Le scommesse sui midterm 2026: cosa prezza Polymarket

A quattordici giorni dal voto di martedì 3 novembre 2026, i trader di Polymarket assegnano ai Democratici una probabilità del 91,5% di conquistare la Camera dei Rappresentanti e del 64,5% di strappare il Senato ai Repubblicani. I dati, aggiornati a martedì 20 ottobre, raccontano due storie diverse: per la Camera il mercato considera la partita sostanzialmente chiusa, mentre sul Senato il capitale continua a muoversi.

La distanza tra i due contratti non è un dettaglio statistico: è la variabile che determina chi scriverà le regole sulle criptovalute negli Stati Uniti nel corso del prossimo anno, con ricadute dirette sull’intero comparto degli asset digitali e, indirettamente, sulla propensione al rischio dei mercati globali.

Il mercato sull’equilibrio dei poteri

Un terzo contratto, quello sul cosiddetto balance of power, conferma la medesima lettura. Gli scenari prezzati sono i seguenti:

  • Doppia vittoria democratica (Camera + Senato): 62,5%
  • Congresso diviso (Camera democratica, Senato repubblicano): 27,5%
  • Doppia vittoria repubblicana: 8,5%

Come si stanno muovendo le quote

TradingView

La direzione del flusso è chiara: verso i Democratici al Senato. Il contratto democratico sul Senato è salito dal 60,5% del 21 settembre al 64,5% attuale, mentre quello sulla Camera è leggermente arretrato, dal 92,5% al 91,5%. Nello stesso arco temporale, lo scenario di Congresso diviso è sceso dal 30,5% al 27,5%.

Come leggere i prezzi dei prediction market

Su Polymarket ogni quota (share) paga 1 dollaro se l’esito si verifica e zero in caso contrario. Un prezzo di 64,5 centesimi equivale quindi a una probabilità implicita del 64,5%. I moltiplicatori visualizzati sulla piattaforma esprimono lo stesso concetto in termini di payout: un 1,09x sul contratto “Camera democratica” significa 1,09 dollari di ritorno per ogni dollaro impegnato.

Si tratta della stessa logica che regola le probabilità implicite nei mercati delle opzioni o nei future sui tassi: un prezzo non è una previsione certa, ma la sintesi delle aspettative di chi è disposto a mettere capitale a rischio.

Liquidità: il dettaglio che fa la differenza

Il volume scambiato è un indicatore di affidabilità del prezzo. Finora i controvalori sono i seguenti:

  • Mercato Camera: 18,78 milioni di dollari
  • Mercato Senato: 7,23 milioni di dollari
  • Mercato balance of power: 25,54 milioni di dollari
FTMO Futures

Il contratto sul Senato è il più sottile dei tre. In un book poco liquido, bastano poche operazioni di dimensione rilevante per spostare sensibilmente il prezzo: un principio che chiunque operi sul forex o su mercati a bassa capitalizzazione conosce bene. È quindi il contratto più volatile e, al tempo stesso, quello da monitorare con maggiore attenzione nelle ultime due settimane di campagna.

Cosa cambierebbe per la regolamentazione crypto con una Camera democratica

Il passaggio di consegne più rilevante riguarderebbe la House Financial Services Committee, la commissione che gestisce i provvedimenti sugli asset digitali. La presidenza passerebbe dal repubblicano French Hill a Maxine Waters, attuale capogruppo democratica, già presidente della commissione dal 2019 fino al ribaltamento repubblicano del 2023 e storicamente favorevole a una vigilanza più stringente sul settore.

Chi detiene il martelletto della commissione non decide soltanto l’indirizzo politico: fissa il calendario delle audizioni, ossia stabilisce quali aziende crypto, exchange e autorità di vigilanza dovranno presentarsi a testimoniare. È una leva di potere concreta sul ciclo regolatorio.

La partita interna al Partito Democratico

La nomina, però, non è scontata. Il deputato Sean Casten, 54 anni, ha avviato una sfida interna per la guida democratica della commissione, mentre il leader del partito Hakeem Jeffries ha scelto di non schierarsi. Un cambio di leadership potrebbe tradursi in un approccio meno ostile verso l’industria degli asset digitali.

Il destino del CLARITY Act

FTMO

Il timing elettorale pesa in modo decisivo sul CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto che dovrebbe chiarire il perimetro di competenza tra SEC e CFTC. Il percorso legislativo finora:

  • Luglio 2025: approvazione alla Camera con 294 voti favorevoli e 134 contrari
  • 15 settembre: bocciatura del voto procedurale al Senato, 49 favorevoli contro 50 contrari
  • Il senatore Thom Tillis ha depositato una mozione di riesame, che mantiene il testo tecnicamente in vita

La finestra residua è quella della sessione “lame duck”, il periodo successivo al voto in cui il Congresso uscente resta operativo. Se il provvedimento non verrà approvato entro gennaio, decadrà con la fine di questa legislatura e l’intero iter dovrà ripartire da zero, con ogni probabilità davanti a una Camera a guida democratica e a un clima regolatorio meno favorevole.

Il segnale da monitorare fino al 3 novembre

I prediction market non sono sondaggi: sono prezzi formati da capitale a rischio, e come tali risentono di distorsioni, bassa liquidità e posizionamenti concentrati. Vanno letti come un indicatore di sentiment, non come una previsione deterministica. Va inoltre ricordato che lo stesso presidente Donald Trump ha pubblicamente definito “truccati” i sondaggi sui midterm, elemento che contribuisce a mantenere elevata l’incertezza percepita.

Il parametro chiave resta il contratto sul Senato. Se continuerà a salire avvicinandosi ai valori della Camera, il mercato starà prezzando una vittoria democratica su entrambi i rami del Congresso e, di conseguenza, un quadro regolatorio più severo per il settore crypto. Se invece dovesse scivolare sotto il 60%, lo scenario dominante tornerebbe a essere quello di un Congresso diviso, con una politica sugli asset digitali che richiederà necessariamente un compromesso bipartisan.