Il tech traina i listini americani

Seduta di giovedì all’insegna degli acquisti sui principali indici statunitensi, sostenuti da una raffica di trimestrali superiori alle attese nel comparto tecnologico. A guidare il movimento sono Nvidia, Salesforce e CrowdStrike, i cui conti hanno riacceso l’appetito per il rischio.

Come prevedibile, il beneficiario principale è il Nasdaq 100, in progresso dell’1%, mentre lo S&P 500 avanza dello 0,5% e il Dow Jones si limita a un più contenuto +0,3%. La differente intensità dei rialzi conferma quanto la leadership del mercato resti concentrata sui titoli legati all’intelligenza artificiale, tema dominante anche in questo 2026.

Nvidia: domanda di potenza di calcolo ancora robusta

Il titolo Nvidia guadagna il 7,7% dopo una trimestrale solida. La società di Santa Clara continua a intercettare una domanda strutturalmente elevata di capacità di calcolo per l’AI, alimentata dagli investimenti in data center degli hyperscaler.

Il nodo delle memorie

Non mancano però i segnali di attenzione: il gruppo ha ammesso che la carenza di memorie (in particolare HBM e DRAM) sta esercitando pressione sui margini. È un elemento da monitorare, perché la scarsità di componenti si traduce in costi di approvvigionamento crescenti lungo l’intera filiera dei semiconduttori, con potenziali ricadute anche sui produttori europei e asiatici quotati.

Software: si allentano i timori di disruption

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Salesforce vola del 21%

Salesforce mette a segno un balzo del 21% dopo aver alzato le stime di ricavi e utili per l’intero esercizio. La società ha inoltre presentato un nuovo modulo integrato con i modelli Claude di Anthropic, segnale che l’AI generativa viene ormai monetizzata all’interno delle suite enterprise anziché rappresentare una minaccia al modello di business.

CrowdStrike guadagna il 17,7%

Il fornitore di soluzioni di cybersecurity avanza del 17,7% dopo aver rivisto al rialzo la guidance annuale sui ricavi e battuto le attese di profitto del secondo trimestre.

Le due trimestrali contribuiscono a ridimensionare uno dei timori più discussi dagli investitori negli ultimi trimestri: l’ipotesi che l’intelligenza artificiale possa erodere il valore dei modelli di business basati sul software as a service. Il ritorno di fiducia si estende all’intero comparto: Palo Alto Networks sale del 10% e Synopsys dell’8%.

Okta beneficia degli agenti AI

Okta guadagna il 22% dopo conti trimestrali sopra le attese e una guidance annuale rivista al rialzo. Lo specialista dell’identity management intercetta una domanda crescente legata alla proliferazione degli agenti autonomi basati su AI, che richiedono nuove architetture di autenticazione e controllo degli accessi.

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I titoli in controtendenza

Non tutto il listino partecipa al rialzo. HP cede il 6% dopo aver riportato una flessione dei volumi di spedizione e dei margini nella divisione PC nel terzo trimestre, segnale di un ciclo hardware consumer ancora debole.

Moderna arretra del 4% in seguito all’annuncio di un’emissione di obbligazioni convertibili per 2 miliardi di dollari: un’operazione che rafforza la liquidità ma che comporta un rischio di diluizione per gli azionisti esistenti.

Macro: il mercato del lavoro resta solido

Sul fronte dei dati, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 203.000 unità nella settimana conclusa il 22 agosto, contro le 208.000 attese dal consensus degli economisti. Un dato che conferma ancora una volta la resilienza del mercato del lavoro americano, elemento che riduce lo spazio per un allentamento monetario aggressivo nel breve periodo.

Il prossimo catalizzatore: Jackson Hole

Esaurito l’appuntamento con i conti di Nvidia, l’attenzione degli operatori si sposta sul simposio di Jackson Hole, dove venerdì è atteso l’intervento del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh.

Storicamente, il consesso organizzato dalla Fed di Kansas City rappresenta uno degli eventi più sensibili per i mercati: eventuali indicazioni sulla traiettoria dei tassi possono muovere in modo significativo il dollaro, i rendimenti dei Treasury e, per riflesso, le principali coppie forex come EUR/USD. Un tono restrittivo, coerente con la solidità dei dati occupazionali, rafforzerebbe il biglietto verde; un’apertura a tagli, al contrario, offrirebbe ulteriore carburante al rally dell’equity tecnologico.