Metalli preziosi in fase correttiva: il quadro di metà settembre 2026

Il comparto dei metalli preziosi e delle società minerarie ha completato il proprio minimo ciclico a metà anno e sta ora attraversando una fase di ritracciamento del tutto fisiologica, prima di riprendere il trend rialzista di fondo. Non si tratta, a nostro avviso, di un’inversione strutturale, bensì di una pausa tecnica all’interno di un movimento ascendente più ampio.

I fattori macro che stanno pesando sui prezzi

Il dato sull’occupazione statunitense diffuso venerdì, migliore delle attese, ha rafforzato la pressione ribassista di breve periodo. Un mercato del lavoro resiliente riduce infatti le probabilità di un allentamento monetario aggressivo da parte della Federal Reserve, sostenendo i rendimenti reali e il dollaro: due variabili storicamente inverse rispetto all’andamento dell’oro.

Il prossimo catalizzatore è il dato sull’inflazione CPI in uscita la prossima settimana. Una lettura superiore alle stime potrebbe accelerare la discesa dei metalli, spingendo i prezzi verso le aree di supporto indicate di seguito. L’appuntamento chiave resta comunque la riunione della Fed del 16 settembre, che con ogni probabilità segnerà il punto di svolta della correzione in corso.

Oro: supporto chiave in area 4.150 dollari

L’oro ha costruito il proprio minimo a metà anno, in linea con le nostre attese, e sta ora affrontando una correzione di metà ciclo. I dati occupazionali robusti mantengono il quadro di breve termine sotto pressione, con un possibile rafforzamento della discesa in caso di CPI più caldo del previsto.

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L’area di supporto ideale per questo ritracciamento si colloca intorno a 4.150 dollari l’oncia (+/- 50 dollari). Un test di questa zona rappresenterebbe, nella nostra lettura, un punto di ingresso interessante in ottica di medio periodo.

Silver: attenzione all’area 60 dollari

L’argento ha registrato il minimo a luglio all’interno del nostro range obiettivo e sta ora completando un pullback standard di 1-2 settimane. Il supporto tecnico di riferimento si trova in prossimità dei 60,00 dollari l’oncia. Non è escluso un breve affondo sotto tale soglia qualora l’inflazione sorprendesse nettamente al rialzo, ma si tratterebbe di un movimento di natura tecnica e non strutturale.

Platino: obiettivo 1.650-1.700 dollari

Il platino appare orientato a un ripiegamento verso la fascia di supporto compresa tra 1.650 e 1.700 dollari in avvicinamento all’annuncio della Fed del 16 settembre. Completata la correzione, il trend rialzista dovrebbe riprendere vigore, con la prospettiva di nuovi massimi storici nel corso del prossimo anno.

Società minerarie: i setup più interessanti del comparto

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È proprio nel segmento delle miniere aurifere e argentifere che individuiamo le configurazioni tecniche più promettenti. Riteniamo infatti che questo comparto sia posizionato per sovraperformare il metallo sottostante nei prossimi trimestri, un comportamento tipico delle fasi mature dei bull market sui metalli preziosi, quando la leva operativa dei produttori amplifica i margini.

GDX – Miniere aurifere senior

L’ETF di riferimento sta costruendo un classico pullback a tre onde in direzione del supporto chiave rappresentato dall’incrocio tra le medie mobili a 50 e 200 giorni, poco sopra quota 90,00 dollari. Ci attendiamo che le società minerarie raggiungano nuovi massimi storici con largo anticipo rispetto all’oro fisico, confermando il proprio ruolo di guida del comparto.

GDXJ – Miniere aurifere junior

Il segmento delle junior gold miners presenta una configurazione analogamente costruttiva, con i prezzi in avvicinamento al supporto dinamico offerto dall’incrocio delle medie mobili a 50 e 200 giorni. Storicamente si tratta di un’area che ha spesso coinciso con l’esaurimento delle fasi correttive.

SILJ – Miniere argentifere junior

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Le silver junior potrebbero testare il supporto in area 29,00 dollari (+/- 1,00 dollaro) per completare il ritracciamento entro la metà del mese. Anche in questo caso, ci aspettiamo il raggiungimento di nuovi massimi storici prima dell’argento, con un profilo di sovraperformance nei mesi a venire.

Bitcoin: possibile picco intermedio di ciclo

Il Bitcoin ha messo a segno un rialzo del 25% ad agosto, cogliendo di sorpresa gli operatori ribassisti. Il 3 settembre potrebbe però aver segnato un picco intermedio di ciclo. Una chiusura al di sotto dei 75.000 dollari aprirebbe la strada a una nuova fase di debolezza fino a metà novembre, con il rischio di minimi più bassi prima del completamento del ciclo quadriennale nel quarto trimestre.

Prospettive: il trend rialzista resta intatto

Dopo una correzione durata circa sei mesi, il trend rialzista dei metalli preziosi è tornato operativo. È ragionevole attendersi un ulteriore assestamento dei prezzi in avvicinamento all’annuncio della Fed del 16 settembre, con livelli obiettivo suscettibili di revisione al variare del quadro macroeconomico, in particolare dopo la pubblicazione del CPI.

Nel complesso, interpretiamo l’attuale debolezza come una fase di consolidamento all’interno di un movimento rialzista di più ampio respiro. Le nostre proiezioni indicano nuovi massimi storici nel corso del prossimo anno, con un potenziale obiettivo per l’oro superiore ai 7.000 dollari l’oncia.

Cosa monitorare nelle prossime settimane

Gli operatori dovrebbero seguire con attenzione tre elementi: la tenuta dei supporti tecnici indicati su oro, argento e platino; l’evoluzione delle aspettative sui tassi della Federal Reserve; e la forza relativa delle società minerarie rispetto al metallo fisico, indicatore anticipatore particolarmente affidabile nelle fasi di ripartenza del comparto.