Borse europee sotto pressione per le nuove tensioni USA-Iran

I listini azionari europei hanno aperto la settimana in territorio nettamente negativo, penalizzati dai timori di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran che potrebbe far saltare il fragile cessate il fuoco raggiunto tra le due potenze. L’indice paneuropeo Stoxx 600 cedeva circa l’1,1% a metà seduta di lunedì, con tutti i principali listini e settori regionali in rosso.

La scintilla: sequestro nel Golfo dell’Oman

A scatenare le vendite è stato l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui un cacciatorpediniere della U.S. Navy, dotato di missili guidati, avrebbe aperto il fuoco e disabilitato una nave cargo battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman. A seguire, i Marines sarebbero saliti a bordo sequestrando l’imbarcazione.

Il blitz segna un’ulteriore escalation del blocco navale statunitense nello Stretto, attivo da inizio della settimana scorsa, e arriva poche ore dopo che unità iraniane avevano aperto il fuoco contro navi mercantili in transito nell’area strategica.

Negoziati saltati e minacce incrociate

Teheran considera il blocco navale una violazione del cessate il fuoco e ha usato questa motivazione per annullare i colloqui diplomatici previsti a Islamabad. Trump, dal canto suo, ha alzato i toni minacciando di “distruggere ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran” qualora il governo iraniano non accettasse le condizioni di Washington per porre fine al conflitto. Il cessate il fuoco, peraltro, è destinato a scadere nel corso della settimana.

Lo Stretto di Hormuz di nuovo a rischio

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Dopo aver dichiarato venerdì la riapertura dello Stretto di Hormuz, sabato l’Iran ha fatto marcia indietro, reintroducendo restrizioni al traffico navale. Secondo i media statali iraniani, gli Stati Uniti “non hanno rispettato i propri obblighi”. Ricordiamo che dallo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio mondiale, rendendolo uno dei punti nevralgici più sensibili per i mercati energetici globali.

Settori in forte calo: travel e leisure sotto i riflettori

La rinnovata tensione geopolitica ha colpito duramente i settori più esposti al ciclo economico e ai flussi turistici. Il comparto travel & leisure europeo, che venerdì aveva beneficiato dell’annuncio di riapertura dello Stretto, ha invertito rotta cedendo il 2,4%.

  • Lufthansa: -3,5% circa
  • EasyJet (quotata a Londra): -2,6%
  • TUI, colosso del turismo: -3%

Petrolio e titoli energetici in controtendenza

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Il settore oil & gas europeo ha invece registrato un rialzo dell’1,6%, trainato dai colossi norvegesi. Equinor ha guadagnato il 3,8% e Vår Energi il 3,7%. Bene anche BP (+3,2%), TotalEnergies (+2,3%) e Shell (+2,4%).

Sul fronte delle materie prime, il Brent ha toccato 94,86 dollari al barile, in rialzo del 5%, mentre il WTI con consegna a maggio è salito di quasi il 6% raggiungendo 88,84 dollari, recuperando pienamente il ribasso di venerdì.

Focus su UniCredit: riprende quota il dossier Commerzbank

UniCredit ha perso oltre il 2,2% dopo che l’amministratore delegato Andrea Orcel ha presentato piani ambiziosi per una possibile integrazione con Commerzbank, obiettivo storico dell’istituto italiano. Le azioni della banca tedesca hanno chiuso in rialzo dell’1,1%, segnalando come il mercato giudichi più vantaggiosa l’operazione per l’istituto target. Il dossier resta uno dei temi più seguiti nel panorama del banking europeo, in un contesto di consolidamento transfrontaliero che potrebbe ridisegnare gli equilibri del credito nell’area euro.

Sguardo globale: Asia mista, Wall Street in stand-by

I mercati dell’Asia-Pacifico hanno chiuso in prevalente rialzo, mentre i futures statunitensi segnalavano un’apertura in ribasso dopo una settimana record a Wall Street: S&P 500 e Nasdaq Composite avevano aggiornato i massimi storici sulla scia del cessate il fuoco tra Iran e Libano.

Sul fronte macroeconomico europeo, la giornata di lunedì non prevede pubblicazioni significative di dati né trimestrali rilevanti, lasciando così il timone del sentiment di mercato saldamente nelle mani della geopolitica mediorientale.