Il quadro di giornata sul mercato valutario
La sessione odierna vede il dollaro statunitense arretrare su tutto il fronte valutario, penalizzato da una serie di dati sul mercato immobiliare americano decisamente al di sotto delle attese. Gli operatori stanno riprezzando le prospettive sulla traiettoria dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, mentre le valute concorrenti — in particolare euro e sterlina — traggono vantaggio da pubblicazioni macroeconomiche più solide del previsto.
I punti chiave della sessione
- EUR/USD in rialzo, sostenuto da un indice dei prezzi alla produzione tedesco ben superiore alle stime.
- GBP/USD in progresso dopo il miglioramento del tasso di disoccupazione britannico.
- USD/JPY resta intrappolato sotto la resistenza chiave di 158,00 – 158,50.
- USD/CAD sotto pressione, con le valute legate alle materie prime in recupero.
Dollar Index: il ripiegamento prosegue dopo i dati sull’immobiliare
Il Dollar Index (DXY) perde terreno mentre il mercato digerisce una tornata di statistiche immobiliari deludenti. I permessi di costruzione sono scesi dello 0,2% su base mensile a settembre, un dato comunque migliore del -0,7% atteso dagli analisti. Molto peggiore, invece, la lettura dei cantieri avviati (Housing Starts), crollati del 5,2% a fronte di un consenso che indicava un incremento dell’1,9%.
A completare il quadro negativo è arrivato il dato sulle vendite di case in attesa di rogito (Pending Home Sales), in contrazione del 7,3% mensile a settembre contro una flessione stimata di appena lo 0,5%. Il messaggio del mercato immobiliare è inequivocabile: il livello elevato dei tassi sui mutui continua a comprimere la domanda e a frenare l’attività edilizia, uno dei settori storicamente più sensibili al costo del denaro.
Livelli tecnici da monitorare sul DXY
Sul piano grafico, il Dollar Index sta tentando di consolidarsi al di sotto dell’area di supporto 101,50 – 101,65. Una rottura confermata aprirebbe la strada verso il successivo sostegno collocato nella fascia 100,85 – 101,00. Per invertire la tendenza di breve, invece, il biglietto verde dovrebbe tornare stabilmente sopra 101,65.
EUR/USD sostenuto dall’inflazione alla produzione in Germania
L’euro guadagna terreno nonostante un dato sul sentiment economico dell’Eurozona nettamente inferiore alle attese. L’indice di fiducia economica è sceso da 25,8 di settembre a 18,5 di ottobre, contro una previsione di 23,6: un segnale di raffreddamento delle aspettative degli operatori sull’economia dell’area valutaria.
A sostenere la moneta unica è stato invece il dato tedesco sui prezzi alla produzione (PPI), balzati del 6,7% su base annua a settembre contro un consenso del 5,3%. Si tratta di un indicatore anticipatore delle pressioni inflazionistiche a valle: una lettura così elevata riduce lo spazio per un atteggiamento accomodante da parte della Banca Centrale Europea e offre supporto all’euro sul mercato dei cambi.
Scenari tecnici su EUR/USD
La prima resistenza significativa si colloca nell’intervallo 1,1250 – 1,1265. Il superamento di quota 1,1265 proietterebbe il cambio verso l’ostacolo successivo, situato tra 1,1350 e 1,1365. Un fallimento in quest’area riporterebbe invece il focus sui supporti intermedi.
GBP/USD alla prova della resistenza 1,3385 – 1,3400
La sterlina britannica si muove al rialzo dopo la pubblicazione di un rapporto sul mercato del lavoro migliore delle attese. Il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è sceso dal 4,9% di luglio al 4,7% di agosto, mentre il consenso prevedeva una stabilità al 4,9%.
Un mercato del lavoro più tonico del previsto riduce l’urgenza di tagli aggressivi da parte della Bank of England, elemento che tipicamente favorisce la valuta. Dal punto di vista tecnico, il superamento della resistenza 1,3385 – 1,3400 aprirebbe la strada al test della successiva barriera, collocata tra 1,3485 e 1,3500.
USD/CAD: nuovi minimi con le commodity currencies in recupero
Il cambio dollaro USA/dollaro canadese perde quota mentre gli operatori guardano al ripiegamento dei prezzi del petrolio. Nonostante la correzione del greggio — storicamente un fattore negativo per il “loonie” — la debolezza generalizzata del biglietto verde sta prevalendo, sostenendo l’intero comparto delle valute legate alle materie prime, dollaro australiano e neozelandese inclusi.
Livelli operativi su USD/CAD
Il cambio ha rotto al ribasso il supporto di 1,4070 – 1,4085 e sta cercando di stabilizzarsi sotto 1,4050. In caso di conferma, il prossimo obiettivo ribassista si colloca a 1,3985 – 1,4000.
Sul fronte opposto, per recuperare slancio rialzista nel breve termine USD/CAD dovrebbe rientrare stabilmente sopra 1,4085, con target la resistenza 1,4135 – 1,4150. Da segnalare che l’RSI si trova in territorio di ipervenduto: un elemento che aumenta sensibilmente la probabilità di un rimbalzo tecnico nel breve periodo.
USD/JPY bloccato in un range sotto 158,50
Il cambio dollaro/yen continua a muoversi lateralmente in prossimità della resistenza chiave di 158,00 – 158,50, con il mercato concentrato sulla dinamica dei rendimenti dei Treasury. Il rendimento del biennale è salito verso il 4,79%, mentre quello del decennale è arretrato verso il 5,12%.
Il differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Giappone resta il principale motore di questo cambio: un appiattimento o una compressione degli spread tenderebbe a favorire lo yen, valuta tradizionalmente penalizzata dalle politiche monetarie ultra-accomodanti della Bank of Japan.
Scenari ribassisti su USD/JPY
Una discesa sotto 158,00 indirizzerebbe il cambio verso quota 157,00. La violazione di questo livello aprirebbe la strada al test del supporto compreso tra 155,00 e 155,50. L’RSI si mantiene in area neutrale, lasciando ampio margine per lo sviluppo di momentum ribassista qualora emergessero catalizzatori adeguati — a partire da eventuali segnali di intervento verbale o diretto da parte delle autorità giapponesi.
Cosa monitorare nelle prossime sessioni
Il filo conduttore del mercato valutario resta la revisione delle aspettative sui tassi della Federal Reserve. Dati immobiliari in deterioramento rafforzano la tesi di un rallentamento dell’economia statunitense e, di conseguenza, di una politica monetaria meno restrittiva: uno scenario strutturalmente sfavorevole al dollaro.
Per gli operatori sul forex, l’attenzione nelle prossime sedute andrà concentrata su tre elementi: l’evoluzione dei rendimenti obbligazionari statunitensi, le prossime pubblicazioni sull’inflazione in Europa e negli Stati Uniti, e la tenuta dei livelli tecnici chiave sopra indicati. La gestione del rischio resta prioritaria in una fase caratterizzata da elevata sensibilità ai dati macroeconomici.


