Dalla causa legale alla Borsa: la nuova sfida tra Musk e Altman
La battaglia tra Elon Musk e Sam Altman, un tempo amici e cofondatori, ha cambiato terreno di scontro. Dopo la sconfitta legale di Musk contro il CEO di OpenAI, decisa lunedì da una corte federale, i due miliardari si preparano ora a una sfida ben più ambiziosa: portare le rispettive aziende sul mercato azionario con quelle che potrebbero rivelarsi le IPO più importanti della storia tecnologica.
SpaceX, la società di Musk, ha raggiunto una valutazione di 1.250 miliardi di dollari a febbraio dopo la fusione con la startup di intelligenza artificiale xAI, e potrebbe depositare il prospetto informativo già nei prossimi giorni. OpenAI, fondata da Musk nel 2015 prima della rottura sfociata nella causa, vale oltre 850 miliardi di dollari e punta a un possibile debutto sui listini entro la fine del 2026.
Un debutto senza precedenti nella storia di Wall Street
Per mettere in prospettiva l’entità di queste operazioni, basti pensare che soltanto Facebook e Alibaba hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari di capitalizzazione al primo giorno di contrattazioni sui mercati statunitensi. Le valutazioni di SpaceX e OpenAI rappresenterebbero un salto quantico rispetto a qualsiasi precedente quotazione tecnologica.
«Lo spettacolo è finito», ha dichiarato Gene Munster, managing partner di Deepwater Asset Management, a CNBC. «Ora si entra nel concreto: vedremo cosa queste aziende sapranno davvero costruire intorno all’AI».
L’esito della causa: una sconfitta tecnica per Musk
Nel 2024 Musk aveva citato in giudizio OpenAI e Altman, accusandoli di aver tradito la promessa di mantenere il laboratorio di AI come organizzazione non-profit. Negli ultimi due anni la guerra mediatica tra le due parti ha raggiunto toni sempre più aspri.
Una giuria consultiva ha stabilito lunedì che Musk ha atteso troppo tempo per intentare la causa, decisione immediatamente recepita dalla giudice distrettuale Yvonne Gonzalez Rogers. Il tribunale non si è pronunciato sul merito delle accuse di «violazione del trust di natura caritatevole», ma ha rilevato che esse ricadono fuori dal termine di prescrizione triennale.
Gli avvocati di Musk hanno annunciato ricorso alla 9ª Corte d’Appello degli Stati Uniti. In un post su X, Musk ha definito la sentenza un «tecnicismo di calendario», sostenendo: «Non c’è dubbio per chi segue il caso che Altman e Brockman si siano arricchiti sottraendo risorse a un’organizzazione benefica. L’unica questione è QUANDO lo abbiano fatto».
Le reazioni degli investitori: «Un perdente risentito»
Il ricorso annunciato non è una buona notizia per chi guarda alla quotazione di SpaceX. Ross Gerber, CEO di Gerber Kawasaki e storico sostenitore delle aziende di Musk, ha commentato senza filtri: «Non capisce come viene percepito dal pubblico. Viene visto come un perdente risentito. Un altro ha successo e lui è geloso».
Gerber ha inoltre sottolineato la contraddizione di Musk nel presentarsi come paladino delle organizzazioni non-profit, ricordando come il New York Times, sulla base di dichiarazioni fiscali, abbia documentato che la Musk Foundation non avrebbe distribuito il minimo legale di donazioni e che gran parte dei contributi sarebbe finita a organizzazioni vicine allo stesso Musk.
SpaceX: governance e conflitti di interesse sotto la lente
Al di là della vicenda giudiziaria, Musk deve affrontare la sfida cruciale di delineare una strategia di lungo periodo per SpaceX. Il core business resta il lancio di razzi riutilizzabili sotto contratti governativi, con il dodicesimo test di volo di Starship previsto questa settimana dalla base texana di Starbase.
L’ecosistema SpaceX include inoltre:
- Starlink, il servizio internet satellitare
- xAI, recentemente acquisita, che comprende il social network X
- L’opzione di acquisto della startup di AI coding Cursor per 60 miliardi di dollari, siglata il mese scorso
L’allarme dei fondi pensione pubblici
La scorsa settimana i vertici dei principali sistemi pensionistici pubblici statunitensi, che gestiscono complessivamente oltre 1.000 miliardi di dollari di asset, hanno inviato una lettera ai dirigenti di SpaceX esprimendo preoccupazione per la «struttura di governance estrema e inedita» dell’azienda e per la mancanza di tutele per gli azionisti.
Particolarmente critica la questione del tempo che Musk può effettivamente dedicare a SpaceX: i pacchetti retributivi basati su milestone presso SpaceX e Tesla mettono di fatto le due società «in competizione tra loro per l’attenzione del medesimo amministratore delegato».
OpenAI dopo il processo: un sollievo, non una vittoria
Sebbene il verdetto sia stato un successo netto per OpenAI, la sua conclusione porta più sollievo che entusiasmo. Altman può tornare a concentrarsi sull’azienda, ma soltanto dopo che gli avvocati di Musk hanno sollevato una serie di questioni delicate che gli investitori potenziali non potranno ignorare.
L’integrità di Altman sotto accusa
Il team legale di Musk ha ripetutamente messo in discussione il carattere di Altman, accusandolo di scarsa affidabilità e di mentire abitualmente. Durante la testimonianza, ad Altman è stato chiesto conto di varie persone che hanno espresso perplessità sul suo comportamento, tra cui Dario Amodei, cofondatore di Anthropic ed ex dipendente di OpenAI.
Sono tornati alla ribalta anche gli eventi del 2023, quando il board di OpenAI licenziò brevemente Altman sostenendo che «non fosse stato costantemente sincero nelle comunicazioni». «Non stavo cercando di ingannare il consiglio», ha dichiarato Altman durante la deposizione.
Il nodo della liquidità e la corsa al capitale
Resta poi il problema dei capitali. Altman e altri dirigenti hanno testimoniato che OpenAI necessita di una quantità straordinaria di risorse finanziarie per garantirsi la potenza di calcolo richiesta dall’addestramento dei modelli di AI di frontiera.
L’azienda ha già raccolto oltre 180 miliardi di dollari dagli investitori e continua a bruciare cassa a un ritmo storico. Mentre Altman spinge verso l’IPO, è sotto pressione per dimostrare la sostenibilità del modello economico, in un contesto di concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto da parte di Anthropic, leader emergente nei segmenti enterprise e AI coding.
Anthropic incalza: la corsa a tre per l’AI
Dall’inizio del processo, Anthropic ha annunciato:
- Una nuova società di servizi AI enterprise
- Agenti AI specializzati per i servizi finanziari
- Un importante accordo per capacità di calcolo presso il data center xAI Colossus 1 di Memphis, Tennessee
Parallelamente, Altman deve gestire i cambiamenti ai vertici. Durante il processo, Greg Brockman, presidente di OpenAI e altro imputato chiave nel caso, ha ufficialmente assunto la guida della strategia di prodotto. Brockman aveva preso ad interim queste responsabilità ad aprile, quando Fidji Simo aveva annunciato un congedo medico significativo per una condizione neuroimmunitaria in peggioramento.
L’effetto «first-mover» favorisce SpaceX
Secondo Jake Dollarhide, CEO di Longbow Asset Management, OpenAI deve fare i conti con la concreta possibilità che SpaceX arrivi per prima sui mercati pubblici, con Anthropic non lontana.
«La vittoria in tribunale di Altman potrebbe avere vita breve, considerato che Musk con SpaceX e xAI sarà probabilmente il primo a quotarsi, beneficiando dell’effetto first-mover», ha scritto Dollarhide. «Se Altman non si muove con cautela, Anthropic potrebbe replicare la mossa con la successiva IPO, lasciando OpenAI nella scomoda posizione di terza arrivata, costretta a contendersi l’interesse residuo degli investitori tra queste icone dell’AI».
Cosa aspettarsi per gli investitori italiani
Per il pubblico europeo e italiano, queste IPO rappresenteranno un evento cruciale anche in termini di esposizione indiretta: molti fondi tematici sull’intelligenza artificiale, ETF tecnologici e prodotti strutturati potrebbero modificare significativamente la propria composizione. La volatilità attesa nei giorni immediatamente successivi al debutto richiederà una valutazione attenta del rapporto rischio/rendimento, soprattutto considerando valutazioni che già scontano aspettative di crescita estremamente elevate.
Il 2026 si conferma l’anno spartiacque per la finanziarizzazione dell’AI: i prossimi mesi diranno se queste valutazioni miliardarie troveranno conferma nei fondamentali o se assisteremo a una correzione che ricorderà le bolle tecnologiche del passato.

