Le politiche ESG sono impattanti per definizione. Ma non impattano solo sull’economia e sulla vita delle persone. Impattano anche sui mercati, e quindi sulle attività di trading. Infatti, possono modificare aspettative, flussi di capitale e condizioni operative sui mercati finanziari.
Come? In che misura? Nell’articolo che segue risponderemo a queste domande, e forniremo anche un vademecum per difendersi.
Una definizione di politiche ESG
Prima di parlare di effetti, impatti e influenze, è bene fare una panoramica del fenomeno. La sigla ESG indica tre aree: environmental, social e governance, ossia ambiente, responsabilità sociale e governo delle organizzazioni.
Le politiche ESG comprendono quindi norme, incentivi, obblighi informativi e scelte aziendali rivolti a ridurre gli impatti ambientali, tutelare lavoratori e comunità e migliorare trasparenza e responsabilità nelle imprese.
Per i trader, ovviamente, le misure più rilevanti sono generalmente quelle ambientali, poiché possono intervenire sui costi dell’energia, sulle tecnologie utilizzate e sugli scambi internazionali. Rientrano in questa categoria i sistemi di prezzo delle emissioni, gli standard ambientali, gli incentivi alle fonti rinnovabili, i limiti applicati ad alcune attività e i meccanismi che attribuiscono un costo al carbonio incorporato nei beni importati. Tuttavia, generano un certo impatto, anche se indiretto, pure le politiche sociali e di governance.
Politiche ESG, come influenzano il Forex
Entriamo nel vivo della questione e parliamo dell’impatto delle politiche ESG nei mercati. Ne tratteremo due: quello valutario e quello delle commodity.
Iniziamo dal primo e iniziamo col dire che, nel Forex, non si acquista semplicemente una valuta: si negozia il rapporto tra due economie. Da qui, una piccola grande verità: una politica ESG “forte” può quindi influenzare un cambio. Nello specifico quando modifica le aspettative su crescita, inflazione, bilancia commerciale, finanza pubblica o tassi d’interesse di uno dei due Paesi.
Considerate una misura che aumenti il costo delle emissioni o imponga investimenti rapidi alle industrie energivore. Nel breve periodo potrebbe accrescere alcuni costi produttivi e contribuire alle pressioni sui prezzi. Se le aspettative di inflazione cambiano, il mercato può rivedere anche quelle sulla politica monetaria. La BCE riconosce che transizione climatica, rischi fisici e prezzi delle materie prime possono incidere sull’inflazione e sulle condizioni monetarie.
L’effetto dipende però dalla struttura dell’economia. Una valuta appartenente a un Paese esportatore di petrolio, gas o metalli può reagire diversamente rispetto a quella di un importatore netto. I prezzi delle commodity incidono infatti sulle ragioni di scambio e possono assumere particolare importanza per le cosiddette commodity currencies.
Esiste poi il canale commerciale. Meccanismi come il CBAM possono cambiare i costi relativi delle importazioni e la competitività di alcuni settori. Nel tempo, tali variazioni possono riflettersi sui flussi commerciali e sulle prospettive di crescita.
Politiche ESG, come influenzano le commodity
Il collegamento con le commodity è più diretto, anche perché molte politiche ESG intervengono sulla produzione, sul consumo o sul commercio delle risorse. Il primo canale riguarda l’offerta. Il riferimento è all’inasprimento delle autorizzazioni, ai controlli sulle emissioni e all’innalzamento degli standard sociali. Tutto ciò può aumentare tempi e costi necessari per avviare miniere, pozzi o impianti. Se la capacità produttiva cresce lentamente, il mercato può diventare più sensibile alle interruzioni.
Il secondo canale riguarda la domanda. Prendiamo le politiche di decarbonizzazione: esse possono ridurre gradualmente l’impiego di carbone, petrolio e gas in alcuni settori, ma aumentare il fabbisogno di rame, litio, nichel, grafite, cobalto e terre rare.
Non dovete però ragionare in modo lineare. Una politica favorevole alla transizione non determina sempre un rialzo immediato dei metalli coinvolti. I prezzi dipendono anche da nuove capacità estrattive, scorte, innovazioni tecnologiche, rallentamento economico e concentrazione geografica dell’offerta.
Lo stesso vale per i combustibili fossili. Una riduzione della domanda prevista può indebolirne le prospettive nel lungo periodo. Se gli investimenti nell’offerta diminuiscono più rapidamente dei consumi, possono però aumentare rigidità e volatilità.
Le politiche ESG possono incidere anche sulle commodity agricole. Pensiamo alle norme sull’uso dell’acqua, sui pesticidi, sulla deforestazione o sulla tracciabilità. Esse possono modificare i costi di produzione e l’accesso a determinati mercati. In questo caso, però, l’effetto normativo deve essere valutato insieme a condizioni meteorologiche, raccolti, scorte e domanda alimentare.
Come gestire l’impatto delle politiche ESG sul trading
“Difendersi” non significa opporsi alle politiche ESG né tentare di prevedere ogni scelta normativa. Significa evitare che un cambiamento regolatorio vi trovi esposti senza un piano.
Il primo passo consiste nel creare un calendario con riunioni istituzionali, votazioni, consultazioni e date di entrata in vigore. Distinguete sempre tra proposta, approvazione e applicazione: il mercato può reagire in ognuna di queste fasi.
Dovete poi ricostruire la catena di trasmissione. Chiedetevi quale costo cambia, quali Paesi o settori sono maggiormente coinvolti, se l’effetto riguarda domanda oppure offerta e quale variabile economica potrebbe risentirne. Per il Forex osservate inflazione, aspettative sui tassi, bilancia commerciale e flussi di capitale. Per le commodity controllate produzione, scorte, investimenti e capacità inutilizzata.
Lavorate per scenari, non per certezze. Preparate un’ipotesi favorevole, una negativa e una neutrale, indicando i segnali che potrebbero confermarle o invalidarle. Verificate inoltre se il movimento del prezzo è coerente con altri indicatori e con l’andamento delle principali esportazioni del Paese.
Evitate anche di reagire soltanto ai titoli delle notizie. Una dichiarazione politica non equivale a una norma già applicabile, mentre un obiettivo di lungo periodo non produce necessariamente conseguenze immediate. Controllate il testo dei provvedimenti, le tempistiche, le eventuali deroghe e i soggetti realmente coinvolti.
Infine, contenete il rischio operativo. Evitate leve elevate nelle giornate in cui sono attese decisioni importanti, dimensionate la posizione in base alla volatilità e stabilite lo stop prima dell’ingresso. E ricordate: le politiche ESG rappresentano soltanto uno dei (tanti) fattori che muovono i mercati.
