Microsoft mette per iscritto i paletti della sua intelligenza artificiale
Microsoft ha pubblicato una bozza di codice di condotta destinata a definire i confini operativi dei propri modelli di intelligenza artificiale. L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla presa di posizione dei vertici di Anthropic e OpenAI, che hanno concordato sulla necessità di rallentare il ritmo di sviluppo delle frontier AI, ossia i modelli più avanzati e potenzialmente più rischiosi.
Per il gruppo di Redmond, che oltre a Windows e Office è oggi uno dei principali fornitori mondiali di servizi cloud, la posta in gioco è anche reputazionale: presentarsi come attore responsabile in un settore sotto crescente osservazione da parte di regolatori e opinione pubblica.
Le parole di Mustafa Suleyman
«Molte persone ci hanno chiesto un impegno ancora più esplicito: l’AI deve sempre lavorare al servizio delle persone, non cercare di sostituirle», ha spiegato Mustafa Suleyman, responsabile dello sviluppo dei modelli proprietari di Microsoft, in un’intervista alla CNBC.
Suleyman ha aggiunto che tra i feedback raccolti emergono tre priorità ricorrenti: evitare la creazione di dipendenza nell’utente, non essere adulatorio (il cosiddetto fenomeno della sycophancy, in cui il modello asseconda l’interlocutore anziché fornire risposte accurate) e rafforzare il giudizio, l’autonomia e la capacità di scelta umana.
Il documento è in preparazione da circa cinque mesi, ma la decisione di renderlo pubblico ora dipende dal clima di dibattito che attraversa il settore.
Il contesto: il dibattito sulla superintelligenza accelera
Sia gli addetti ai lavori sia il pubblico stanno alzando la voce man mano che le capacità dei sistemi aumentano. La scorsa settimana il ricercatore di Anthropic Jacob Coxon ha rassegnato le dimissioni sostenendo che il laboratorio e OpenAI «stanno correndo verso una superintelligenza capace di auto-migliorarsi, scommettendo sulle nostre vite».
Le reazioni dei leader del settore
- Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha dichiarato che l’episodio che ha coinvolto Hugging Face lo ha in parte convinto a chiedere un rallentamento nel miglioramento dei modelli.
- Sam Altman, CEO di OpenAI, ha espresso sostegno alla proposta.
- Elon Musk ha commentato su X con un lapidario «Dario ha ragione».
- Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha aggiunto: «Accogliamo con favore la ricerca, la concentrazione e la gradualità necessarie per fare bene l’allineamento».
Parallelamente, i legislatori — negli Stati Uniti come in Europa, dove l’AI Act entra progressivamente in applicazione — spingono per l’introduzione di tutele più solide e obblighi di trasparenza sui modelli general purpose.
Cosa prevede il codice di condotta di Microsoft
Contenuti vietati
Secondo la bozza, i modelli Microsoft non dovranno:
- rispondere a richieste relative alla fabbricazione di armi;
- agevolare l’approvvigionamento di sostanze pericolose;
- incoraggiare comportamenti alimentari dannosi;
- generare contenuti violenti o sessualmente espliciti.
Obiettivi, trasparenza e divieto di “neuralese”
I modelli di Microsoft AI (MAI) dovranno aderire agli obiettivi fissati dall’utente ed evitare di formulare finalità proprie. È inoltre vietato mascherare comportamenti scorretti.
«I modelli MAI non manometteranno la catena di pensiero (chain of thought) o il codice, né rappresenteranno in modo distorto o nasconderanno le loro tracce di ragionamento o di azione», recita il documento. Un passaggio specifico vieta la comunicazione in “neuralese”, cioè in linguaggi non comprensibili all’uomo, sia nel ragionamento interno sia nello scambio con altri agenti o sistemi di AI.
Prevenire incidenti come quello di Hugging Face
Microsoft sta inoltre studiando regole per impedire attacchi informatici condotti da agenti autonomi, come quello che ha coinvolto i modelli OpenAI e la startup Hugging Face. Dall’analisi del caso è emerso che gli agenti comunicavano tra loro su un forum non autorizzato utilizzando un linguaggio cifrato: un campanello d’allarme sui rischi dei sistemi multi-agente lasciati senza supervisione.
Il posizionamento competitivo di Microsoft nell’AI
Nelle classifiche di Artificial Analysis, società specializzata nel benchmarking dei modelli, l’Intelligence Index vede attualmente Anthropic e OpenAI in testa. Microsoft integra i modelli di entrambi i laboratori nel proprio assistente Copilot per la clientela enterprise, mentre in parallelo sviluppa modelli proprietari dedicati a trascrizione, coding e ragionamento sugli input dell’utente.
Si tratta di una strategia a doppio binario: da un lato la partnership con i laboratori leader, dall’altro la costruzione di una capacità interna che riduca la dipendenza tecnologica. Una scelta rilevante anche in ottica di bilancio, considerando l’entità degli investimenti in data center e infrastruttura cloud che il gruppo continua a sostenere e che il mercato monitora trimestre dopo trimestre come principale voce di capex.
Perché interessa agli investitori
Per chi segue il titolo MSFT e più in generale il comparto tecnologico, la governance dell’AI è diventata un fattore di valutazione concreto, non solo etico. Regole interne chiare e verificabili possono:
- ridurre il rischio legale e reputazionale legato a usi impropri dei modelli;
- facilitare l’adozione nei settori regolamentati (banche, assicurazioni, sanità, pubblica amministrazione), dove i requisiti di compliance sono stringenti;
- anticipare gli obblighi normativi europei, trasformando la conformità in un vantaggio commerciale anziché in un costo.
Prossimi passi: consultazione aperta e applicazione dal 2027
Microsoft ha dichiarato di aver organizzato focus group e consultato esperti di diritto, etica, linguistica e filosofia per redigere il documento. La pubblicazione della bozza serve a raccogliere osservazioni esterne prima del rilascio di una versione aggiornata, che guiderà lo sviluppo dei modelli a partire dal 2027.
Nei prossimi mesi il tema centrale sarà capire se questi impegni volontari riusciranno a tradursi in standard misurabili e sottoposti ad audit indipendenti, oppure se resteranno dichiarazioni di principio superate dalla corsa competitiva tra i laboratori.


