Cosa fa di un trader… Un trader professionista e soprattutto vincente? E’, certamente, anche una questione di tecnica. Chi non ha un solido bagaglio alle spalle, chi non ha maturato competenze specifiche non può pensare di presentarsi all’appuntamento con il mercato e costruirci sopra una carriera. Tuttavia, la tecnica non basta. E’ questo il vero segreto: essere un trader professionista vuol dire avere una mentalità vincente. Tutto parte “dalla testa”. E’ la giusta impostazione mentale a dare quel quid che consente di sfruttare le occasioni, minimizzare le perdite, crescere trade dopo trade.

Avere la giusta mentalità vuol dire fare pensieri positivi, utili. Ne consegue chi si crede un trader professionista, ma in realtà ancora non lo è affatto, fa pensieri dannosi e inutili. In questo articolo tratteremo proprio questi, presentandolo sotto forma di affermazioni. Se vi ci ritrovate, c’è una cattiva notizia per voi: non siete ancora dei trader professionisti.

Immagine 20 Affermazioni che Dimostrano che Non Sei un Trader Professionista

Questa volta ho perso, ma mi rifarò con il prossimo trade

Sembra un pensiero innocuo. D’altronde anche nella vita di tutti i giorni, si tende a reagire alle sconfitte in questo modo, sperando di rifarsi in tutto o in parte alla occasione successive. Tuttavia, se si parla di trading online, è un proposito molto pericoloso. Il motivo è semplice: alimenta l’approccio “stile gioco d’azzardo”, che è la deriva peggiore per un trading. Peggio, lastricata di buone intenzioni la strada verso la Martingala, che i trader professionisti considerano alla stregua della strada verso l’inferno.

E poi, è matematica. Se anche solo pensate di investire il 10% del vostro capitale totale, magari allo scopo di rifarvi di una o più perdite, vi basteranno cinque trade perdenti per bruciare metà delle vostre risorse.

Questo pensiero, quindi, va sostituito con l’abnegazione e il rispetto verso la propria strategia, che va valorizzata con un programma di Money Management prudente.

Ho perso cinque trade di fila. Mi sento in credito con il mercato

Chi vuole diventare trader professionista deve mettersi in testa una cosa: nel mercato, il karma non esiste. Nella vita reale, “là fuori”, magari si può sperare nel karma, ma nel trading online la provvidenza è un concetto completamente alieno. Se avete perso cinque trade di fila, e non cambiate registro, avete elevate probabilità di perdere nuovamente. Quindi, bando a questo pensiero dannoso: il rischio è di allentare la presa, sperando in una manna dal cielo che non arriverà mai.

Mi fido ciecamente del trading system e lo seguirò a ogni costo

Qui occorre fare una distinzione tra trading system creati in prima persona e trading system assimilati da altri. Nel primo caso, l’abnegazione è un dovere. Nel secondo caso, no. Anzi, fidarsi ciecamente è rischioso. I motivi di ciò risiedono in un fatto piuttosto semplice: quel sistema di trading, che vi è stato spacciato come efficace “universalmente” potrebbe non calzare su di voi, sul vostro stile di trading, sul vostro profilo di rischio. Quindi, perché fidarsi? Non sarebbe meglio rimaneggiarlo o adattarlo?

La colpa è delle news di mercato!

Capita a molti di fallire un trade perché, a un certo punto, è stata pubblicata una notizia che ha mischiato le carte in tavola e mandato all’aria le vostre previsioni, magari elaborate grazie a una attenta analisi tecnica. Può succedere. L’importante è non cullarsi, dando la colpa a quanto è accaduto fuori dal vostro grafico. La colpa è vostra, perché non avete consultato il calendario economico. Pensare diversamente vuol dire ignorare un errore, ed essere destinati a ripeterlo.

Non inizio a fare trading perché non ho i mezzi

Ovviamente, chi fa di questi pensieri, non pensa nemmeno di essere un trader professionista (anche perché non ha nemmeno iniziato). Tuttavia, essendo un pensiero piuttosto dannoso, è bene menzionarlo in questa sede. Si tratta, in realtà, solo di una scusa, di uno strumenti per procrastinare, di non fronteggiare le proprie insicurezze. Per fare trading online, non sono necessari né un computer di ultima generazione, né una televisione in 4K. A meno che, è evidente, non vogliate cimentarvi nel trading automatico. Anche in quel caso, però, la soluzione al problema della tecnologia c’è, ed è a portata di mano. Il riferimento, chiarissimo, è alle Forex VPS.

So già come spenderò i miei soldi!

Nutrire dei desideri è legittimo, e anzi benefico dal punto di vista motivazionale. Se questi desideri, però, dominano i vostri pensieri, avete un problema. State consumando le vostre energie mentali per un qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, diventerà reale tra un paio d’anni (a meno di essere l’eccezione che conferma la regola). Qualcuno potrebbe persino dire che porta iella. Qualcuno, che non c’entra nulla con il trading, diceva “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Ecco, questa massima vale anche per il trading online.

Non ho bisogno di un diario di trading

Scrivere un diario potrebbe sembrare qualcosa di infantile, ingenuo, forse inutile. Nel trading online, però, può fare la differenza tra una carriera bruciata quasi subito, e una carriera che sta per spiccare il volo (se non lo ha già fatto). La verità è che il diario di trading è utilissimo. In primo luogo, perché fa luce su eventuali errori, secondariamente perché rappresenta lo strumento principale per “superarli”. Grazie al diario si capisce dove si è sbagliato e si può porvi rimedio.

La psicologia non è importante

Questo è un errore soprattutto dei neofiti. In realtà, chiunque si sia trovato in difficoltà almeno una volta (e prima o poi accade a tutti), sa bene quanto conti la psicologia per un trader. O, per meglio dire, quanto incida la sfera emotiva, l’impatto che ha il “fattore mente” nelle prestazioni. Quindi, avere un buon sistema di trading, magari corroborato da un solido bagaglio di competenze, non basta. Occorre coltivare anche la propria mentalità, fortificarla.

Più sono certo di vincere, più posso investire

Vincolare le cifre che andrete a investire per singolo trade al vostro senso di sicurezza è davvero pericoloso. Il money management e il risk management non si fondono sulla fiducia in se stessi, che è un dato estremamente soggettivo, bensì su evidenze di tipo oggettivo. Quindi, sugli storici, su quanto capitale totale avete a disposizione, sui fattori potenzialmente in grado di smentire le analisi.

Se una strategia è complicata, vuol dire che funziona

Questo è un pregiudizio radicato anche presso i trader con molta esperienza alle spalle. Ovvero che se una cosa è complicata, allora è “tecnica”, e se è tecnica allora funziona. Nel trading online, nella pratica, non funziona così. Complicare le cose serve solo… A complicarle. Senza considerare il fatto che gestire la complessità è un bel lavoro, e non è certamente a portata dei neofiti. Il consiglio è, a tutti i livelli, di scegliere strumenti semplici ma efficaci. Il riferimento è soprattutto agli indicatori. Molto spesso, sono sufficienti i classici pivot point e qualche media mobile.

Affinerò il mio risk management una volta che avrò guadagnato abbastanza

Questo è un pensiero diffuso tra i neofiti, poiché è diffusa l’idea di agire con prudenza solo dopo aver prodotto alcuni risultati. Beh, è un pensiero non solo pericoloso ma anche illogico. La prudenza è la strada per conquistare il successo, non un obbligo da rispettare in quanto tale. Chi ragiona al contrario, non ha nessuna possibilità di guadagnare denaro, a meno che – e questo non è da escludersi – alcuni colpi di fortuna uno dopo l’altro. Ma è evidente: la fortuna non è un’arma cui fare troppo affidamento.

Se un sistema funzione su un grafico giornaliero, posso guadagnare dieci volte tanto sul grafico a 30 minuti

Beh, sarebbe proprio bello. Purtroppo, cambiando l’orizzonte temporale cambiano anche molti altri fattori. Ne consegue che riporre fiducia nel principio di proporzionalità, in questo caso, è un qualcosa di molto pericoloso. Se cambiate il grafico, dovete adattare la strategia.

Lo stop loss è per i deboli

Grazie a Dio, è un pensiero poco diffuso, tra i trader con un minimo di esperienza. I neofiti, i principianti del massimo grado, però fanno spesso questo pensiero. Lo stop loss viene considerato come una azione che, in sé, cova la certezza della sconfitta, una specie di mettere le mani avanti. Sembra, nella loro inesperienza, una dimostrazione di mentalità non vincente. E invece lo stop loss è uno strumento utile, anzi indispensabile, uno dei pochi in grado di salvare il salvabile, di ottimizzare le perdite, di non farsi troppo male. Lo stop loss pone le basi per un recupero, dunque.. E’ per vincenti.

Voglio fare il trader, quindi abbandono il mio lavoro

Questo pensiero fa il paio con quello dei desideri. Certo, sono molti i casi in cui i trader hanno abbandonato il loro lavoro originario e si sono dedicati al trader a tempo pieno, visti i risultati. Tuttavia, non l’hanno fatto certo subito. Hanno prima raccolto i primi risultati, hanno inizialmente conquistato una libertà economica e solo dopo hanno lasciato la loro professionale. Insomma, lasciare il certo per l’incerto, nel trading come nella vita, è sempre una cattiva idea. Come minimo, è necessario aspettare che le proprie capacità di trader si svincolino dalla “sfera dell’incerto”.

Ho fallito l’ennesimo trade, sono un perdente

Sia chiaro, se non fate altro che perdere, e le avete provate tutto, può darsi che il trading non faccia per voi, e non c’è nulla di male in questo. Appunto, dopo averle provate tutte. Mollare alle prime difficoltà è davvero un peccato. Molte storie vincenti iniziano con una sconfitta, e questo è vero nella vita in generale. Dunque, prima di gettare la spugna, concedetevi qualche possibilità.

Ho fatto il backtesting e ha funzionato, quindi non posso perdere

Prima di adottare un dato sistema di trading, è necessario provarlo nelle condizioni di mercato pregresse. Se funziona, può essere utilizzato nel presente. Tuttavia, nemmeno in questo caso ci sono garanzie di infallibilità. Potrebbero succedere molte cose, come, per esempio, un evento che ha reso il presente “imparagonabile” con il passato (o almeno con i dati storici che avete usato per il backtesting). Quindi, siate pronti a riprendere il timone della situazione e a cambiare in corsa.

Prima di entrare nel mercato, devo avere la sicurezza che vincerò

Di Pompeo, storico avversario di Cesare, si diceva che non è mai entrato in battaglio se non era sicuro di vincere, se il suo esercito non superava in numero quello del nemico. Ebbene, Pompeo ha perso. Questo per dire che è inutile cercare la sicurezza al 100%, perché questa non ci sarà mai e, anzi, si corre il rischio di perdere le occasioni.