Il dollaro arretra mentre il petrolio crolla sulle speranze di accordo nello Stretto di Hormuz

Sui mercati valutari il dollaro statunitense ha aperto la settimana in territorio negativo contro le principali valute, penalizzato dal forte ribasso delle quotazioni petrolifere. Il calo del greggio è stato innescato dalle aspettative di un possibile accordo diplomatico in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici globali. Tuttavia, sia Washington sia Teheran hanno raffreddato le attese sull’imminenza di un’intesa formale.

La sessione è stata caratterizzata da una liquidità ridotta, complice la chiusura di numerose piazze finanziarie — tra cui Stati Uniti, Hong Kong, Regno Unito e gran parte dell’Europa — per festività nazionali.

Le performance del Forex: euro e sterlina in rialzo

Sul mercato dei cambi, il quadro tecnico evidenzia un indebolimento generalizzato del biglietto verde:

I movimenti principali delle valute

  • USD/JPY: il dollaro ha ceduto lo 0,2% scendendo a 158,91 yen.
  • EUR/USD: l’euro ha guadagnato lo 0,33% portandosi a 1,1641.
  • GBP/USD: la sterlina ha messo a segno un rialzo dello 0,55% a 1,3499.
  • AUD/USD: il dollaro australiano è salito dello 0,58% a 0,717.
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  • NZD/USD: il dollaro neozelandese ha aggiunto lo 0,5% a 0,5874.
  • Dollar Index: il paniere DXY ha perso circa lo 0,3%, attestandosi a 98,969.

Il Giappone potenzia le riserve per contenere i costi energetici

Il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha annunciato la creazione di una riserva supplementare da 19 miliardi di dollari destinata a sussidiare i costi dei carburanti e a fronteggiare le pressioni sul costo della vita. Per rassicurare il mercato obbligazionario, l’esecutivo ha garantito che non vi sarà ulteriore indebitamento netto. Il bilancio integrativo era stato anticipato all’inizio del mese.

Diplomazia USA-Iran: progressi o stallo?

Sul fronte geopolitico, gli sforzi diplomatici per la risoluzione del conflitto iraniano restano al centro dell’attenzione. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che si arriverà a “un buon accordo” oppure Washington gestirà la questione “in un altro modo”.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che sono stati raggiunti punti di convergenza su molti temi previsti in un potenziale memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, precisando però che Teheran non è prossima alla firma di un accordo definitivo.

Lo scenario valutario secondo gli analisti

Secondo Samara Hammoud, economista internazionale e strategist valutaria di CBA: “Se e quando un accordo di pace verrà raggiunto, il dollaro si indebolirà per un certo periodo. Tuttavia, una volta esaurito questo impulso, il biglietto verde tornerà a rafforzarsi grazie ai suoi fondamentali migliori rispetto alle altre valute principali”.

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Crollo del petrolio: Brent sotto i 100 dollari

Le quotazioni energetiche hanno reagito con forza alle speranze di disgelo diplomatico:

  • Brent: -5%, a 98,43 dollari al barile.
  • WTI: -4,8%, a 88,83 dollari al barile.

Segnali contrastanti dal weekend

Nel fine settimana sono giunti messaggi discordanti sulla concretezza dell’intesa. Sabato il Presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato sui propri canali social che un memorandum d’intesa con l’Iran era stato “in larga parte negoziato”, con segnali positivi anche dai mediatori pakistani.

Domenica, però, lo stesso Trump ha pubblicato su Truth Social che il blocco navale americano sulle imbarcazioni iraniane nello Stretto di Hormuz “resterà in pieno vigore fino a quando un accordo non sarà raggiunto, certificato e firmato”.

Chris Weston, head of research di Pepperstone Group a Melbourne, ha commentato: “I mercati hanno imparato a essere estremamente pazienti su una svolta tangibile, ma lo scenario base di un accordo resta solido e le notizie del weekend rafforzano questa convinzione, anche se i tempi rimangono incerti”. Weston ha aggiunto che un calo del Brent verso i 90 dollari potrebbe dare nuovo slancio agli asset rischiosi, grazie a un raffreddamento delle aspettative inflazionistiche di breve termine e a una riduzione delle scommesse sui rialzi dei tassi nel 2027.

La BCE valuta la prossima mossa sui tassi

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Sul fronte europeo, Yiannis Stournaras, membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, ha indicato che, qualora l’inflazione nell’Eurozona superasse temporaneamente ma in modo significativo l’obiettivo del 2%, sarebbe opportuno procedere con un cauto aggiustamento della politica monetaria in senso più restrittivo.

Gli appuntamenti macro della settimana

L’attenzione degli operatori si sposta ora sui dati macroeconomici in calendario nei prossimi giorni:

  • Martedì: rapporto ADP sull’occupazione privata negli Stati Uniti.
  • Giovedì: indagini sulla fiducia nell’Eurozona.

Criptovalute: bitcoin ed ether in rialzo

Anche il comparto delle criptovalute ha beneficiato del clima di propensione al rischio:

  • Bitcoin: +0,9% a 77.271,20 dollari.
  • Ether: +1,1% a 2.114,30 dollari.

Il movimento conferma la correlazione, sempre più marcata negli ultimi anni, tra asset digitali e dinamiche del dollaro: un indebolimento del biglietto verde tende a sostenere le valutazioni delle principali criptovalute, percepite sempre più come asset alternativi nei portafogli diversificati.