Circle diventa una trust bank: via libera dall’OCC per l’emittente di USDC
Circle, uno dei principali emittenti di stablecoin al mondo, ha registrato un netto rialzo in Borsa dopo aver ottenuto l’approvazione dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), l’autorità federale statunitense di vigilanza bancaria, per operare come trust bank. L’annuncio è stato diffuso dalla stessa società venerdì.
Le azioni, pur ridimensionandosi rispetto ai massimi della seduta, hanno chiuso in progresso di circa il 5%, segnale della fiducia degli investitori verso questa svolta regolamentare.
Cosa cambia con la nuova licenza bancaria
L’autorizzazione consente a Circle di gestire direttamente le riserve a garanzia delle proprie stablecoin regolamentate, in primis USDC, che oggi vanta oltre 73 miliardi di dollari in circolazione. La nuova entità opererà con la denominazione Circle National Trust.
Fino a questo momento, l’azienda doveva affidarsi a banche e custodi terzi per detenere la liquidità e i titoli del Tesoro statunitense che coprono il valore di USDC. Con la nuova struttura, questo passaggio intermedio viene eliminato, con evidenti benefici in termini di efficienza operativa e controllo.
Un perimetro ben definito
È importante sottolineare che la licenza non abilita Circle a operare come banca commerciale tradizionale: la società non potrà quindi raccogliere depositi né erogare prestiti. Il perimetro resta limitato alla gestione fiduciaria delle riserve a sostegno delle sue stablecoin.
Dall’applicazione finanziaria all’infrastruttura
La mossa di Circle rientra in una tendenza più ampia del settore crypto, dove le aziende stanno cercando di compiere un salto strategico: passare dall’essere semplici applicazioni finanziarie a diventare vere e proprie infrastrutture del sistema finanziario.
Le recenti iniziative dell’OCC hanno riguardato approvazioni o richieste presentate da nomi di primo piano come Coinbase, BitGo, Fidelity Digital Assets, Ripple e Paxos. Un chiaro segnale della corsa in atto per conquistare una fetta più ampia dello stack dei servizi finanziari regolamentati.
Il vantaggio della vigilanza federale
Un ulteriore beneficio della licenza è che Circle ora risponde a un regolatore bancario nazionale, sottraendosi alla frammentazione della supervisione statale. Quest’ultima rappresenta da sempre un ostacolo significativo per le startup che operano in un settore altamente regolamentato.
In assenza di un quadro unico, le aziende si trovano infatti a dover rispettare 50 normative leggermente diverse, una per ciascuno Stato: una complessità che non solo rallenta la crescita, ma incrementa sensibilmente i costi di compliance.
La corsa alle stablecoin dopo il GENIUS Act
La competizione nel comparto delle stablecoin ha subito una forte accelerazione da quando, circa un anno fa, Washington ha introdotto maggiore chiarezza normativa sugli asset digitali attraverso il GENIUS Act, che ha definito un quadro federale per le stablecoin dedicate ai pagamenti.
In base a questa legge, i grandi emittenti come Circle sono obbligati a ottenere una licenza dall’OCC. Un requisito che ridisegna le regole del gioco e alza le barriere all’ingresso per gli operatori del settore.
La sfida degli istituti tradizionali
Come conseguenza di questo nuovo assetto, sempre più istituzioni finanziarie tradizionali puntano a emettere stablecoin proprietarie, generando una crescente pressione competitiva su USDC. Il motivo è chiaro: emettere una propria valuta digitale permette di intercettare i flussi di pagamento, rafforzare il rapporto con la clientela e costruire servizi finanziari basati su dollari digitali programmabili, senza dipendere da emittenti terzi come Circle.
Swift, blockchain e l’ecosistema Open USD
Non è un caso che l’approvazione dell’OCC sia arrivata lo stesso giorno in cui Swift, la rete globale di messaggistica finanziaria interbancaria, ha lanciato un consorzio blockchain con 17 banche, tra cui Citi e HSBC. L’obiettivo è sviluppare un sistema di pagamenti operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per competere nella corsa alle stablecoin.
Sempre negli ultimi mesi, un consorzio di oltre 140 aziende — tra cui BlackRock, Coinbase, Mastercard, Stripe e Visa — ha aderito al nuovo progetto della stablecoin Open USD (OUSD). La particolarità di questa iniziativa è che i rendimenti generati dalle riserve vengono distribuiti tra tutti i partner partecipanti, anziché essere trattenuti da un singolo emittente: un modello potenzialmente dirompente per l’attuale equilibrio del mercato.
L’OCC non ha rilasciato commenti in merito alle richieste di chiarimento.