Nvidia punta sui modelli AI cinesi per difendere la propria supremazia sui chip
Nvidia sta rafforzando il supporto tecnico ai modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Cina, nel tentativo di anticipare i produttori di semiconduttori locali nell’ottimizzazione dell’hardware per questi sistemi. Una mossa strategica che arriva in un momento di crescente nervosismo a Washington, dove il Congresso guarda con sospetto alla diffusione dei modelli cinesi tra le aziende americane.
Il colosso di Santa Clara ha presentato mercoledì una “local AI initiative” che include ottimizzazioni per i principali modelli open, tra cui V4 Flash di DeepSeek e Qwen 3.8 di Alibaba, affiancati da sistemi sviluppati da Google e dalla stessa Nvidia. Parallelamente, però, in un documento depositato presso la SEC in occasione dei risultati del secondo trimestre, l’azienda ha esplicitamente segnalato i rischi di business legati a possibili restrizioni dell’amministrazione Trump sull’AI di origine cinese.
I punti chiave
- Nvidia sta ottimizzando il proprio hardware per i modelli open cinesi, inclusi quelli di DeepSeek e Alibaba.
- Il Congresso statunitense è sempre più preoccupato per l’adozione crescente di questi modelli, che nel 2026 hanno compiuto progressi significativi in termini di capacità.
- Nel filing alla SEC, il produttore di chip avverte che eventuali restrizioni della Casa Bianca potrebbero avere un impatto rilevante sui conti.
Modelli open: il nuovo campo di battaglia tra Washington e Pechino
L’accesso ai modelli AI open — i più performanti dei quali sono oggi cinesi — è diventato uno dei punti di frizione più delicati nella corsa alla supremazia tecnologica tra Stati Uniti e Cina. A differenza dei sistemi chiusi prodotti da OpenAI e Anthropic, i modelli open possono essere scaricati, modificati e ospitati direttamente sui server delle aziende, garantendo controllo sui dati e costi operativi inferiori.
La leva politica dei dazi
Entrambe le capitali stanno utilizzando il peso politico per guadagnare vantaggio competitivo. Giovedì è emersa l’indiscrezione secondo cui l’amministrazione del presidente Donald Trump starebbe valutando nuovi dazi sui semiconduttori statunitensi. Un funzionario della Casa Bianca ha però precisato alla CNBC che “a meno di annunci ufficiali dell’amministrazione, qualsiasi notizia sui dazi va considerata pura speculazione priva di fondamento”.
Il rischio normativo messo nero su bianco
Nel documento depositato, Nvidia ha ribadito quanto già segnalato nelle trimestrali precedenti: gli Stati Uniti stanno valutando misure che limiterebbero la capacità dell’azienda di supportare “applicazioni e modelli di terze parti costruiti su foundation model open source di origine cinese”.
La società avverte che qualsiasi “controllo normativo o altra restrizione che limiti la nostra capacità di fornire prodotti e servizi” a supporto di applicazioni basate su modelli come DeepSeek, Qwen o Kimi potrebbe avere un impatto materiale sull’attività.
Conti solidi e titolo in rialzo
Le azioni Nvidia sono salite giovedì dopo la pubblicazione di risultati trimestrali superiori alle attese e di una guidance sui ricavi migliore delle stime del consensus. Il gruppo, che detiene una posizione di quasi monopolio nel segmento dei chip AI più avanzati, ha visto il proprio titolo apprezzarsi di oltre il 10% dall’inizio del 2026.
Per gli investitori italiani ed europei, la performance di Nvidia resta un termometro fondamentale del sentiment sul settore tecnologico globale: il peso del titolo negli indici statunitensi — e di riflesso negli ETF globali presenti in molti portafogli — rende ogni sua trimestrale un evento capace di muovere l’intero comparto equity.
Il fronte comune dell’industria contro le restrizioni
Nvidia non è sola nella campagna contro l’intervento del governo americano sui modelli open. A luglio, Microsoft, Meta, Palantir e oltre venti altre società si sono unite al produttore di chip in una dichiarazione congiunta, esortando i policymaker a evitare “restrizioni premature” sui modelli open-weight.
“Fornire supporto ai modelli di tutto il mondo permette agli sviluppatori di costruire sullo stack tecnologico americano”, ha spiegato alla CNBC un dipendente di Nvidia che ha chiesto di rimanere anonimo non essendo autorizzato a parlare pubblicamente. “Gli sviluppatori che utilizzano i modelli americani e cinesi più diffusi sceglieranno lo stack per cui il modello è ottimizzato: da qui l’importanza critica di ottimizzare per lo stack statunitense”.
La pressione dei produttori cinesi
Negli ultimi mesi i produttori di chip cinesi — tra cui Huawei, con la serie di processori Ascend, e la stessa Alibaba — hanno annunciato ottimizzazioni proprietarie per i modelli open, incluse le famiglie DeepSeek e Qwen. Una dinamica che rischia di erodere il vantaggio competitivo di Nvidia proprio nel mercato con la più ampia base di sviluppatori al mondo.
“Gli sviluppatori giocheranno un ruolo cruciale nella costruzione dell’ecosistema AI vincente”, ha aggiunto la fonte interna. “La Cina ha una delle popolazioni di sviluppatori più grandi al mondo e crea foundation model open source. Ogni modello dovrebbe funzionare al meglio sullo stack tecnologico statunitense, incoraggiando le nazioni di tutto il mondo a scegliere l’America”.
L’influenza crescente dell’AI cinese nei mercati emergenti
Il timore di fondo è che i modelli cinesi — sempre più capaci e generalmente più economici delle alternative americane — diventino lo standard di riferimento nei Paesi in via di sviluppo.
“Se la tecnologia AI cinese diventasse l’opzione predefinita per i Paesi emergenti, questi potrebbero essere più inclini ad allinearsi politicamente con Pechino, mentre le aziende AI cinesi otterrebbero una testa di ponte nei loro mercati”, ha dichiarato alla CNBC Daniel Remler, senior fellow del programma tecnologia e sicurezza nazionale presso il think tank Center for a New American Security (CNAS).
La lettura degli analisti
Secondo Charlie Dai, vice president e principal analyst di Forrester, l’ottimizzazione dell’hardware Nvidia per i modelli cinesi riflette la loro “crescente influenza” all’interno dell’ecosistema AI globale.
“Ottimizzando per piattaforme come DeepSeek e Qwen, Nvidia consolida la propria posizione come layer infrastrutturale preferito per sviluppatori e imprese, indipendentemente da dove nascano i modelli leader”, ha osservato.
Le mosse tecniche già annunciate
Ad agosto Nvidia aveva comunicato l’ottimizzazione del proprio stack hardware, con il “day-zero support” sui sistemi GPU RTX per Qwen3.8-27B. Nello stesso periodo l’azienda ha annunciato aggiornamenti software che rendono “semplice mettere in cluster più sistemi DGX Spark”, passaggio decisivo per eseguire modelli cinesi come GLM 5.2 di Z.ai e DeepSeek V4 Flash.
La strategia è chiara: presidiare l’intera catena del valore dell’AI, anche quando i modelli nascono oltre la Grande Muraglia. Una scommessa che espone però Nvidia a un rischio normativo crescente, destinato a restare tra le variabili da monitorare per chi investe sul comparto semiconduttori nel corso del 2026.

