Oro trova sostegno dal calo del petrolio ma cede terreno prima della Fed
L’oro ha registrato un rialzo dello 0,48% all’inizio della settimana, sostenuto dalla discesa del greggio che ha alleggerito i rendimenti obbligazionari. Tuttavia, il metallo giallo si è ritirato dai massimi di 4.116 dollari in attesa della decisione del FOMC prevista per mercoledì. Il ritracciamento dai livelli più alti rivela chiaramente dove si concentra la convinzione degli operatori.
Il calo delle quotazioni petrolifere e la flessione dei rendimenti hanno offerto una finestra d’opportunità al metallo prezioso, ma nessuno sembra intenzionato a inseguire i prezzi verso l’alto con la conferenza stampa di Warsh a due giorni di distanza e le probabilità di un rialzo dei tassi ancora elevate.
Alle 14:51 GMT lo Spot Gold viene scambiato a 4.072,15 dollari, in aumento di 19,30 dollari (+0,48%). La tregua tra Stati Uniti e Iran non equivale a una risoluzione definitiva, così come il FOMC non rappresenta una mera formalità. L’oro resta intrappolato tra un ritracciamento del greggio che gli fornisce ossigeno e un quadro sui tassi che non è affatto cambiato.
Il petrolio offre spazio all’oro, ma non una vera motivazione
I futures sul WTI sono crollati fino all’8%, portandosi in prossimità degli 82 dollari, dopo che l’Iran ha dichiarato che sospenderà gli attacchi finché gli Stati Uniti faranno altrettanto. Washington ha interrotto la propria campagna di bombardamenti per timori legati alla disponibilità di obiettivi e al progressivo esaurimento delle scorte militari.
Il rendimento del Treasury a 10 anni è scivolato verso il 4,65%, quello a 2 anni si è portato intorno al 4,32%, mentre il trentennale è calato verso il 5,14%. Il dollar index è rimasto sostanzialmente stabile.
Il ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz
Questa combinazione di fattori ha alimentato il rialzo iniziale dell’oro. Il ritracciamento da 4.116 dollari ha però dimostrato che non è stato sufficiente a trattenere i compratori su quei livelli. Lo Stretto di Hormuz resta il nodo critico per il greggio: un nuovo attacco o una minaccia al traffico delle petroliere reintrodurrebbe immediatamente il premio per il rischio di approvvigionamento nel prezzo del petrolio. Chi ha acquistato in apertura lunedì mattina è consapevole di trovarsi a un solo titolo di giornale dal dover restituire i guadagni.
Il FOMC di mercoledì domina l’intera settimana
I mercati attribuiscono circa il 66% di probabilità a un mantenimento dei tassi da parte della Fed mercoledì e il 77% di probabilità a un rialzo di un quarto di punto entro settembre. Il consenso prevede tassi invariati al 3,75%, ma sono la dichiarazione ufficiale e la conferenza stampa di Warsh a pesare più della decisione stessa.
Un mantenimento accompagnato da un linguaggio più duro sui costi energetici e sull’inflazione spingerebbe rendimenti e dollaro verso l’alto, penalizzando l’oro. Al contrario, un mantenimento senza alcun inasprimento del messaggio sull’inflazione offrirebbe ai compratori lo spazio per tentare un nuovo test dei massimi.
L’oro si muove in modo altalenante proprio perché il calo del petrolio offre un sollievo di breve termine, ma la Fed potrebbe trasformarlo in un nuovo sell-off guidato dai tassi già nel pomeriggio di mercoledì. Il mercato non sa ancora quale scenario prevarrà, e l’azione dei prezzi di lunedì ha mostrato entrambe le facce dell’incertezza in un’unica seduta.
Il PCE di giovedì sotto la lente degli investitori
Il PIL del secondo trimestre e i dati su reddito e spesa personale di giugno verranno pubblicati giovedì alle 12:30 GMT. L’indice dei prezzi PCE contenuto in quel report potrà rafforzare il messaggio di Warsh oppure offrire al mercato obbligazionario un motivo per opporsi allo scenario di rialzo dei tassi.
Un dato robusto sul PIL abbinato a un core PCE elevato manterrebbe vivo il problema inflazionistico, rendendo più difficile per l’oro consolidare il recupero di lunedì. Una lettura più debole riporterebbe indietro il dibattito sui tassi, offrendo ai compratori un contesto più favorevole in vista della chiusura settimanale.
Analisi tecnica dello Spot Gold (XAU/USD)
Lo Spot Gold sta guadagnando terreno nelle prime battute di lunedì, ma continua a muoversi all’interno del range della settimana precedente. L’azione dei prezzi suggerisce che, sebbene il tema del calo del petrolio fornisca supporto, il principale driver di questa settimana sarà con ogni probabilità la decisione del FOMC insieme ai commenti di Warsh.
Trend principale e formazione a cuneo
Il trend primario è ribassista sia secondo il grafico daily swing sia in base alla media mobile a 50 giorni. Tuttavia, le oscillazioni si stanno comprimendo in un ampio pattern a cuneo (wedge) e la media mobile sta scendendo rapidamente, segnalando un’imminente esplosione di volatilità. A sostenere questa configurazione contribuisce una coppia di zone di ritracciamento.
Livelli chiave da monitorare
- Massimo swing più vicino: 4.166,13 dollari
- Secondo massimo: 4.202,71 dollari
- Minimo principale più vicino: 3.959,80 dollari
- Minimo swing rilevante: 3.942,10 dollari
- Minimo di lungo termine: 3.886,46 dollari
La zona di supporto del ritracciamento si colloca tra 4.072,40 e 4.041,65 dollari. La zona di resistenza è compresa tra 4.162,36 e 4.214,34 dollari, seguita dalla media mobile a 50 giorni posizionata a 4.221,46 dollari.
Scenari operativi
A mio avviso, più a lungo i prezzi restano compressi, maggiore è la probabilità di assistere a un movimento di breakout. L’ampiezza e la durata di tale movimento dipenderanno dal volume di scambi nella direzione prevalente.
I compratori speculativi tendono probabilmente ad appoggiarsi ai minimi swing come supporto, giocando la carta dell’attesa in vista di un breakout rialzista. Il loro obiettivo è il superamento della media mobile a 50 giorni a 4.221,46 dollari, un evento che potrebbe verificarsi oppure no. Questo movimento offrirebbe la migliore opportunità per i trader rialzisti, dato che le resistenze successive si collocano a 4.382,62 dollari e alla media mobile a 200 giorni a 4.493,83 dollari.
I trader ribassisti, invece, si affidano alla media mobile a 50 giorni per preservare il trend discendente. Il loro obiettivo è spingere i prezzi al di sotto del minimo principale a 3.959,80 dollari, poi del minimo swing a 3.942,10 dollari, con il minimo di lungo termine a 3.886,46 dollari come successivo target ribassista.
Cosa tenere d’occhio
L’oro sta cavalcando il ritracciamento del petrolio, ma sono il FOMC di mercoledì e il PCE di giovedì gli eventi che determineranno se il rialzo iniziale riuscirà a sopravvivere alla settimana. La tregua iraniana ha favorito il greggio e il greggio ha favorito l’oro, ma il conflitto non è concluso e un solo titolo di giornale potrebbe invertire rapidamente questa catena di eventi. Il tono di Warsh sull’inflazione, mercoledì pomeriggio, sarà l’elemento decisivo per rompere la fase di compressione in cui l’oro si è mosso.
Le oscillazioni si stanno restringendo in un cuneo e la media a 50 giorni scende velocemente: ciò significa che il breakout è alle porte e il volume che lo sosterrà definirà l’ampiezza del movimento. I compratori si appoggiano ai minimi swing in attesa di un’occasione per attaccare la media a 50 giorni, mentre i venditori difendono quella stessa media per mantenere intatto il trend ribassista. La decisione di mercoledì e i dati di giovedì rappresentano i catalizzatori più probabili per forzare la risoluzione di questa fase di stallo.

