Il convenience yield è un indicatore poco conosciuto anche dai trader più esperti. Nondimeno, può offrire indicazioni preziose per chi opera con le materie prime. Nello specifico, aiuta a interpretare meglio scorte, curve dei futures e condizioni di scarsità. Ne parliamo qui.

Cos’è il Convenience Yield

Il convenience yield, traducibile approssimativamente come “rendimento di convenienza”, rappresenta il beneficio implicito derivante dal possesso fisico immediato di una materia prima rispetto al possesso di un contratto che ne garantisce la consegna futura.

Non si tratta quindi di un rendimento monetario direttamente incassato, come una cedola o un dividendo. È piuttosto un vantaggio economico.

Immaginiamo, per esempio, un’azienda che utilizza petrolio come materia prima. Avere delle scorte disponibili permette di continuare la produzione anche in presenza di ritardi nelle forniture o improvvise carenze sul mercato. Questo vantaggio ha un valore, anche se non viene reso direttamente sotto forma di interesse.

Il convenience yield tende proprio a rappresentare questo valore implicito.

Il concetto è strettamente collegato al cosiddetto cost of carry, cioè al costo complessivo sostenuto per acquistare oggi una commodity e conservarla fino a una determinata data futura.

In forma semplificata, il prezzo teorico di un future può essere rappresentato attraverso questa relazione:

F = S × e^[(r + u – y) × T]

dove:

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  • F è il prezzo del future;
  • S è il prezzo spot della materia prima;
  • r rappresenta il tasso di interesse;
  • u indica i costi di stoccaggio e gli altri costi di detenzione;
  • y rappresenta il convenience yield;
  • T è il tempo fino alla scadenza.

Il convenience yield può quindi essere stimato osservando la differenza tra prezzo spot e prezzo future, tenendo conto dei tassi di interesse e dei costi necessari per conservare fisicamente la materia prima.

In termini semplificati, maggiore è il vantaggio derivante dall’avere immediatamente a disposizione la commodity, maggiore tenderà a essere il convenience yield.

Questo accade soprattutto quando le scorte sono ridotte. Se petrolio, rame o grano sono abbondanti, possedere fisicamente la materia prima offre un vantaggio relativamente limitato. Se invece il prodotto scarseggia e diventa difficile procurarselo rapidamente, avere delle scorte disponibili assume un valore molto maggiore.

Perché il Convenience Yield è importante per chi fa trading con le materie prime

Il convenience yield è importante perché permette di comprendere meglio ciò che sta accadendo dietro i prezzi osservati sul mercato.

Un primo elemento da sfruttare riguarda la relazione tra prezzo spot e futures. Quando i futures con scadenze più lontane hanno prezzi superiori rispetto a quelli più vicini si parla generalmente di contango. In questo caso i costi di finanziamento e stoccaggio possono contribuire a rendere più costosa la consegna futura.

La situazione opposta prende il nome di backwardation: i prezzi delle scadenze più vicine risultano superiori a quelli dei contratti più lontani.

Un convenience yield particolarmente elevato può contribuire proprio alla formazione della backwardation. Se una materia prima serve immediatamente e le scorte sono scarse, il mercato può attribuire un valore elevato alla disponibilità fisica presente rispetto alla consegna futura.

Per chi opera sulle commodity, questa informazione può aiutare a distinguere un semplice aumento del prezzo da una vera tensione sul mercato fisico.

Facciamo un esempio sul petrolio. Un forte rialzo del prezzo accompagnato da diminuzione delle scorte e marcata backwardation può suggerire che esista una domanda particolarmente elevata per le forniture immediate. Il movimento assume quindi caratteristiche differenti rispetto a un rialzo determinato esclusivamente da aspettative speculative sulle quotazioni future. Insomma, l’aumento del prezzo è concreto e destinato a durare, in quanto dovuto a cause “fisiche”.

Il convenience yield può essere utile anche nei mercati agricoli. Una cattiva stagione, problemi logistici o raccolti inferiori alle attese possono ridurre rapidamente le scorte disponibili, aumentando il valore economico del possesso immediato della commodity.

Lo stesso principio può applicarsi ai metalli industriali quando le disponibilità nei magazzini diminuiscono sensibilmente.

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Come sfruttare il Convenience Yield a proprio vantaggio

I modi sono molteplici. Il primo consiste nell’osservare contemporaneamente prezzo spot, curva dei futures e livello delle scorte.

Una forte backwardation accompagnata da inventari in diminuzione può essere il segnale di una situazione di scarsità sul mercato fisico e quindi di un convenience yield elevato. In queste condizioni è possibile approfondire se la tensione sia destinata a durare oppure se esistano fattori capaci di aumentare rapidamente l’offerta.

È importante osservare anche l’evoluzione della curva nel tempo. Se la backwardation diventa progressivamente più accentuata, il mercato potrebbe stare attribuendo sempre maggiore valore alla disponibilità immediata della materia prima. Se invece inizia a ridursi, la pressione sull’offerta potrebbe essere in fase di normalizzazione.

Un secondo utilizzo riguarda il confronto con i dati sulle scorte. Nel petrolio possono essere analizzati, ad esempio, i dati relativi agli inventari; nei metalli industriali risultano interessanti anche le disponibilità registrate nei principali magazzini delle borse specializzate.

Il convenience yield può inoltre essere utile per comprendere meglio il rendimento di strumenti che investono attraverso futures. Contango e backwardation incidono infatti sul risultato ottenuto quando un contratto vicino alla scadenza viene sostituito con quello successivo.

Si badi bene: non conviene considerare un convenience yield elevato come un segnale automatico di acquisto. Una situazione di scarsità può essere già ampiamente incorporata nelle quotazioni oppure risolversi rapidamente grazie all’aumento della produzione, alla riduzione della domanda o alla normalizzazione della logistica.

Per questo è preferibile integrare il dato con analisi delle scorte, stagionalità, domanda, produzione, eventi geopolitici e struttura della curva dei futures.