough di 381 giorni e un drawdown medio del 79%, il modello implica un minimo di prezzo sotto i 40.000 dollari verso fine ottobre. Nulla è mai perfetto, ma non vediamo motivo di archiviare questa analisi — soprattutto perché quei target restano del tutto coerenti”.

Implicazioni per gli investitori italiani

Per gli investitori italiani esposti al mondo crypto, la situazione attuale impone una gestione attenta del rischio. La rottura delle correlazioni storiche di Bitcoin con oro, equity tech e narrative inflazionistiche suggerisce un periodo di transizione in cui i flussi degli ETF e le decisioni di player istituzionali come Strategy avranno un peso crescente sulla price action.

In assenza di catalizzatori normativi positivi — come l’approvazione del CLARITY Act negli Stati Uniti — o di rinnovati timori sul “debasement trade” legato alla posizione fiscale americana, il sentiment potrebbe restare debole, mantenendo Bitcoin vulnerabile a movimenti di prezzo dominati dai flussi più che dai fondamentali.