Il prezzo di Bitcoin ha superato nuovamente la soglia dei 66.000 dollari questa settimana, toccando un massimo intraday di 66.300 dollari, il livello più alto da metà giugno. Nelle ultime 24 ore la principale criptovaluta ha messo a segno un guadagno di circa il 3%, in un contesto caratterizzato da order book poco profondi e da dati sull’inflazione statunitense in raffreddamento.

Flussi degli ETF spot: ripresa timida ma ancora insufficiente

Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti per appena 75,7 milioni di dollari nella settimana scorsa, secondo i dati di CoinGlass. Si tratta della seconda settimana consecutiva in territorio positivo, ma la ripresa complessiva di 273,1 milioni di dollari nelle ultime due settimane copre soltanto il 3,3% degli 8,2 miliardi di dollari usciti dai fondi nelle otto settimane precedenti.

Questo dato evidenzia come, nonostante il recupero del prezzo, la fiducia degli investitori istituzionali resti ancora fragile e lontana dai livelli necessari per sostenere un trend rialzista solido e duraturo.

Il CLARITY Act alimenta l’ottimismo sul fronte normativo

Un elemento chiave a sostegno del sentiment positivo arriva dal Senato statunitense, dove sta avanzando il CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato degli asset digitali (Digital Asset Market Structure). Il provvedimento punta a definire un quadro regolamentare più chiaro per le criptovalute, un aspetto a lungo atteso dagli operatori del settore.

Va tuttavia sottolineato che l’iter legislativo resta soggetto a rischi procedurali: la tempistica di approvazione non è ancora definita e potrebbero emergere ostacoli lungo il percorso.

Analisi tecnica: la zona critica tra 64.000 e 65.000 dollari

Il comportamento del prezzo nella fascia di offerta compresa tra 64.000 e 65.000 dollari nelle prossime sessioni sarà decisivo per capire se ci troviamo di fronte a un vero cambio di tendenza o a una semplice trappola di ritracciamento (retracement trap).

Al momento Bitcoin viene scambiato appena sopra i 66.000 dollari, con recenti massimi intorno ai 66.300 dollari. Le medie mobili a 50 giorni (SMA ed EMA) stanno convergendo nella zona 66.000–67.000 dollari: secondo gli analisti, questo livello deve essere superato in modo convincente per confermare un avanzamento credibile.

I livelli di supporto da monitorare

La scarsa liquidità aumenta il rischio di inversioni improvvise. La EMA a 20 giorni a quota 63.000 dollari rappresenta il primo livello di supporto in caso di correzione. Al di sotto, i 60.000 dollari e la media mobile a 200 settimane a 59.000 dollari fungono da pavimenti strutturali.

Una rottura sotto i 65.900 dollari potrebbe aprire la strada verso i 61.500 e i 60.000 dollari, mentre il livello dei 59.000 dollari segna il confine tra una semplice correzione all’interno di un mercato rialzista e un vero e proprio cedimento strutturale.

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I tre scenari possibili

Scenario rialzista: una chiusura solida sopra i 66.000 dollari potrebbe spingere BTC verso i 71.500 dollari, con resistenze intermedie a 67.000 e nella fascia 69.200–72.600 dollari.

Scenario base: un consolidamento nel range tra 63.000 e 67.000 dollari fino alla riunione del FOMC del 29 luglio, con l’andamento influenzato dalle indicazioni sui tassi della Fed e dai flussi degli ETF.

Scenario ribassista: un rifiuto ai livelli attuali con un ritorno a testare i 60.000 dollari. In caso di ulteriore cedimento, BTC potrebbe scendere fino ai 56.930 dollari indicati da Cryptonomist.

L’appuntamento con la Fed del 29 luglio

Il prossimo meeting del FOMC, previsto per il 29 luglio, rappresenta un catalizzatore fondamentale. Le decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse e le successive dichiarazioni sulla politica monetaria potrebbero determinare la direzione di Bitcoin nel breve termine, influenzando l’appetito per il rischio sui mercati globali.

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Bitcoin Hyper punta sul posizionamento anticipato mentre BTC testa le resistenze

Un movimento sostenuto dai 66.000 ai 71.500 dollari rappresenta un potenziale rialzo di circa il +10% per un asset la cui capitalizzazione di mercato si misura ormai in migliaia di miliardi di dollari. Per i trader la cui tesi d’investimento si basa sulla crescita dell’ecosistema Bitcoin, più che sul solo prezzo, la logica dell’ingresso in fase iniziale su altri progetti assume una connotazione diversa.

Il quadro normativo introdotto dal CLARITY Act risulta particolarmente rilevante per i progetti infrastrutturali costruiti all’interno dell’ecosistema Bitcoin, il cui mercato potenziale si amplia sensibilmente qualora i casi d’uso di un Bitcoin programmabile ottengano legittimità normativa.

Bitcoin Hyper e l’integrazione con la Solana Virtual Machine

Bitcoin Hyper ($HYPER) si posiziona esattamente in questo spazio. Il progetto si presenta come la prima layer 2 di Bitcoin con integrazione della Solana Virtual Machine (SVM), puntando a una finalità sub-secondo e all’esecuzione di smart contract che, secondo i benchmark interni, supererebbero il throughput nativo di Solana, ancorando al contempo la sicurezza al layer base di Bitcoin.

La presale ha già raccolto 32.973.904,37 dollari, con un prezzo attuale del token di 0,0136834 dollari e la possibilità di attivare lo staking per chi desidera generare rendimenti mentre la raccolta prosegue. Il bridge canonico decentralizzato per i trasferimenti di BTC e l’esecuzione di transazioni a basso costo sono le due caratteristiche più direttamente collegate a quel divario di programmabilità che il CLARITY Act intende legittimare.

Nota: gli investimenti in criptovalute e in presale comportano rischi elevati. Le informazioni contenute in questo articolo non costituiscono consulenza finanziaria. Si raccomanda di condurre sempre le proprie ricerche (DYOR) prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.