Il tasso di risparmio ideale è diverso da persona a persona. Tuttavia, esistono metodi per individuarlo con relativa semplicità e precisione. Lo faremo qui, in modo da garantire a tutti di mantenere un tenore di vita consono e di accrescere ugualmente il proprio patrimonio.
Cosa succede se il tasso di risparmio è troppo alto o troppo basso
Ma prima, qualche informazione di contesto, a partire da cosa si intende per tasso di risparmio. Molto banalmente, esso indica la percentuale del proprio reddito che viene accantonata invece di essere utilizzata per consumi e spese.
Se, ad esempio, una persona guadagna 2.000 euro netti al mese e ne risparmia 300, il suo tasso di risparmio mensile è pari al 15%.
La formula è semplice:
Tasso di risparmio = risparmio / reddito × 100
Il problema nasce quando questa percentuale non è coerente con la propria situazione economica e con i propri obiettivi.
Se il tasso di risparmio è troppo basso, rallenta il raggiungimento degli obiettivi finanziari.
Una persona che riesce a mettere da parte soltanto il 5% del proprio reddito, per esempio, potrebbe impiegare molto tempo per costruire un fondo di emergenza, raccogliere l’anticipo necessario per acquistare una casa oppure creare un capitale destinato alla pensione.
Inoltre, un livello di risparmio molto ridotto può rendere il bilancio familiare più vulnerabile agli imprevisti.
Ma i problemi ci sono anche se il tasso di risparmio è troppo alto.
Il rischio è trasformare il risparmio da strumento per migliorare la propria sicurezza finanziaria in una rinuncia sistematica a consumi utili o desiderabili.
Si rischia di ridurre eccessivamente le spese per attività sociali, formazione, salute, viaggi o tempo libero. Ciò compromette la qualità della vita senza che esista necessariamente una reale necessità finanziaria.
Lo avrete già capito: il tasso di risparmio ideale non coincide quasi mai con quello più elevato possibile. E allora qual è? Semplice, è quello che consente di finanziare adeguatamente i propri obiettivi senza comprimere oltre il necessario le spese presenti.
Come individuare il proprio tasso di risparmio ideale?
Non esiste una percentuale universale che possa essere considerata corretta per ogni risparmiatore.
Certo, ci sono alcune regole “famose”, come quella del 50/30/20, secondo cui il 50% del reddito dovrebbe andare alle spese essenziali, il 30% a quelle voluttuarie e circa il 20% al risparmio. Regole come queste possono rappresentare un riferimento iniziale, certo, ma non tengono conto delle differenze tra redditi, spese, patrimonio e obiettivi personali.
Per determinare il proprio tasso di risparmio ideale è più utile partire da due elementi: gli obiettivi finanziari e la capacità effettiva di risparmio.
Gli obiettivi finanziari
Il primo criterio riguarda ciò che si vuole ottenere attraverso il risparmio.
Il denaro messo da parte non dovrebbe essere considerato semplicemente come capitale inutilizzato. Idealmente dovrebbe essere collegato a uno o più obiettivi.
Facciamo un esempio per comprendere meglio il principio.
Immaginiamo una persona che guadagna 2.000 euro netti al mese e vuole accumulare 12.000 euro in quattro anni per versare l’anticipo sull’acquisto di un’automobile.
Dividendo l’obiettivo per i 48 mesi disponibili, dovrebbe accantonare circa 250 euro al mese.
Solo per questo obiettivo avrebbe quindi bisogno di un tasso di risparmio del 12,5%.
Se contemporaneamente volesse destinare altri 150 euro mensili a investimenti di lungo periodo, il risparmio complessivo salirebbe a 400 euro, corrispondenti al 20% del reddito.
Gli obiettivi possono naturalmente essere molto diversi.
Un caso tipico? Il giovane che vuole costruire un fondo di emergenza e accumulare capitale per acquistare casa. Egli potrebbe aver bisogno di un tasso di risparmio relativamente elevato.
Altro caso tipico è quello di chi possiede già una casa, dispone di un buon patrimonio finanziario e non ha particolari obiettivi a medio termine. Egli potrebbe invece permettersi un tasso inferiore.
Anche il tempo a disposizione è fondamentale.
Supponiamo che due persone vogliano accumulare 24.000 euro.
La prima vuole farlo in due anni. Dovrà mettere da parte circa 1.000 euro al mese.
La seconda dispone invece di sei anni. Il risparmio mensile necessario scende a poco più di 330 euro.
Lo stesso obiettivo può quindi richiedere tassi di risparmio molto diversi in funzione dell’orizzonte temporale.
La capacità di risparmio
Il secondo criterio è rappresentato dalla capacità concreta di mettere denaro da parte.
Gli obiettivi finanziari indicano quanto sarebbe opportuno risparmiare, ma bisogna verificare se quella cifra sia realmente compatibile con il reddito e con le spese necessarie.
Una persona che guadagna 1.500 euro al mese e sostiene 1.250 euro di spese essenziali difficilmente potrà mantenere stabilmente un tasso di risparmio del 30%.
Per accantonare 450 euro dovrebbe infatti vivere con appena 1.050 euro, meno di quanto necessario per coprire le proprie spese di base.
In questo caso un tasso teoricamente desiderabile sarebbe semplicemente irrealistico.
Diversa è la situazione di una persona che guadagna 3.000 euro mensili e sostiene 1.600 euro di spese essenziali.
Potrebbe avere margini sufficienti per risparmiare 600 euro al mese, ottenendo un tasso del 20%, oppure spingersi più in alto se gli obiettivi finanziari lo richiedono e senza sacrificare eccessivamente il proprio tenore di vita.
Per individuare la propria capacità di risparmio conviene quindi partire dal reddito netto e sottrarre le spese necessarie, come casa, alimentazione, trasporti, utenze, assicurazioni e rate.
Successivamente è utile considerare anche una quota ragionevole destinata alle spese discrezionali, cioè quelle non essenziali come svago, viaggi e tempo libero.
La differenza rappresenta il margine potenzialmente destinabile al risparmio.
Obiettivi finanziari e capacità di risparmio devono quindi essere analizzati insieme.
Se gli obiettivi richiedono di risparmiare il 25% del reddito ma la situazione attuale consente realisticamente di arrivare soltanto al 15%, esistono tre possibilità: aumentare il reddito, ridurre alcune spese oppure modificare importo e scadenza degli obiettivi.


