La sterlina accelera: GBP/USD in rialzo dello 0,70% verso 1,3400
La sterlina britannica (GBP) mette a segno un progresso di circa lo 0,70% contro il dollaro statunitense, riportando il cambio GBP/USD in prossimità di 1,3400 dopo un’apertura attorno a 1,3300. A sostenere la valuta britannica concorrono due fattori distinti ma convergenti: un mercato del lavoro del Regno Unito decisamente più solido delle attese e le indiscrezioni su un possibile accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran, che hanno innescato vendite sul biglietto verde.
Il mercato del lavoro britannico sorprende: +102.000 occupati
I dati diffusi dall’ufficio statistico britannico hanno evidenziato un incremento di 102.000 occupati nei tre mesi fino ad agosto, un risultato nettamente superiore alle stime degli analisti e in netto miglioramento rispetto ai 67.000 posti di lavoro creati nel periodo precedente.
Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è sceso, mentre la dinamica delle retribuzioni medie comprensive di bonus ha mostrato un rallentamento. Si tratta di una combinazione particolarmente favorevole per la Bank of England: un mercato del lavoro resiliente che non genera, al momento, ulteriori pressioni salariali di rilievo.
Perché il dato pesa sulle aspettative della Bank of England
Il mercato monetario ha già incorporato nei prezzi un intervento sui tassi da parte della Bank of England nella riunione di novembre, con una probabilità implicita del 93% secondo i dati di Prime Terminal. Quando le aspettative sui tassi si consolidano a questi livelli, il differenziale di rendimento tra Regno Unito e Stati Uniti tende a diventare il principale driver del cambio, favorendo strutturalmente la sterlina nel breve periodo.
Per gli operatori sul forex è importante ricordare che, con una probabilità così elevata già scontata, l’eventuale sorpresa — e quindi la reazione più violenta del cambio — arriverebbe da un mancato intervento o da una comunicazione più prudente del previsto da parte del Comitato di politica monetaria.
Il dossier USA-Iran indebolisce il dollaro
Sul fronte geopolitico, l’emittente israeliana Channel 12 News ha riferito che la proposta presentata dal capo delle forze armate pachistane ad alti funzionari iraniani avrebbe già ottenuto il via libera di Washington e un’adesione preliminare da parte di Teheran.
Secondo la stessa fonte, l’intesa prevederebbe:
- lo sblocco e il trasferimento di 6 miliardi di dollari all’Iran tramite il Qatar;
- il consenso di Teheran a una visita riservata dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ai propri impianti nucleari, senza annunci pubblici.
La notizia ha alleggerito il premio per il rischio geopolitico, riducendo la domanda di dollaro come bene rifugio. L’US Dollar Index (DXY), che misura la performance del biglietto verde contro un paniere di sei valute, ha ceduto lo 0,32% a quota 101,66.
Il quadro macro statunitense resta fragile
A pesare sul dollaro contribuisce anche il deterioramento del settore immobiliare americano. Le vendite di case in attesa di chiusura (pending home sales) sono crollate del 7,3% a settembre, toccando un minimo storico.
Lawrence Yun, capo economista della National Association of Realtors, ha attribuito il dato al rapido rialzo dei tassi sui mutui, che ha compresso la capacità di spesa delle famiglie. Il mercato immobiliare rappresenta tradizionalmente uno dei canali di trasmissione più rapidi della politica monetaria restrittiva: una sua debolezza persistente alimenta le aspettative di un atteggiamento più accomodante da parte della Federal Reserve, con effetti ribassisti sul dollaro.
Gli appuntamenti da monitorare
Nel Regno Unito l’attenzione si sposterà sui dati di inflazione e vendite al dettaglio relativi a settembre, due rilevazioni decisive per confermare o ridimensionare le attese sulla Bank of England.
Negli Stati Uniti il calendario resta scarico a metà settimana, per poi animarsi giovedì con le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione relative alla settimana terminata il 17 ottobre.
Analisi tecnica GBP/USD: il quadro sul grafico giornaliero
Sul grafico daily il cambio GBP/USD scambia attorno a 1,3375, mantenendo un’impostazione ancora moderatamente ribassista. Il prezzo resta infatti al di sotto del cluster di medie mobili semplici a 50, 100 e 200 giorni, concentrate in area 1,3411, e della trendline discendente che transita in prossimità di 1,3407.
L’indice di forza relativa (RSI a 14 periodi) è risalito a 56,3, entrando in territorio positivo e segnalando un miglioramento del momentum. Tuttavia, finché le quotazioni restano compresse sotto queste barriere tecniche, il recupero in atto va interpretato come un movimento correttivo all’interno di una fase di consolidamento a tendenza ribassista.
Livelli chiave di resistenza
- 1,3407 – trendline discendente, prima resistenza operativa;
- 1,3411 – triplice barriera delle medie mobili a 50, 100 e 200 giorni;
- 1,3616 e 1,3801 – ex supporti dinamici crescenti trasformati in resistenze, obiettivi raggiungibili solo con una chiusura giornaliera convincente sopra l’area 1,3411.
Livelli chiave di supporto
- 1,3273 – livello di rottura del precedente trend ribassista, supporto immediato;
- Un ritorno stabile sotto questo pivot aprirebbe la strada a un ritracciamento più profondo dell’avanzata recente, restituendo il controllo ai venditori.
Cosa guardare nelle prossime sedute
Il destino di breve termine della sterlina dipenderà dall’incrocio tra dati macro britannici e sentiment geopolitico. Una conferma dell’intesa tra Washington e Teheran manterrebbe il dollaro sotto pressione, favorendo un test dell’area 1,3411. Al contrario, un rientro delle tensioni positive o un dato inflazionistico britannico più debole delle attese potrebbe rimettere in discussione lo scenario di rialzo dei tassi, riportando il cambio verso il supporto di 1,3273.
Per chi opera con leva finanziaria sul cambio, la presenza di una resistenza così densa — trendline e tre medie mobili concentrate in meno di cinque pip — suggerisce prudenza nella gestione delle posizioni long: la rottura, se avverrà, dovrà essere confermata da volumi e da una chiusura giornaliera netta al di sopra dell’ostacolo.


