Wall Street inverte la rotta sulle speranze di tregua tra USA e Iran
I mercati azionari statunitensi hanno invertito la tendenza negativa nella seduta di giovedì, mentre le borse europee hanno ridotto le perdite, sulla scia delle indiscrezioni relative a un’intesa tra Stati Uniti e Iran per prolungare il cessate il fuoco e avviare un tavolo negoziale. L’accordo emerge dopo un’escalation militare che ha visto i due Paesi scambiarsi attacchi aerei nelle scorse ore.
L’indice S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno cancellato le perdite della mattinata, mentre i listini europei, pur rimanendo in territorio negativo, si sono allontanati dai minimi di giornata.
I dettagli dell’intesa diplomatica
Secondo quanto riportato dal portale Axios, l’accordo deve ancora ricevere il via libera del Presidente Donald Trump. La svolta diplomatica arriva dopo che Teheran ha colpito una base aerea statunitense in Kuwait e Washington ha bombardato quello che ha definito un complesso di droni iraniani in prossimità dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto marittimo del petrolio mondiale.
Lo stesso Trump aveva inizialmente smentito le notizie su un possibile compromesso tra le due capitali, alimentando volatilità sui mercati finanziari globali.
Dati macroeconomici USA: cresce il rischio stagflazione
La giornata è stata caratterizzata da una raffica di indicatori macroeconomici dagli Stati Uniti che hanno disegnato un quadro economico preoccupante:
- Il PIL del primo trimestre 2026 è cresciuto a un ritmo più lento rispetto alle stime preliminari;
- Il tasso di risparmio è sceso ai minimi da giugno 2022;
- L’inflazione continua a mostrare segnali di accelerazione;
- I nuovi ordini di beni capitali core – considerati un termometro degli investimenti aziendali – hanno registrato un calo inatteso.
Il dilemma della Fed guidata da Kevin Warsh
Questa combinazione di crescita anemica e prezzi in rialzo pone la Federal Reserve, oggi presieduta da Kevin Warsh, di fronte a un complesso bivio di politica monetaria.
“I numeri di oggi indicano semplicemente che abbiamo un problema di stagflazione, e questo rappresenta una grande difficoltà per la Fed”, ha commentato Peter Cardillo, chief market economist presso Spartan Capital Securities a New York. “Abbiamo una crescita debole e un’inflazione in aumento: questo suggerisce che un rialzo dei tassi è diventato uno scenario più realistico rispetto a un taglio.”
Performance dei principali indici azionari
Wall Street
- Dow Jones Industrial Average: -50,09 punti (-0,10%) a 50.594,19;
- S&P 500: +18,40 punti (+0,24%) a 7.538,76;
- Nasdaq Composite: +53,37 punti (+0,21%) a 26.731,28.
Borse europee e mercati emergenti
I listini europei hanno chiuso in ribasso, penalizzati dalle tensioni geopolitiche e dai timori per una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, che potrebbe minare la salute dell’economia globale.
- STOXX 600 paneuropeo: -0,48%;
- FTSEurofirst 300: -12,20 punti (-0,49%);
- Indice MSCI globale: sostanzialmente piatto a 1.122,26;
- Indice dei mercati emergenti: -11,71 punti (-0,67%) a 1.727,42.
Materie prime: il petrolio resta sostenuto nonostante la distensione
Le quotazioni del greggio hanno mantenuto un’intonazione positiva malgrado le notizie sui progressi diplomatici, riflettendo la cautela degli operatori sull’effettiva tenuta dell’intesa:
- WTI: +1,22% a 89,72 dollari al barile;
- Brent: +1% a 95,22 dollari al barile.
Oro tra inflazione e geopolitica
I prezzi dell’oro hanno ridotto le perdite iniziali dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione USA e le notizie sull’estensione del cessate il fuoco:
- Oro spot: -0,01% a 4.456,53 dollari l’oncia;
- Futures sull’oro: +0,15% a 4.454,90 dollari l’oncia.
Obbligazionario: rendimenti USA in calo
I rendimenti dei Treasury statunitensi si sono mossi al ribasso dopo le indiscrezioni sull’intesa provvisoria tra Washington e Teheran:
- Treasury a 10 anni: -1,6 punti base al 4,465% (dal 4,481% di mercoledì);
- Treasury a 30 anni: -1,6 punti base al 4,9948% (dal 5,011%);
- Treasury a 2 anni, sensibile alle aspettative sui tassi Fed: -0,8 punti base al 4,025% (dal 4,033%).
Forex: dollaro in ribasso dopo i dati macro deludenti
Sul mercato dei cambi, il dollaro statunitense ha perso terreno contro le principali valute, penalizzato dalla lettura complessivamente negativa dei dati economici:
- Dollar Index: -0,23% a 99,07;
- EUR/USD: +0,2% a 1,1647;
- USD/JPY: -0,14% a 159,29.
Criptovalute sotto pressione
Il comparto delle criptovalute ha subito una correzione significativa, in controtendenza rispetto al recupero dell’equity statunitense:
- Bitcoin: -3,11% a 72.828,83 dollari;
- Ethereum: -3,63% a 1.985,39 dollari.
Prospettive per gli investitori italiani
Lo scenario che si delinea richiede particolare attenzione da parte degli investitori europei e italiani. La combinazione di rischio stagflazione negli Stati Uniti, tensioni geopolitiche in Medio Oriente e potenziale stretta monetaria della Fed potrebbe innescare ulteriore volatilità sui mercati azionari del Vecchio Continente, già esposti alle dinamiche del prezzo del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Il rafforzamento dell’euro contro il dollaro, se confermato, potrebbe inoltre incidere sui margini delle aziende europee esportatrici, in particolare nei settori del lusso, dell’automotive e della meccanica industriale, comparti chiave per il listino di Piazza Affari.

