Il dollaro USA prova a invertire la rotta in avvio di settimana

L’apertura di lunedì 10 agosto 2026 vede il dollaro americano tentare un recupero contro le principali valute concorrenti. Dopo la reazione volatile ai dati sull’occupazione statunitense pubblicati venerdì, i mercati valutari sembrano entrati in una fase di riassestamento, con il biglietto verde che riguadagna terreno su euro, sterlina e dollaro canadese.

Il tema dominante resta lo stesso delle ultime settimane: il differenziale dei tassi d’interesse. È questo il fattore che continua a orientare i flussi di capitale sul forex, molto più delle singole pubblicazioni macroeconomiche, che spesso generano movimenti impulsivi ma poco duraturi.

EUR/USD: analisi tecnica

La coppia EUR/USD ripiega verso 1,1546 dopo aver toccato un massimo a 1,1580, riportandosi nei pressi della media mobile esponenziale a 50 giorni, un livello che gli operatori tendono a monitorare come spartiacque di medio periodo.

Livelli chiave da monitorare

L’area da tenere sotto osservazione è quella dei 1,1520: si tratta di un potenziale supporto tecnico la cui tenuta risulta decisiva per l’impostazione di breve. Un rimbalzo credibile da quella zona riaprirebbe lo spazio per ragionare in ottica rialzista; al contrario, una rottura al ribasso aprirebbe le porte a una correzione più profonda.

Il quadro macro alle spalle del cambio

Il confronto tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella della Banca Centrale Europea continua a rappresentare la variabile decisiva. Dal punto di vista grafico, il mercato sembra provare un’inversione strutturale di più lungo periodo, ma non si può escludere la formazione di un rising wedge (cuneo ascendente), pattern tipicamente associato a un esaurimento della spinta rialzista. Prudenza, quindi: servono conferme prima di prendere posizione.

GBP/USD: analisi tecnica

La sterlina britannica mostra una debolezza analoga a quella dell’euro, ma senza segnali di cedimento strutturale. Il GBP/USD si mantiene intorno a 1,3492, all’interno di una fase di consolidamento nei pressi della soglia psicologica di 1,35. Il supporto immediato è collocato a 1,3475, mentre il massimo recente si trova a 1,3520.

Cosa accade se cede 1,3475

Una discesa sotto 1,3475 porterebbe il prezzo a testare la candela esplosiva formatasi in seguito alla pubblicazione dei non-farm payrolls di venerdì. Colmare quel gap direzionale rappresenterebbe un normale processo di digestione del movimento, non necessariamente un’inversione di tendenza.

Perché la sterlina resta più solida dell’euro

Negli ultimi anni la sterlina ha retto meglio dell’euro il confronto con il dollaro, grazie a tassi d’interesse britannici storicamente più elevati rispetto a quelli dell’area euro. Questo differenziale rende il carry più favorevole per chi detiene posizioni lunghe in sterline. In una scelta tra acquistare euro o sterline su un rimbalzo tecnico, l’impostazione più interessante appare quindi quella sul cable.

USD/CAD: analisi tecnica

Il USD/CAD si stabilizza a 1,3948 dopo aver disegnato una configurazione da doppio minimo, segnale che spesso anticipa un tentativo di ripresa. Il cambio si muove in prossimità del ritracciamento di Fibonacci al 38,2%, individuato in area 1,3985, con supporto a 1,3950 e la resistenza psicologica di 1,4000 immediatamente sopra.

Struttura del movimento e livelli di Fibonacci

Il mercato sta ritracciando un’ampia impostazione rialzista precedente. Dopo il 38,2%, l’attenzione si sposterebbe sul ritracciamento del 50%, area in cui il prezzo potrebbe cercare un pavimento più solido. Finché queste soglie tengono, l’ipotesi di una ripartenza del dollaro resta tecnicamente valida.

Attenzione ai dati canadesi sull’occupazione

Alcuni operatori si sono mossi con eccessiva convinzione sull’ipotesi di un deterioramento del mercato del lavoro statunitense. Va però ricordato che un singolo dato non costruisce un trend. Lo stesso vale, in senso opposto, per i dati canadesi: le rilevazioni sull’occupazione in Canada sono notoriamente volatili e soggette a revisioni sostanziali, il che rende poco affidabile qualsiasi lettura basata su un unico report, anche se particolarmente positivo come quello di questo mese.

Il ruolo del differenziale dei tassi

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Il punto centrale resta il differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Canada, che continua a remunerare chi detiene dollari statunitensi contro dollari canadesi. Con i mercati che prezzano una probabilità intorno al 55% di un intervento sui tassi da parte della Federal Reserve a settembre, questo fattore tornerà probabilmente a essere determinante nel posizionamento degli operatori.

Indicazioni operative per la sessione

Nel complesso, il quadro suggerisce un dollaro in fase di tentata inversione di breve periodo, con tre indicazioni pratiche:

  • EUR/USD: attendere la reazione a 1,1520 prima di assumere una direzionalità.
  • GBP/USD: preferibile rispetto all’euro in caso di rimbalzo, con 1,3475 come livello di controllo del rischio.
  • USD/CAD: struttura in stabilizzazione, con Fibonacci e differenziale tassi a favore di un recupero del biglietto verde.

In un contesto dominato dalle aspettative sulla politica monetaria, la disciplina nella gestione del rischio e la capacità di distinguere il rumore statistico dal trend reale restano gli elementi che fanno la differenza.