Wall Street sotto pressione: i dati occupazionali ribaltano le aspettative sui tassi
La seduta di venerdì ha segnato una svolta significativa per i mercati azionari statunitensi. Un dato sui Nonfarm Payrolls nettamente superiore alle attese ha rimesso in discussione l’intero scenario di politica monetaria, spingendo i rendimenti dei Treasury a livelli che non si vedevano da mesi e colpendo duramente il comparto tecnologico.
I numeri chiave della seduta
- L’S&P 500 ha ceduto l’1%
- Il Nasdaq Composite ha perso l’1,6%
- Il Dow Jones Industrial Average ha limitato i danni con un calo di 151 punti (-0,3%)
- I Nonfarm Payrolls hanno raggiunto quota 172.000, contro stime comprese tra 80.000 e 85.000
- Il dato di aprile è stato rivisto al rialzo a 179.000
Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale ha superato il 4,5%, mentre il trentennale ha sfondato la soglia del 5%. I money market hanno improvvisamente prezzato una probabilità del 98% di rialzo dei tassi entro fine anno, partendo da un livello del 60% prima della pubblicazione del report.
Analisi tecnica dell’S&P 500
Il quadro grafico giornaliero
L’indice ha rotto al ribasso un minimo minore a 7.499,72, segnalando un cambio di momentum. Il trend principale resta rialzista e non si invertirà finché non sarà violato il livello di 7.333,68. Un movimento sopra 7.620,90 riconfermerebbe invece la tendenza al rialzo.
L’area critica da monitorare è la zona di ritracciamento 50%-61,8%, compresa tra 7.477,29 e 7.443,40. Considerando che il trend principale è ancora positivo, gli operatori potrebbero cercare ingressi al primo test di questa fascia di supporto. Tuttavia, una rottura sotto 7.443,40 potrebbe innescare un’accelerazione ribassista.
Si sta inoltre formando un potenziale weekly closing price reversal top: se confermato la prossima settimana, potrebbe inaugurare una correzione di 2-3 settimane.
Il mercato del lavoro spegne le speranze di taglio dei tassi
Le stime degli analisti erano nettamente più caute: Wall Street si aspettava 80.000 nuovi posti di lavoro, Goldman Sachs 60.000 e Vanguard appena 20.000. L’economia americana ne ha invece generati 172.000, con il tasso di disoccupazione stabile al 4,3% per il terzo mese consecutivo.
Un mercato del lavoro più resiliente del previsto
I dati confermano che il labor market statunitense non sta rallentando. I licenziamenti restano contenuti e le imprese continuano a trattenere la forza lavoro nonostante:
- Le incertezze legate alle politiche commerciali
- La pressione inflazionistica persistente
- Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente
Lo stimolo fiscale e la solidità degli utili aziendali stanno sostenendo i livelli occupazionali. Quello che doveva essere il via libera a una politica monetaria accomodante si è trasformato in nuove munizioni per i falchi della Fed.
Rendimenti in fuga: la Fed potrebbe alzare i tassi
Il mercato monetario sconta ora una probabilità del 98% di un rialzo di 25 punti base entro fine 2026, contro il 60% precedente al dato. Il rendimento del Treasury decennale ha superato il 4,5%, mentre il trentennale ha oltrepassato il 5%.
L’agenda di Kevin Warsh
Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh presiederà la sua prima riunione di politica monetaria entro fine mese. Il dibattito non riguarda più quando la Fed taglierà i tassi, ma se procederà a un nuovo rialzo. Questo cambio di prospettiva ha colpito in modo particolarmente severo i titoli growth: rendimenti più alti riducono il valore attuale degli utili futuri, penalizzando un Nasdaq composto da società valutate proprio su queste proiezioni.
Semiconduttori in caduta: il selloff tocca la terza seduta
Il Philadelphia Semiconductor Index ha perso oltre il 5% venerdì, segnando la terza sessione consecutiva di vendite nel comparto chip.
I principali ribassi nel settore
- Nvidia: -2,5%
- Marvell Technology: oltre -8%
- Arm Holdings: -5%
- Intel, AMD, Micron Technology e Broadcom: tra -4,2% e -6,2%
- In ribasso anche Lam Research, Seagate Technology e Sandisk
Il trade sull’hardware per l’intelligenza artificiale è stato il motore del rally dai minimi di marzo fino ai record storici. Due giorni di ricadute dopo i risultati di Broadcom, uniti al dato sui payrolls che ha spinto i rendimenti sopra il 4,5%, hanno fornito agli investitori molteplici ragioni per realizzare profitti. Il settore tecnologico nel suo complesso ha perso il 2,5%, scendendo per la terza seduta consecutiva.
Citi ha annunciato una riduzione dell’esposizione equity dopo il rally, citando preoccupazioni inflazionistiche e posizionamento eccessivo. La banca mantiene una visione costruttiva di lungo periodo sull’azionario USA, ma il messaggio di breve termine è inequivocabile: ridurre il rischio.
La rotazione settoriale tiene a galla parte del mercato
Nonostante il calo dell’1% dell’indice, sei degli undici settori dell’S&P 500 hanno chiuso in territorio positivo. I consumer staples hanno guidato i rialzi. Il capitale in uscita dal tech non sta abbandonando il mercato, ma si sta riallocando verso società con cash flow stabili e minore sensibilità al costo del denaro.
È la stessa rotazione che giovedì aveva portato il Dow Jones a un nuovo record, e che ha retto anche venerdì nonostante lo shock occupazionale.
I titoli protagonisti della seduta
Ribassi significativi
- Lululemon: fino a -13% dopo il taglio delle previsioni annuali su utili e ricavi, con un outlook trimestrale debole
- Guidewire Software: -14% nonostante risultati superiori alle attese
- Docusign: -4% per una guidance sui ricavi sotto le aspettative
Rialzi rilevanti
- ServiceTitan: +16% dopo l’aumento della guidance annuale
- Argan: +11% grazie a una trimestrale superiore alle stime
- Cooper Companies: oltre +5% per utili e ricavi sopra le attese
- Chipotle Mexican Grill: +1,5% dopo l’upgrade di JPMorgan
Mondo crypto sotto pressione
Il Bitcoin è sceso sotto i 63.000 dollari, trascinando al ribasso anche Strategy, Coinbase e Robinhood.
Cosa monitorare nelle prossime sedute
Il dato dei 172.000 nuovi posti di lavoro ha riscritto lo scenario di mercato per la settimana entrante. La probabilità del 98% di un rialzo dei tassi e il rendimento del decennale sopra il 4,5% esercitano una pressione diretta sui titoli growth. Il selloff sui chip è già al terzo giorno.
Eventi chiave all’orizzonte
- Prima riunione di politica monetaria del presidente Fed Kevin Warsh a fine mese
- Stallo nei negoziati USA-Iran, con il petrolio in rialzo
- Combinazione di dati occupazionali forti e inflazione elevata che lascia zero margini alla Fed per allentare
La rotazione verso consumer staples, finanziari e healthcare ha tenuto durante le vendite di venerdì, e questo capitale non tornerà sui chip finché i rendimenti non scenderanno.
Scenario tecnico operativo
L’S&P 500 ha violato il minimo minore a 7.499,72 e il momentum si è spostato al ribasso. Il primo test sarà la zona di supporto compresa tra 7.477,29 e 7.443,40. Si sta formando un weekly closing price reversal top: se confermato la prossima settimana, potrebbe seguire una correzione di 2-3 settimane, configurando uno scenario di consolidamento dopo i massimi storici recentemente raggiunti.

