Oracle affonda a Wall Street: titolo giù dell’11% sulle preoccupazioni per cassa e nuovi aumenti di capitale
Le azioni di Oracle hanno subito un tonfo dell’11%, registrando la peggiore seduta dal gennaio 2025, dopo che la società di software ha comunicato agli investitori l’intenzione di procedere con una nuova raccolta di capitali per 20 miliardi di dollari, in un contesto già appesantito da un free cash flow annuale fortemente negativo. Con il ribasso odierno, il titolo passa in territorio negativo da inizio anno, perdendo circa l’8% e sottoperformando nettamente il Nasdaq, che nello stesso periodo guadagna circa il 9%.
I numeri del quarto trimestre fiscale
Nonostante la reazione negativa del mercato, Oracle ha superato le attese degli analisti sia sul fronte dei ricavi che degli utili.
Ricavi e utili oltre le stime
- Ricavi trimestrali: 19,18 miliardi di dollari (+21% su base annua), contro i 19,1 miliardi attesi dal consensus LSEG.
- Utile per azione rettificato: 2,03 dollari, superiore alle stime di 1,96 dollari.
Tuttavia, la solidità dei numeri trimestrali non è stata sufficiente a compensare l’allarme degli investitori sulle dinamiche di cassa.
L’investimento massiccio sull’AI pesa sul titolo
Il principale elemento di preoccupazione resta l’enorme piano di espansione di Oracle nel comparto dell’intelligenza artificiale. Gli investitori si interrogano sulla sostenibilità di una spesa così aggressiva e sulla sua capacità di generare effettivi ritorni in termini di profitti. Nell’ultimo anno fiscale, il free cash flow si è attestato a un valore negativo di 23,7 miliardi di dollari, un dato che evidenzia l’intensità degli investimenti in corso.
Il piano di finanziamento da 40 miliardi
Oracle ha annunciato l’intenzione di raccogliere complessivamente 40 miliardi di dollari tramite emissioni di debito ed equity, includendo i 20 miliardi di collocamento azionario già comunicato in precedenza. Si aggiungono ai 43 miliardi di debito e 5 miliardi di equity già raccolti nell’esercizio fiscale 2026.
Capex in forte crescita: oltre 70 miliardi previsti per il 2027
Le spese in conto capitale (capex) sono esplose del 162%, raggiungendo i 55,7 miliardi di dollari. Il nuovo CFO Hilary Maxson ha indicato che l’uscita netta di cassa per capex nell’anno fiscale 2027 sarà di circa 70 miliardi di dollari, esclusi 20-25 miliardi di pagamenti anticipati ricevuti dai clienti.
Le previsioni aziendali
La società ha confermato la guidance sui ricavi a 90 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2027, alzando contestualmente la previsione sull’utile per azione rettificato a 8,05 dollari. Gli analisti si attendevano 8,01 dollari di EPS e 88,9 miliardi di ricavi. Per il primo trimestre fiscale, Oracle prevede:
- EPS rettificato: tra 1,72 e 1,76 dollari
- Crescita dei ricavi: tra il 27% e il 29%
Il consensus LSEG si attendeva 1,68 dollari di EPS e 19,06 miliardi di ricavi, corrispondenti a una crescita del 28% circa.
Cloud infrastructure: la crescita esplosiva trainata dall’AI
Il segmento più dinamico resta quello del cloud infrastructure, con ricavi balzati del 93% a 5,8 miliardi di dollari. Il dato più impressionante riguarda però il portafoglio ordini: le remaining performance obligations (RPO), che includono i ricavi non ancora riconosciuti a bilancio, hanno raggiunto la cifra record di 638 miliardi di dollari al 31 maggio, con un incremento del 363% su base annua. Gli analisti di StreetAccount si attendevano 595,67 miliardi.
Il peso strategico di OpenAI e del progetto Stargate
Secondo gli analisti di Bank of America, che mantengono una raccomandazione di acquisto sul titolo, oltre il 50% delle remaining performance obligations proviene da OpenAI. Le due aziende sono partner nel progetto Stargate, una grande iniziativa volta a sviluppare infrastrutture di intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Il CEO Clay Magouyrk, durante la conference call con gli analisti, ha dichiarato che Oracle punta a portare online nel trimestre in corso una capacità di calcolo di quasi un gigawatt, una potenza equivalente all’intero ammontare attivato nell’anno fiscale 2026.
Le valutazioni degli analisti: il dibattito resta aperto
Gli analisti di Piper Sandler, in un report pubblicato a mercati chiusi mercoledì, hanno mantenuto una visione costruttiva sul titolo, raccomandandone l’acquisto: “Riteniamo che ORCL continuerà a essere oggetto di dibattito, ma siamo positivi sulla crescita dei consumi guidata dall’AI.”
Il bilanciamento tra rischio e opportunità
Il quadro che emerge è quello di una società in piena trasformazione strategica, con investimenti senza precedenti che potrebbero ridefinirne il posizionamento competitivo nel mercato dell’intelligenza artificiale e del cloud. La sfida per Oracle sarà dimostrare al mercato che il massiccio impiego di capitale potrà tradursi in una crescita sostenibile dei profitti, evitando di compromettere la solidità finanziaria nel medio termine. Per gli investitori italiani interessati al comparto tecnologico statunitense, il caso Oracle rappresenta un esempio emblematico delle dinamiche che caratterizzano l’attuale fase del settore AI: alti rendimenti potenziali, ma anche elevati livelli di volatilità e rischio legati alle ingenti necessità di capitale.
