Il Dollaro USA arretra dopo dati macro deludenti

Il Dollar Index (DXY) registra un’inversione ribassista, penalizzato dalla pubblicazione di una serie di dati macroeconomici statunitensi inferiori alle previsioni degli analisti. La reazione del mercato forex è stata immediata, con le principali coppie valutarie che hanno mostrato dinamiche divergenti a seconda della sensibilità verso il dollaro e dei flussi legati alle materie prime.

Punti chiave della sessione

  • EUR/USD in rialzo verso area 1,1650, sostenuto dal focus sui report economici USA.
  • USD/CAD in ritirata sulla scia della rinnovata domanda per le valute legate alle commodity.
  • USD/JPY si allontana dai massimi pluri-settimanali, in scia al calo dei rendimenti dei Treasury.

Dati macro USA: PIL e inflazione PCE sotto le attese

Il dato sulla crescita del PIL statunitense si è attestato al +1,6% nel primo trimestre, contro un consenso di analisti pari al +2,0%. Una lettura significativamente più debole, che ha agito da catalizzatore ribassista sul biglietto verde, alimentando le aspettative di una Federal Reserve più accomodante nei prossimi mesi.

Sul fronte dei prezzi, il PCE Price Index – indicatore di inflazione preferito dalla Fed – è cresciuto del +0,4% su base mensile in aprile, contro attese del +0,5%. Anche il Core PCE ha sorpreso al ribasso con un +0,2%, rispetto al +0,3% atteso. Una combinazione che ha rafforzato la narrativa di un raffreddamento dell’inflazione sottostante.

I dati sul mercato del lavoro hanno mostrato invece un leggero deterioramento: le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono salite a 215.000 unità, contro un consenso di 211.000.

Livelli tecnici sul Dollar Index

Il DXY sta tentando di consolidare al di sotto del supporto chiave in area 98,85 – 99,00. Una rottura confermata aprirebbe la strada verso il prossimo supporto tecnico, individuato nella fascia 98,00 – 98,15.

EUR/USD: spinta rialzista con il calo del petrolio

L’EUR/USD ha guadagnato terreno beneficiando di un duplice driver: la debolezza del dollaro e il ribasso dei prezzi del greggio. Il Brent è sceso sotto la soglia dei 94 dollari al barile dopo che un report di Axios ha segnalato un accordo tra Stati Uniti e Iran per estendere il cessate il fuoco, accordo che necessita ancora dell’approvazione del Presidente Trump.

A sostegno della moneta unica anche il dato sull’Economic Sentiment dell’Area Euro, salito da 93,2 di aprile a 93,5 di maggio, battendo le attese fissate a 92,8.

Scenario tecnico EUR/USD

La resistenza più prossima si colloca nell’intervallo 1,1665 – 1,1680. Un breakout convincente di questa area aprirebbe lo spazio per un test della successiva resistenza posizionata tra 1,1770 e 1,1785.

GBP/USD: test della resistenza in area 1,3450 – 1,3465

La sterlina britannica ha messo a segno un rimbalzo significativo contro il dollaro, beneficiando del miglior clima di propensione al rischio favorito dal ribasso delle quotazioni petrolifere. Il pair sta ora cercando di riportarsi stabilmente sopra la resistenza in area 1,3450 – 1,3465.

In caso di rottura confermata, il prossimo target tecnico si posiziona nella fascia 1,3535 – 1,3550, dove transita un’importante area di offerta storica.

USD/CAD: ritracciamento dai massimi recenti

Il dollaro canadese ha recuperato terreno insieme alle altre valute commodity-linked, mentre i trader hanno spostato l’attenzione sugli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. La distensione delle tensioni ha favorito un riprezzamento del rischio sui mercati valutari.

Analisi tecnica USD/CAD

Da un punto di vista grafico, il cross si dirige verso il supporto in area 1,3775 – 1,3790. Una violazione ribassista di questo livello aprirebbe la strada al test del successivo supporto tra 1,3700 e 1,3715. L’RSI si trova in territorio moderato, lasciando ampio margine per ulteriore momentum ribassista nel breve termine.

USD/JPY: rendimenti Treasury in calo pesano sul cambio

Il USD/JPY si allontana dai massimi pluri-settimanali, riflettendo la discesa dei rendimenti sui titoli di Stato americani. Il rendimento del Treasury a 2 anni è sceso verso il 4,02%, mentre quello del decennale si è stabilizzato sotto il 4,45%.

Livelli chiave da monitorare

Qualora il pair perdesse la media mobile a 50 periodi posizionata a 159,10, il primo supporto di rilievo si trova in area 158,00 – 158,50. Una rottura sotto quota 158,00 potrebbe innescare ulteriore pressione ribassista, con accelerazione del momentum negativo nel breve periodo.