SpaceX riconquista quota 135 dollari: il titolo torna sui livelli dell’IPO

Le azioni di SpaceX, la società spaziale fondata da Elon Musk, hanno messo a segno un deciso rimbalzo nella seduta di lunedì, riportando il titolo in prossimità dei 135 dollari, ovvero il prezzo fissato in sede di collocamento. Nelle prime fasi di contrattazione il valore ha brevemente toccato quella soglia, segnando un’inversione rispetto a un debutto sui mercati tutt’altro che lineare.

Dopo lo sbarco sul Nasdaq avvenuto a giugno 2026, l’andamento del titolo è stato infatti caratterizzato da forte volatilità, con oscillazioni marcate in entrambe le direzioni e una chiusura minima a 108,27 dollari registrata solo pochi giorni fa. Il recupero verso il prezzo di IPO rappresenta quindi un segnale psicologicamente rilevante per gli investitori entrati al momento del collocamento.

La prima trimestrale da società quotata batte le attese

Il catalizzatore del movimento arriva dai conti pubblicati la scorsa settimana, il primo report trimestrale diffuso da SpaceX da quando è approdata in Borsa. La società ha comunicato ricavi per 7,81 miliardi di dollari nel secondo trimestre, superando i 6,93 miliardi stimati dal consensus degli analisti.

L’obiettivo dei 100 miliardi di ricavi ricorrenti

Durante la conference call con gli analisti, il CFO Bret Johnsen ha indicato che l’azienda è sulla traiettoria giusta per raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annualizzati entro la fine dell’anno. Un target ambizioso, se si considera che il run-rate del secondo trimestre si è attestato a circa 31 miliardi di dollari.

Gli analisti di Deutsche Bank hanno definito l’obiettivo «molto probabilmente raggiungibile», individuando due leve principali: il contributo del business neocloud (infrastruttura cloud dedicata al calcolo ad alte prestazioni e all’intelligenza artificiale) e l’acquisizione di Cursor, la società specializzata in strumenti di coding basati sull’AI.

Il test del lock-up: oltre 911 milioni di azioni liberate

La settimana appena conclusa ha rappresentato un banco di prova significativo anche sul fronte tecnico. Giovedì è infatti scaduto il primo periodo di lock-up, il vincolo temporaneo che impedisce agli azionisti storici di vendere i propri titoli dopo la quotazione.

La scadenza ha reso liquide oltre 911 milioni di azioni in mano agli investitori della prima ora: un volume superiore ai 639 milioni di titoli collocati durante l’IPO. Diversi analisti avevano avvertito che l’ondata di offerta potenziale avrebbe potuto generare ulteriore volatilità nel breve periodo.

Lo short interest supera quello di Tesla

Nelle settimane precedenti alla trimestrale e allo sblocco delle azioni, lo short interest nozionale su SpaceX ha superato quello di Tesla, storicamente uno dei bersagli preferiti dai venditori allo scoperto di Wall Street. Un dato che segnala quanto il posizionamento ribassista sul titolo fosse aggressivo alla vigilia dei conti, e che contribuisce a spiegare l’intensità del rimbalzo successivo.

Il giudizio degli analisti resta prevalentemente positivo

Citi: buy confermato, target a 200 dollari

Gli analisti di Citi hanno rivisto al rialzo le stime per il 2026 e il 2027, incorporando nei modelli la sorpresa positiva del secondo trimestre. La raccomandazione resta buy.

«Data la dipendenza delle previsioni e della valutazione degli anni successivi dal raggiungimento delle milestone di Starship, manteniamo invariato il price target a 200 dollari e prevediamo di adeguarlo progressivamente verso il livello di valutazione di lungo termine superiore ai 900 dollari indicato nella nostra copertura iniziale, man mano che i traguardi principali verranno centrati», si legge nella nota.

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Wolfe Research invita alla cautela

Toni più prudenti da Wolfe Research, che pur riconoscendo i «forti superamenti delle stime» nel secondo trimestre invita gli investitori a non confondere gli obiettivi dichiarati dal management con gli scenari statisticamente più probabili. «C’era molto da apprezzare nel primo report di SpaceX, ma come sempre suggeriamo di non scambiare le aspirazioni del management per i risultati più verosimili», hanno scritto gli analisti.

Cosa monitorare nei prossimi mesi

Per chi segue il titolo, i fattori chiave da tenere sotto osservazione restano essenzialmente tre:

  • L’esecuzione del programma Starship, elemento centrale nelle valutazioni di lungo periodo formulate dalle principali case d’affari.
  • La monetizzazione delle divisioni non spaziali, in particolare il segmento neocloud e l’integrazione di Cursor nel perimetro del gruppo.
  • La dinamica dell’offerta di titoli dopo la fine del lock-up, che potrebbe continuare a pesare sulla volatilità nelle prossime settimane.

Per l’investitore europeo, va inoltre considerato che l’esposizione a un titolo quotato in dollari comporta un rischio di cambio EUR/USD che si somma alla già elevata volatilità intrinseca dell’azione. Un elemento da non sottovalutare nella costruzione del portafoglio.