Un esordio da record sul mercato STAR di Shanghai

Le azioni del produttore di chip Changxin Technology Group (CXMT) hanno registrato un’impennata di quasi il 466% nella loro prima seduta di negoziazione sullo STAR Market di Shanghai, il listino tecnologico cinese. Questo balzo straordinario ha permesso a CXMT di diventare la società cinese quotata con la maggiore capitalizzazione di mercato.

L’azienda con sede a Hefei aveva raccolto 57,92 miliardi di yuan (circa 8,6 miliardi di dollari) collocando la propria IPO a un prezzo di 8,66 yuan per azione. Si tratta della più grande offerta pubblica iniziale in Asia dall’inizio dell’anno.

Alla chiusura della prima giornata, i titoli CXMT hanno raggiunto quota 49 yuan, portando la capitalizzazione complessiva a circa 3.300 miliardi di yuan. Un valore che ha superato quello dell’Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), ferma a 2.600 miliardi di yuan.

Il posizionamento di CXMT nel mercato globale delle memorie DRAM

Secondo il prospetto informativo dell’IPO, sulla base dei dati di vendita relativi al quarto trimestre del 2025, CXMT deteneva una quota del 7,67% del mercato globale delle memorie DRAM. Questi chip rappresentano componenti fondamentali per una vasta gamma di dispositivi elettronici, dagli smartphone ai server destinati ai data center.

Il settore delle DRAM è tradizionalmente dominato da tre grandi player internazionali: Samsung Electronics, SK Hynix e Micron Technology. L’ingresso di un attore cinese in rapida ascesa introduce un nuovo elemento competitivo in un comparto strategico.

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Da sfidante a possibile leader globale

«Non ho alcun dubbio che l’azienda diventerà un leader globale. È forse solo una questione di tempo prima che possa passare da semplice sfidante a vero e proprio campione mondiale in questo settore specifico», ha dichiarato Theodore Shou, CEO di Yiyi Capital, intervenendo a “Squawk Box Asia” di CNBC.

L’interesse di Apple e la crescita dei conti

La quotazione arriva in un momento di crescente attenzione verso l’azienda, in seguito alle indiscrezioni emerse all’inizio del mese secondo cui Apple avrebbe avviato la fase di test delle memorie DRAM prodotte da CXMT per i dispositivi destinati al mercato cinese.

Sul fronte dei risultati finanziari, CXMT ha registrato una netta inversione di tendenza: nel primo trimestre ha conseguito un utile operativo di 35,43 miliardi di yuan, contro una perdita di 2,83 miliardi di yuan nello stesso periodo dell’anno precedente. Il miglioramento è stato sostenuto dalla crescita della domanda globale di potenza di calcolo e dall’allocazione della capacità produttiva da parte dei principali costruttori.

Le ragioni dietro il rally del 466%

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«Una performance del 470% nel primo giorno non è così rara. Ciò che colpisce in questo caso specifico è che a registrarla sia un’azienda di queste dimensioni», ha spiegato Shou. In passato, ha aggiunto, exploit di questo tipo erano riservati principalmente a società a bassa capitalizzazione.

Nel caso di CXMT, secondo l’analista, i fattori decisivi che hanno alimentato l’impennata sono stati il flottante relativamente limitato disponibile nella prima seduta e il forte sentiment di mercato accumulato nei confronti del titolo.

Intelligenza artificiale e autonomia tecnologica cinese

In una nota diffusa venerdì, Morningstar ha evidenziato come, con l’intelligenza artificiale che assume sempre più i contorni di una questione di sicurezza nazionale per la Cina, CXMT sia destinata a diventare uno dei principali beneficiari di questa dinamica.

La società di ricerca ha precisato che, sebbene la tecnologia di CXMT resti ancora indietro rispetto ai leader mondiali delle memorie, i grandi colossi internet cinesi impegnati nello sviluppo dell’AI favoriranno un’adozione robusta dei suoi chip, in linea con la spinta di Pechino verso l’autosufficienza nei semiconduttori.

I piani di sviluppo dell’azienda

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Fondata nel 2016 dal presidente Zhu Yiming, CXMT intende utilizzare i proventi dell’IPO per rafforzare le proprie capacità tecnologiche e la competitività di base, con particolare attenzione alla produzione di massa di wafer di memoria e ai progetti di ricerca e sviluppo.

I segnali di cautela sul ciclo delle memorie

Nonostante l’entusiasmo, non mancano gli avvertimenti. «Ritengo che ci stiamo avvicinando a un picco di breve termine nel sentiment attorno al ciclo delle memorie», ha osservato Shou, sottolineando come gli investitori stessero già vendendo in fase di IPO, in particolare in Cina.

«Questi business dei chip di memoria sono sostenibili, ma i margini elevati e la redditività netta che osserviamo oggi non lo sono e dovranno normalizzarsi nel corso del ciclo», ha aggiunto l’analista.

Shou ha inoltre precisato che, pur non essendo necessariamente questo il picco per i prezzi delle azioni, il mercato si trova esattamente al culmine di uno squilibrio tra domanda e offerta, una condizione che difficilmente potrà mantenersi nel lungo periodo.