Il fragile cessate il fuoco tra USA e Iran scuote i mercati globali

L’incertezza che circonda la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran, definita dal presidente Trump come “appesa a un filo”, sta erodendo l’appetito per il rischio sui mercati finanziari. Il Brent e il WTI avanzano di oltre 3 dollari al barile, mentre obbligazioni ed equity subiscono pressioni di vendita generalizzate. Il dollaro statunitense si rafforza contro tutte le valute del G10, ad eccezione della corona norvegese, mentre la maggior parte delle valute emergenti registra ribassi.

Tensioni geopolitiche e movimenti valutari

In vista dell’incontro Xi-Trump previsto nel corso della settimana, la People’s Bank of China ha proseguito la graduale riduzione del fixing del dollaro contro lo yuan. Sul fronte giapponese, il Segretario al Tesoro Bessent si trova a Tokyo e, secondo le indiscrezioni dei media, “comprende” la politica valutaria nipponica – una posizione ben distante da quella adottata a gennaio, quando il Tesoro aveva incaricato la Federal Reserve di monitorare i prezzi.

Focus sui dati USA: CPI di aprile sotto i riflettori

Oggi gli Stati Uniti pubblicheranno i dati sull’inflazione di aprile. Il consensus prevede un’accelerazione del tasso headline al 3,7% dal precedente 3,3%, mentre la componente core dovrebbe salire al 2,7% dal 2,6%. Con i progressi nel processo di conferma di Warsh, il mercato degli swap ha incrementato le probabilità di un rialzo dei tassi entro l’anno al 31%, il livello più alto da fine marzo. Tuttavia, le altre principali banche centrali sono attese muoversi prima e con maggiore intensità.

Analisi delle valute G10

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Euro sotto pressione

L’EUR/USD si è mosso in un range ristretto di circa un quinto di centesimo nella sessione nordamericana di ieri, tra 1,1765 e 1,1785. Oggi la divisa europea è stata venduta costantemente, perforando in Europa i minimi precedenti a circa 1,1745. Sono in scadenza opzioni per circa 1,9 miliardi di euro al livello 1,1750. I dati del Commitment of Traders relativi alla settimana terminata il 5 maggio mostrano che gli orsi hanno incrementato le posizioni corte più di quanto i tori abbiano aumentato quelle lunghe. La posizione netta lunga speculativa si attesta su circa 32.200 contratti, ben lontana dal picco triennale di 180.000 contratti raggiunto a metà febbraio.

Yen e politica BOJ

Il rialzo dei rendimenti USA ha sospinto il dollaro verso i massimi di seduta in Nord America, leggermente sopra 157,25 yen. Oggi USD/JPY ha esteso i guadagni fino a 157,75. Il biglietto verde resta tuttavia all’interno del range della scorsa settimana (155-158), entro cui si ritiene che la Bank of Japan sia intervenuta. Gli operatori potrebbero adottare prudenza in prossimità dell’estremo superiore del range, temendo un nuovo intervento ufficiale.

Sterlina tra pressioni politiche e geopolitiche

La sterlina, sorprendentemente resiliente ieri, è scesa oggi a un minimo di cinque giorni vicino a 1,3500. Sono in scadenza opzioni per circa 375 milioni di sterline al livello 1,3495. Il dato più interessante è la correlazione inversa tra GBP e variazioni dei rendimenti dei Gilt a 2 e 10 anni, attualmente vicina a -0,50, il livello più estremo da ottobre-novembre dello scorso anno. Le tensioni politiche aggravano le pressioni geopolitiche: quasi il 20% dei parlamentari laburisti sembrerebbe favorevole alle dimissioni di Starmer, che continua tuttavia a resistere. I rendimenti dei Gilt UK sono saliti di altri 10 punti base oggi, avvicinandosi al 5,10%, massimo dal 2008.

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Dollaro canadese e australiano

Il USD/CAD si muove nel range CAD1,3640-CAD1,3715 e oggi sta testando l’estremo superiore. Una rottura convincente aprirebbe la strada verso CAD1,3750. L’AUD/USD appare appesantito ma rimane confinato in un range. Il primo bilancio del Tesoriere australiano Chalmers ha proiettato un deficit più ampio del previsto, riducendo le agevolazioni fiscali per i proprietari immobiliari per affrontare le diseguaglianze intergenerazionali.

Mercati emergenti

Peso messicano e yuan cinese

Il dollaro ha consolidato il recente minimo contro il peso messicano, scivolando brevemente a quasi MXN17,16 prima di risalire a MXN17,2580 in Europa. Contro lo yuan offshore, il biglietto verde ha toccato un minimo poco sotto CNH6,79, livello non visto dal febbraio 2023. La PBOC ha fissato il riferimento a CNY6,8426, un nuovo minimo.

Rupia indiana sui minimi storici

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I prezzi elevati del petrolio hanno pesato sulla rupia indiana, scesa a nuovi minimi storici vicino a INR95,7440. Si riferisce di un intervento non aggressivo della banca centrale, mentre sarebbero allo studio nuove misure di sostegno, inclusi controlli sulle importazioni.

Equity, obbligazioni e materie prime

Mercati azionari sotto pressione

I principali listini asiatici hanno chiuso in ribasso, con le eccezioni di Giappone, Taiwan e Singapore. Il benchmark sudcoreano ha registrato il primo calo del mese (-2,2%). Lo Stoxx 600 europeo cede circa lo 0,7%, mentre i futures S&P sono in calo dello 0,3% e quelli sul Nasdaq circa il doppio.

Rendimenti obbligazionari in rialzo globale

Il rendimento del JGB decennale giapponese è salito di 3,5 pb a quasi 2,56%, nuovo massimo da oltre 30 anni, nonostante la solida domanda all’asta odierna. I rendimenti europei a 10 anni sono prevalentemente in rialzo di 4-6 pb, con il Gilt britannico in evidenza (+10 pb verso il 5,10%). Il Treasury decennale USA è in rialzo di circa 1,5 pb al 4,43%.

Oro, argento e petrolio

L’oro ha esteso i guadagni di ieri fino a 4.773,50 dollari prima di ritracciare sotto i 4.700 a 4.687,55. L’argento ha superato i massimi di aprile testando quota 86 dollari, raggiungendo 87,20 prima di ripiegare sotto 84. Il WTI con scadenza giugno ha raggiunto 101,75 dollari, massimo di quattro sessioni, rimanendo entro il range della scorsa settimana (massimo a 102,70).

Calendario macroeconomico e dati chiave

Stati Uniti

Il dato di inflazione di aprile è atteso in salita dello 0,6% mese su mese dopo il +0,9% di marzo, portando il tasso annuo al 3,7%. La componente core dovrebbe crescere dello 0,3% (2,7% annuo). In serata sarà reso noto il bilancio federale di aprile, con un surplus atteso di 219 miliardi di dollari (rispetto ai 258,4 miliardi di aprile 2025).

Europa e Germania

Il sondaggio ZEW tedesco ha mostrato un deterioramento della valutazione sulla situazione corrente a -77,8 (da -73,7), il livello più basso dell’anno. Sorprendentemente, la componente aspettative è salita a -10,2 da -17,2. L’Italia ha completato il quadro della produzione industriale tra le quattro maggiori economie con un +0,7% (sopra le attese dello 0,2%), dopo il +1,0% francese e il +2,3% spagnolo. La produzione industriale tedesca è inaspettatamente calata dello 0,7%.

Giappone e India

Nonostante l’aumento dei salari reali, i consumi reali delle famiglie giapponesi sono diminuiti del 2,9% annuo a marzo, quarto calo consecutivo. Il Giappone pubblicherà il PIL del Q1 2026 il 19 maggio, con la spesa al consumo che sembra essersi rallentata a meno dell’1% – il dato più debole dalla fine del 2024. L’inflazione indiana è salita al 3,48% in aprile, massimo da marzo 2025, avvicinandosi al tetto del 4% fissato dalla Reserve Bank of India. Il mercato degli swap sconta un rialzo dei tassi entro fine anno, possibilmente anticipato data la debolezza della rupia e lo spazio limitato per assorbire ulteriori rincari petroliferi.