Papa Leone XIV lancia l’allarme sull’intelligenza artificiale

In un documento di grande risonanza pubblicato lunedì, Papa Leone XIV ha sollecitato i governi mondiali a rallentare lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale e a sottoporli a una regolamentazione stringente. Il primo pontefice statunitense della storia ha avvertito che queste tecnologie diffondono disinformazione, favoriscono i conflitti e rischiano di condurre l’umanità verso una spirale di guerre senza fine.

L’enciclica, intitolata “Magnifica Humanitas”, rappresenta il primo grande documento programmatico del pontificato e si estende per quasi 43.000 parole. Il testo è stato presentato in un evento vaticano al quale ha partecipato anche Chris Olah, co-fondatore di Anthropic, una delle aziende leader mondiali nell’AI generativa e produttrice degli strumenti Claude.

Armi autonome oltre il controllo umano

Durante la presentazione, il Papa ha espresso preoccupazione per il fatto che alcuni sistemi d’arma autonomi siano progrediti “praticamente oltre ogni possibilità umana di governarli”. Si tratta di un richiamo che assume particolare rilevanza per l’industria della difesa, settore in forte espansione sui mercati finanziari globali, con titoli come Lockheed Martin, RTX e Leonardo che hanno registrato performance significative negli ultimi anni.

Il no all’AI nelle decisioni letali

Leone XIV ha definito “non ammissibile” affidare ai sistemi di intelligenza artificiale decisioni letali, sostenendo che qualsiasi impiego dell’AI in ambito bellico debba essere “soggetto ai più rigorosi vincoli etici”.

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Richiami ai policy maker e alle aziende tech

Il pontefice ha esortato i decisori politici a non lasciare la proprietà dei dati AI esclusivamente nelle mani private, a tutelare i diritti dei lavoratori e a proteggere i minori dai rischi della tecnologia. Ha inoltre invitato a raffreddare la competizione tra le aziende del settore.

“Ciò che serve è un coinvolgimento politico più attivo, capace di rallentare le cose quando tutto accelera”, ha scritto il Papa, invocando “quadri giuridici solidi, una supervisione indipendente, utenti informati e un sistema politico che non abdichi alle proprie responsabilità”.

Le pressioni commerciali sulle big tech

Olah di Anthropic ha ringraziato il pontefice per aver affrontato il tema, ammettendo che le aziende del settore necessitano di un controllo esterno: “Ogni laboratorio AI di frontiera, inclusa Anthropic, opera all’interno di un insieme di incentivi e vincoli che a volte possono entrare in conflitto con la scelta giusta”. Una riflessione che tocca direttamente il dibattito sulla valutazione delle big tech AI – da OpenAI a Nvidia, passando per Microsoft e Alphabet – che nel 2026 continuano a trainare i listini americani con multipli record.

Il ripudio della “guerra giusta”

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Il documento contiene una delle dichiarazioni papali più nette mai pronunciate contro la teoria della “guerra giusta”, dottrina utilizzata dalla Chiesa fin dal V secolo per valutare i conflitti globali. La stessa dottrina è stata invocata da esponenti dell’amministrazione Trump, incluso il Vicepresidente JD Vance, cattolico, per giustificare l’intervento in Iran.

“La teoria della ‘guerra giusta’, troppo spesso utilizzata per giustificare qualsiasi tipo di conflitto, è ormai superata”, ha scritto Leone XIV. Il pontefice ha anche messo in guardia dal rischio che alcuni leader possano ricorrere ai conflitti armati per distogliere l’attenzione dai problemi interni.

Tensioni con la Casa Bianca

Negli ultimi mesi il Papa ha adottato toni più decisi, attirando le critiche del Presidente statunitense Donald Trump dopo aver censurato la guerra in Iran – un fattore geopolitico che continua a pesare sulle quotazioni del petrolio e sui flussi di rifugio verso oro e franco svizzero.

“Nuove forme di schiavitù” nella filiera tecnologica

Riprendendo l’eredità del suo predecessore Leone XIII, autore nel 1891 della celebre enciclica sulle condizioni dei lavoratori durante la Rivoluzione Industriale, il pontefice attuale ha denunciato quelle che definisce “nuove forme di schiavitù” patite da chi opera nei sistemi AI e nelle fabbriche che producono computer e smartphone.

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“In alcune regioni del mondo, bambini e adolescenti lavorano in condizioni pericolose, frantumando i materiali da cui si estraggono le terre rare”, ha scritto il Papa. Un riferimento che richiama l’attenzione sulla filiera critica delle terre rare, asset strategico al centro delle tensioni commerciali tra Cina, USA ed Europa, e su cui si concentrano gli investimenti di Pechino e Washington per ridurre le dipendenze produttive.

Le scuse per il ruolo della Chiesa nella schiavitù

Il pontefice ha riconosciuto che la Chiesa cattolica non condannò con forza la tratta transatlantica degli schiavi fino al XIX secolo, presentando scuse personali: “Questo costituisce una ferita nella memoria cristiana. Per questo, a nome della Chiesa, chiedo sinceramente perdono”.

Un appello globale alla responsabilità

Richiamando il racconto biblico della Torre di Babele, Leone XIV ha invitato il mondo ad abbandonare “la costruzione di un’ennesima Torre di Babele” per unire le forze nella costruzione del bene comune.

“Può emergere una tentazione sottile, ovvero il pensiero che i problemi siano troppo grandi e noi troppo piccoli, e che le nostre scelte non possano fare la differenza”, ha scritto il Papa. “Certamente, non tutti hanno lo stesso potere di incidere. Tuttavia, nessuno è senza responsabilità. Tutti abbiamo i nostri ambiti d’azione.”

Le encicliche rappresentano una delle forme più alte di magistero pontificio, rivolte a 1,4 miliardi di fedeli cattolici nel mondo, ma il messaggio di “Magnifica Humanitas” si estende ben oltre, toccando temi cruciali per investitori, regolatori e operatori dei mercati globali nell’era dell’intelligenza artificiale.