La FCA britannica apre un’indagine antitrust su PayPal, Visa e Mastercard
La Financial Conduct Authority (FCA), l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari del Regno Unito, ha avviato un’indagine formale nei confronti di PayPal, Visa e Mastercard. Al centro dell’inchiesta vi sono i possibili effetti distorsivi sulla concorrenza derivanti dagli accordi contrattuali che regolano il funzionamento del digital wallet di PayPal. L’indagine pone sotto osservazione una delle infrastrutture di pagamento più utilizzate al mondo e, di riflesso, mette in luce il sistema di rails che broker Forex e CFD operanti nel Regno Unito impiegano quotidianamente per ricevere i depositi dai clienti.
Il perimetro dell’inchiesta: Competition Act 1998
La FCA ha precisato di star conducendo l’indagine su Mastercard, PayPal e Visa ai sensi del Capitolo I del Competition Act 1998, mentre Mastercard e Visa sono esaminate anche in base al Capitolo II della stessa normativa. Il regolatore sospetta che specifiche clausole contrattuali legate al wallet di PayPal possano limitare la concorrenza sul mercato britannico dei pagamenti digitali. In particolare:
- Capitolo I: vieta gli accordi che impediscono, restringono o falsano la concorrenza.
- Capitolo II: proibisce l’abuso di posizione dominante.
Qualora emergessero violazioni, la FCA potrà emettere uno “statement of objections”, concedendo alle società la possibilità di replicare prima di una decisione definitiva.
La conferma di PayPal nel financial report
PayPal ha confermato l’avvio dell’inchiesta nel proprio rendiconto finanziario, dichiarando di aver ricevuto le notifiche d’indagine e le richieste di informazioni dalla FCA nel marzo 2026. Le richieste riguardano specificamente i termini contrattuali tra PayPal e i due circuiti di carte. Nel documento ufficiale si legge: “Nel marzo 2026 abbiamo ricevuto comunicazioni di indagine e relative richieste di informazioni da parte della Financial Conduct Authority del Regno Unito, ai sensi del Competition Act 1998, riguardanti determinate disposizioni contenute negli accordi contrattuali di PayPal con Visa e Mastercard relativi al funzionamento e all’utilizzo del digital wallet di PayPal. Stiamo cooperando pienamente con la FCA.” Al momento, la FCA non ha raggiunto alcuna conclusione né ha rilevato violazioni della normativa antitrust. L’istruttoria prosegue nella fase di raccolta delle evidenze.
Impatto su broker Forex e CFD: le rails di pagamento sotto osservazione
L’aspetto più rilevante per l’industria del trading retail è che l’indagine investe direttamente le stesse infrastrutture di pagamento utilizzate dai principali broker autorizzati dalla FCA per ricevere i fondi dei clienti. Allo stato attuale, l’inchiesta non modifica le modalità di deposito sui conti di trading, ma indica con chiarezza che i regolatori stanno esaminando con maggiore attenzione i termini commerciali che governano questi sistemi “quotidiani”, valutando se possano distorcere la scelta o il pricing dei pagamenti destinati ai conti di trading.
I broker coinvolti dall’ecosistema dei pagamenti
Molti broker di primo piano regolamentati dalla FCA si appoggiano proprio a questo ecosistema:
- IG: accetta depositi tramite Visa, Mastercard e PayPal.
- CMC Markets: supporta Visa e Mastercard, e in alcune giurisdizioni anche PayPal.
- Pepperstone: consente il funding tramite Visa, Mastercard e PayPal oltre ai bonifici bancari.
- Plus500: offre le medesime opzioni di pagamento, integrando carte e wallet con i trasferimenti bancari.
Un eventuale intervento regolatorio sulle commissioni o sui termini contrattuali tra wallet e circuiti potrebbe quindi avere effetti a cascata sui costi operativi dei broker e, indirettamente, sull’esperienza dei trader retail.
Lo scenario globale: pressione regolatoria crescente sui giganti dei pagamenti
L’indagine della FCA si inserisce in un contesto internazionale di crescente attenzione regolatoria verso le big del payment processing.
Gli Stati Uniti: avvertimenti della FTC
Negli USA, la Federal Trade Commission (FTC) ha inviato formali warning letter a Visa, Mastercard, PayPal e Stripe, intimando di non praticare il cosiddetto “debanking” né di negare servizi ai clienti sulla base di opinioni politiche o religiose. La FTC ha inoltre avvertito che tali pratiche potrebbero attivare indagini ed enforcement ai sensi della Sezione 5 del FTC Act.
L’accordo da 38 miliardi di dollari sulle swipe fee
Lo scorso anno, Visa e Mastercard hanno raggiunto un accordo rivisto da 38 miliardi di dollari con i merchant statunitensi, ponendo fine a una controversia antitrust ventennale sulle commissioni interbancarie. L’accordo prevede:
- Una riduzione media delle commissioni sulle carte di credito di 0,1 punti percentuali per cinque anni.
- Un cap su alcune tariffe applicate ai consumatori.
Nonostante questi impegni, le principali associazioni di categoria del retail hanno criticato l’intesa, sostenendo che i costi rimangono troppo elevati per gli esercenti che accettano pagamenti con carta.
Prospettive: cosa attendersi dai prossimi mesi
L’esito dell’indagine FCA resta incerto, ma il segnale politico è chiaro: i sistemi di pagamento digitale e il ruolo dei grandi circuiti nel determinare l’accesso al mercato saranno oggetto di un controllo sempre più stringente. La FCA opera in questo ambito in modo autonomo rispetto alla vigilanza finanziaria ordinaria prevista dal Financial Services and Markets Act 2000, e parallelamente la Competition and Markets Authority (CMA) può intervenire sulla base della medesima normativa. Per l’industria del Forex e dei CFD, l’esito dell’inchiesta potrebbe tradursi nel medio termine in nuove condizioni commerciali con i provider di pagamento, con potenziali ripercussioni sui costi di deposito, sulla velocità di esecuzione delle transazioni e sulla varietà di metodi di funding offerti ai trader europei e britannici.
